Vuoi essere pozzo o stagno?

Siena: pozzo in Via Pantaneto 13

Tratto da Ricominciare da sé di Osho
Oscar Mondadori Editore

“Quando qualcuno vuole scavare un pozzo inizia rimuovendo la terra e le pietre, dopo di che l’acqua comincia a filtrare dalle pareti del pozzo fino a riempirlo. L’acqua c’era già, non era necessario portarla lì; occorreva solo rimuovere le pietre e gli strati di terra. C’erano delle ostruzioni, degli ostacoli e, dopo averli rimossi, l’acqua è apparsa. Non occorreva portare l’acqua al pozzo, era già presente. Era necessario solo rimuovere le ostruzioni.

La conoscenza è già presente in te, non c’è bisogno che tu la prenda in prestito da qualcun altro. Le sue sorgenti sono nascoste in te: devi solo scavare per rimuovere gli ostacoli – le pietre e la terra – che l’ostruiscono. A quel punto cominceranno ad apparire in te le sorgenti della conoscenza.

Siena: pozzo in Piazzetta Luigi Bonelli 1

Ma puoi costruire un pozzo oppure uno stagno. Costruire uno stagno è una cosa diversa. Per farlo non hai bisogno di cercare una sorgente naturale d’acqua: il metodo è esattamente l’opposto di quello usato per costruire un pozzo.  Per costruire uno stagno, non hai bisogno di scavare per rimuovere le pietre e la terra; al contrario, devi prelevarli da qualche altro luogo e portarli lì per usarli come bacino. E dopo aver costruito il bacino, l’acqua non arriverà da sola: dovrai prenderla dal pozzo di qualcun altro per farla arrivare allo stagno. In superficie lo stagno ti dà l’illusione di essere un pozzo. Sembra un pozzo: puoi vedere l’acqua in uno stagno così come la vedi in un pozzo, ma la differenza tra i due è la stessa che esiste tra la Terra e il Cielo. La prima differenza è che lo stagno non ha acqua propria.

Siena: vasca nell'Orto Botanico

In questo mondo, nessuna sete dell’uomo verrà spenta da qualcosa che non sia suo. Tutto ciò che esiste in uno stagno è preso in prestito; in poco tempo diventa fermo e stantio perché tutto ciò che è preso in prestito non è vivo, è morto. L’acqua di uno stagno è ferma, imputridisce e in breve emana cattivo odore. Il pozzo invece ha una propria sorgente e la sua acqua non diventa mai stantia; un pozzo vive grazie a un proprio flusso sorgivo.

Nello stagno e nel pozzo accadono due processi  differenti. Lo stagno ha paura che qualcuno gli porti via l’acqua, perché senza rimarrà vuoto. Il pozzo invece vuole che qualcuno prelevi la sua acqua, affinché possa sgorgarne di più fresca e più viva. Il pozzo grida: “Prendete la mia acqua, voglio condividerla!”. Lo stagno urla: “State lontani. Non toccate la mia acqua, non prendetela!” Lo stagno desidera qualcuno che abbia acqua da portagli, per immetterla nel suo bacino e aumentare il volume. Ma se qualcuno ha un secchio, il pozzo desidera che costui si avvicini e prelevi la sua acqua: così potrà liberarsi dall’acqua vecchia e dalla sua sorgente sgorgherà acqua nuova.  Il pozzo vuole condividere, lo stagno vuole trattenere. Il pozzo ha ruscelli sotterranei connessi con l’oceano: sembra piccolo, ma in profondità è collegato con l’infinito. Per quanto grande possa sembrare, lo stagno invece non è collegato con nient’altro: termina in se stesso, è chiuso. Non ha ruscelli sotterranei: non ha modo di collegarsi con l’infinito.

Siena: pozzo in Via Montanini 92

Se qualcuno si avvicinasse a uno stagno e gli parlasse dell’oceano, scoppierebbe in una risata e risponderebbe: “Non esiste niente di simile. Tutto è uno stagno. L’oceano non esiste affatto.” Lo stagno non ha alcuna idea dell’oceano.

Se qualcuno invece esprimesse apprezzamenti sulla bellezza del pozzo, questo penserebbe: “Che cosa c’è di mio? Tutto proviene dall’oceano. Io che cosa sono? Tutto ciò che arriva in me è collegato a qualcos’altro di molto lontano”. Un pozzo non può avere un “io” né la sensazione : “Io sono”; invece uno stagno ha un ego e la sensazione: “Io sono.” La cosa interessante da notare è che il pozzo è vasto, invece lo stagno è limitato; il pozzo ha una ricchezza propria, lo stagno non ne ha alcuna.

Siena: pozzo di Palazzo Patrizi in Via di Città

La mente umana può diventare un pozzo oppure uno stagno: queste sono le uniche due possibilità che ha per evolversi; quando diventa uno stagno, piano piano conduce l’uomo alla pazzia.”

Dopo questa riflessione di Osho ripropongo vi ripropongo la domanda che ho messo come titolo a questo post: vuoi essere pozzo o stagno? Io pozzo!

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