Yoga a Siena: intervista a Silvia Cavicchioli

Yoga a Siena: intervista a Silvia Cavicchioli

Sono felice di ospitare nel mio blog l’intervista che ho fatto alla mia insegnante di Yoga a Siena.

Breve presentazione: Silvia Cavicchioli, 47 anni, fiorentina trapiantata in Provincia di Siena, due volte mamma, insegnante di Yoga presso la Corte dei Miracoli di Siena.

L’ho trovata due anni fa cercando su Google ‘yoga a siena‘. Tra i risultati, i corsi di Silvia erano quelli meglio raggiungibili da casa mia. Ecco come l’ho scelta, ed è stata una fortuna come mi ha confermato anche chi ha avuto modo di frequentare più maestri di Yoga.

Nel suo sito web, Yoga e Tao A.S.D, trovate la sua biografia completa e come si è avvicinata allo Yoga quindi in questa intervista le chiederò alcune curiosità che mi sono venute da quando frequento i suoi corsi e che potete considerare come degli approfondimenti che potrebbero tornarvi utili nel caso in cui stiate decidendo se iniziare un corso di Yoga.

Iniziamo quindi!

Prima domanda d’obbligo e semplice semplice: che cos’è lo Yoga, a chi e a cosa serve.
Lo Yoga si è sviluppato nel corso di migliaia di anni e si occupa del benessere fisico, mentale-emozionale e spirituale dell’individuo; crea un tempo-spazio per ascoltarsi e ci aiuta a comprendere meglio tensioni e rigidità. Nel pensiero indiano, tutto è permeato dallo Spirito Universale (Paramatma o Dio) di cui lo spirito umano individuale (Jivatma) è una parte. La pratica dello Yoga insegna come lo spirito umano individuale si può consapevolmente “unire” o entrare in comunione con lo Spirito Universale. E’ adatto a “tutti” quelli che si sentono interessati, non ha limiti di età in quanto si adatta all’individuo e non il contrario. Ognuno può trarre benefici su diversi livelli, si può iniziare lavorando solo sul corpo e già così ci saranno miglioramenti e magari un domani si potrà arrivare anche alla meditazione. Ognuno procede con un suo ritmo, non c’è competizione.

Nel tuo sito web c’è scritto che ti sei avvicinata allo Yoga all’inizio della tua prima gravidanza. Come mai proprio Yoga e non ad esempio un corso di preparazione al parto, ginnastica dolce o altro? Nel senso, cercavi qualcosa per il benessere ‘fisico’ del tuo corpo oppure altro?
Sì, all’epoca cercavo qualcosa per il benessere fisico mio e del bambino e invece ho trovato un’universo interiore. Ho scelto lo Yoga per quello che chiamiamo “caso”; anche se non esiste 🙂

Il tuo corpo a lezione sembra di gomma (è un complimento, eh!). Prima di abbracciare lo Yoga, praticavi qualche sport, andavi in palestra, a correre o altro? E attualmente fai altro a livello fisico oltre a Yoga?
Ho sempre fatto qualcosa fisicamente e sono sempre stata portata per il movimento. Da ragazzina facevo nuoto, mi avevano messo nel preagonismo; ma io volevo solo nuotare, non competere. Così ho smesso. Lo Yoga è perfetto per questo; non c’è niente da competere. Da anni faccio solo Yoga e Qi Gong.

Frequentando le tue lezioni ho scoperto che esistono molteplici stili di Yoga e ogni volta che qualcuno te lo chiede rispondi che lo stile che insegni si avvicina ad Anusara Yoga. Puoi brevemente descrivere questo stile ai lettori di My Day Worth?
Anusara Yoga è un sistema di Hatha Yoga fondato da John Friend. Vengono usate varie asana (posture) con allineamenti raffinati e molta attenzione al respiro. Anusara è una parola sanscrita che significa ‘fluire con la Grazia’.

Soprattutto durante il primo anno, spesso ribadisci che fare Yoga vuol dire lavorare oltre che a livello fisico anche a livello energetico e spirituale. Puoi dirci in due parole cosa si intende per livello energetico e in che modo la pratica di respirazione Pranayama che ci proponi agisce su questo livello?
Muovendo il corpo si agisce anche sul livello energetico e viceversa. Il punto è diventarne consapevoli. Per lo yoga abbiamo 7 corpi che si compenetrano. Lavorando sul livello mentale possiamo avere effetti sul livello emozionale o anche fisico. Non possiamo agire direttamente sul corpo spirituale ma se con asana, pranayama e consapevolezza teniamo purificati i nostri corpi più grossolani (fisico, energetico, mentale) allora il corpo spirituale può agire su questi corpi. Con il Pranayama ci purifichiamo, o prendiamo energia o facciamo salire l’energia; dipende da quello che vogliamo ottenere. Il Pranayama sposta la nostra attenzione dall’esterno, dove sta normalmete, all’interno. In questo modo diventiamo Presenti e consci di ciò che accade.

Il terzo livello di lavoro, quello spirituale, lo affrontiamo attraverso la Meditazione che mi piace moltissimo anche se non riesco ancora a farla da sola; ho bisogno di essere guidata per non distrarmi. A lezione proponi diversi tipi di meditazione dal canto dei mantra alle visualizzazioni alle meditazioni buddiste etc e ogni meditazione ha un suo obiettivo, che non è solo quello del rilassamento come erroneamente si crede in giro, ma ad esempio quello della guarigione. Puoi spiegare meglio di che ‘guarigione’ si tratta? Puoi indicarci anche altri obiettivi della meditazione?
Usiamo varie tecniche di meditazione in modo che ognuno possa trovare quella che gli è più consona. Se abbiamo parlato di guarigione è perché abbiamo fatto alcune meditazioni specifiche. Parlando in senso generale la meditazione guarisce perché agisce sul mentale che è la causa di tutti i nostri malesseri; in questo senso guarisce. Comunque la meditazione rilassa 🙂 Tramite la meditazione possiamo osservarci ed entrare in contatto con la nostra parte più profonda e vera, lo spirito; così che possiamo smettere di identificarci solo con la nostra personalità e capire che siamo anche qualcosa di più elevato e meno incasinato. Occorre una pratica quotidiana, anche piccola ma quotidiana. Dire “faccio meditazione” è sbagliato; la meditazione è uno stato della mente che ACCADE, come il sonno, ci si cade dentro. Tutte le tecniche che usiamo servono solo come preparazione a che questo stato possa accadere.

Periodicamente ci assegni simpaticamente anche dei compiti a casa per allenarci alla consapevolezza del nostro essere qui ora, non nel passato, non nel futuro, e al distacco dalla personalità, dall’ego, che spesso ci fa da zavorra. Alcuni, come tu stessa hai ammesso, sono compiti a vita, ad esempio quello di creare un punto di osservazione esterno per allenarci ad identificarci con la nostra anima. Puoi dirlo tu in cosa consiste? L’idea dei compiti a casa come ti è venuta?
I compiti a casa servono a capire che la meditazione e la crescita non sono riservati solo al tempo in cui lavoriamo insieme; ma possono, dovrebbero, estendersi a tutti gli aspetti della vita così da poter cambiare qualcosa, così da poter soffrire meno. Essere sempre in parte consapevoli di noi e non solo proiettati all’esterno ci può dare l’opportunità di fare scelte più oculate, più giuste per noi. Grandi maestri come Gurdjieff o più recenti Tich Nhat Han hanno sempre dato e danno compiti di consapevolezza per stimolare il cambiamento, la presa di coscienza, per non essere in preda ai capricci della mente. Ho preso esempio da loro.

Una cosa che mi colpisce di te è che tu non fai solo lezione di Yoga ma fai Yoga con noi. Spesso sei impegnata nei week end per corsi di aggiornamento o per praticare Yoga, Meditazione o Pranayama insieme ad altre persone e mi sembra che per te sia la cosa più naturale condividere con noi quello che ricevi da queste esperienze. Come dire? a lezione proponi te stessa come persona ancora in cammino ‘che cerca’ e non come persona già ‘arrivata’. E’ così? Al momento c’è qualcuno che consideri un riferimento come magari è facile che tu lo diventi per chi segue i tuoi corsi oppure è meglio allenare il distacco anche dall’attaccamento che una simile situazione può generare? Insomma, credi nel rapporto gerarchico Maestro – Allievo per evolversi?
🙂 Ho trovato il mio cammino; ma sto ancora camminando e mentre lo faccio posso dare una mano a chi si accosta a questo percorso. E’ un mondo ampio e con talmente tante cose da imparare che non basterà una vita 😀 Forse conosco una sola persona che può definirsi arrivata e sto seguendo i suoi insegnamenti, è il mio aiutante. E’ più avanti di me, vede più chiaro, vive uno stato interiore d’amore che è contagioso (nel senso buono) e può aiutarmi. Un genitore fa lo stesso con i propri figli, un fratello con la sorella e viceversa. E’ gerarchia? O è amore? Invece che il distacco dall’attaccamento allenerei l’amore vero. I grandi maestri dicono che quando siamo in uno stato di amore vero non c’è attaccamento e non c’è sofferenza dovuta a distacchi.

Quando ho iniziato a seguire le tue lezioni volevo prendermi cura del mio corpo visto che fino a quel momento mi ero occupata solo della mia mente. Mi sono ritrovata a prendermi cura anche della mia anima e quindi è tornata la fiducia nell’immortalità. Tu credi nella reincarnazione; ti va di raccontarmi cosa ti ha persuaso al riguardo?
Credo nell’immortalità dell’anima/spirito. Il corpo torna alla terra, la personalità si dissolve e la nostra Essenza rimane; se torna o meno non è importante tanto non lo ricorderemo. Importante è vivere pienamente la vita cercando di stare in uno stato di gioia, di rispetto profondo, di apprezzamento. Cercare di donare il meglio di noi a coloro che amiamo; ”arrivare” senza troppi rimpianti o troppe cose non fatte.

Una mia curiosità: riesci ad intuire il motivo per cui qualcuno decide di venire ai tuoi corsi già da quando lo vedi varcare per la prima volta la soglia della porta della stanza dove facciamo Yoga? Nel senso, il suo fisico ti parla già di se?
Il fisico, il modo di parlare e gesticolare, tutto parla. Posso intuire qualcosa; ma preferisco mantenermi aperta, cercare di vedere il fiore che può sbocciare dall’altro. Ogni percezione che abbiamo è limitata dal nostro modo di vedere le cose quindi non mi faccio troppe domande e “lavoriamo”. Nel coso dell’anno ci conosciamo e magari nascono bei momenti d’incontro.

Quando dico che faccio Yoga la reazione immediata delle persone è l’emissione di una “Ommmmmm”… Puoi chiarire a cosa corrisponde questo suono e a cosa serve?
L’Om è considerato il suono primordiale che ha dato origine alla creazione. E’ il suono che racchiude in se tutti i suoni e li comprende come il seme comprende la pianta. Dalla ‘om’ si sono formate tutte le parole, tutte le vibrazioni, tutte le melodie. E’ la voce del Divino di tutti gli elementi del creato. Per quanto lo Yoga oggigiorno sia molto diffuso, la maggioranza delle persone non ha idea di cosa sia; ma l’Om si vede, gli risuona.

A breve riprenderanno i tuoi corsi di Yoga alla Corte dei Miracoli. Puoi anticiparci gli orari, il programma e cosa occorre fare quando si viene per la prima volta?
Il 14 ed il 15 settembre* ci sarà una presentazione dei corsi per le persone nuove. Possono partecipare o possono venire a provare gratuitamente una lezione quando vogliono. Abbigliamento comodo 🙂 Gli orari si possono vedere sul mio sito Yoga e Tao A.S.D.

* di solito comunque ogni anno a metà settembre

L’intervista è finita e ovviamente ringrazio Silvia per aver accettato di rispondere alle mie domande. Mi ha dato spunti per tante altre domande. Comunque, personalmente mi si  sono chiarite diverse cose.

Nel mentre che si aspetta di riprendere le lezioni, alcuni di noi saremo al mare con Silvia per lo stage di fine estate. La nostra giornata tipo? appena svegli Pranayama, colazione, Yoga e poi mare; pranzo, ancora mare, Yoga in spiaggia, cena e meditazione.

What else? sono già sicura che torneremo rigeneratissimi!

E questa non è l’unica proposta fuori programma di Silvia. Durante l’anno infatti ci propone delle attività collaterali tipo Bagno di Gong, Yoga Nidra, Stage di Yoga in posti belli circondati dalla natura, lezioni per esperti e principianti temerari, conferenze, etc.

Insomma, le sollecitazioni per essere presenti a noi stessi non mancano!

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