Sotto il Duomo di Siena: la Cripta

1 Piazza San Giovanni davanti al Battistero; 2 via dei Fusari, 3 ex Oratorio di San Giovannino, 4 grotta e cuniculo da cui è avvenuta la scoperta, 5 vano scoperto con i dipinti 6 livello del pavimento del Duomo

Immagine ripresa dal libro Sotto il Duomo di Siena a cura di Roberto Guerrini

Reportage della scoperta degli affreschi negli ambienti sotto il Duomo di Siena, chiamato Cripta.

Per il ciclo di incontri Un tè all’Opera organizzato dall’Opera del Duomo di Siena è stato affidato a Maddalena, una guida autorizzata di Siena, la lezione sugli ambienti che si trovano sotto il Duomo di Siena; gli stessi dove in queste occasioni viene allestito un piccolo buffet per degustare i diversi tipi di te che vengono offerti.

L’argomento è complesso e ancora tutto da approfondire. Maddalena Sanfilippo ci ha tenuto a ricordare come la storia dell’arte non sia una scienza esatta perché cambia ogni volta che si fanno nuove scoperte archeologiche come in questo caso. Il tono della lezione è stato colloquiale per permettere al pubblico piuttosto eterogeneo di farsi un’idea semplice ma chiara della portata della scoperta a livello pittorico, archeologico ed urbanistico.

Dipinti sotto il Duomo di Siena

Maddalena ha esordito dicendo che l’ambiente dove ci trovavamo è stato definito cripta perchè si trova sotto il pavimento del Duomo di Siena e che la sua scoperta risale al 1999 durante i lavori nell’ex Oratorio di San Giovannino in Via dei Fusari per farci un Museo. Mentre procedevano i lavori gli operai hanno trovato una stanzina con dei teschi segnati come se fossero stati analizzati e da lì hanno trovato un tunnel, l’hanno percorso e sono sbucati nell’ambiente dei dipinti, nel punto di congiunzione di questi ambienti, e per prima cosa hanno visto l’immagine di un Santo vescovo senza testa, che poi è stata ritrovata nei detriti.

Sotto il Duomo di Siena: Santo vescovo

A quel punto non si poteva più tornare indietro, l’ambiente andava messo in luce. Hanno cominciato a scavare dalla parte dell’ingresso cioè dalla Cripta delle statue, chiamata così perchè fino a qualche anno fa lì erano conservate le statue che ora sono nel Museo dell’Opa, perché si intuì che il Santo Vescovo  si trovava alla stessa altezza della scena della Cattura di Cristo che si conosceva già perché era visibile in parte in questo ambiente in quanto la scena iniziava da un lato della muratura; si capiva appunto che dall’altra parte doveva esserci la continuazione. Già nel 1946 Enzo Carli aveva detto che questa parete lasciava pensare che la parete adiacente rappresentasse un ciclo della Passione.

Sotto il Duomo di Siena: Cattura di Cristo

Gli scavi sono iniziati da un arco tamponato. Per prima cosa sono andati ad assicurare il Pavimento del Duomo che, tutto in commesso marmoreo, poggia praticamente sui detriti; infatti in alcuni punti lo spessore è di 60 centimetri in altri, ad esempio in corrispondenza delle tarsie del Beccafumi, solo di 12 centimetri. Il Rettore attuale Mario Lorenzoni decise di svuotare l’ambiente e, contemporaneamente, di costruire l’armatura per mettere in sicurezza il pavimento. Si è lavorato dall’alto in basso. Tutte le pitture sono venute fuori in un secondo momento e ancora dopo sono venute fuori le colonne dipinte. Gli ambiente romanico/gotico erano ambienti colorati come tutti sapevano ma mai nessuno li aveva toccati con mano in maniera straordinaria come qui dentro. All’improvviso la possibilità di poter valutare il Medioevo con un altro occhio si è fatta realtà.

Sotto il Duomo di Siena: Crocifissione

Dopo la fase di svuotamento dei detriti c’è stata la fase del restauro che è durata due anni, in tempo per la mostra di Duccio nel 2003, e poi la fase di conservazione. Quasi tutte le scene sono pitture a secco e non affreschi. L’affresco tende a staccarsi; il primo affresco è stato quello di  Giotto nella Cappella degli Scrovegni. I dipinti si sono conservati in un processo analogo a quello di Pompei; il restauro conservativo è stato molto veloce perchè i colori stavano per cadere. La conservazione è garantita soprattutto dalla temperatura e dall’umidità regolate dai condizionatori. Il tasso di umidità è del 55 per cento e la temperatura è di 18-20 gradi in inverno e di 25 gradi d’estate; in questo modo si previene lo sgretolamento dei colori.

Sotto il Duomo di Siena: Deposizione dalla croce

La questione più spinosa è contenuta nella pubblicazione Sotto il Duomo di Siena curato da Roberto Guerrini edito da Silvana Editoriale uscito in concomitanza della mostra di Duccio e di difficile reperibilità in quanto non più ristampato. Al momento sono riuscita a dargli un’occhiata solo in Biblioteca Comunale (non viene concesso in prestito) in attesa che mi arrivi una copia superstite che ho trovato su internet grazie a AbeBooks.it. E’ impressionante e commovente, direi, per gli appassionati vedere le prime fotografie di quando i dipinti erano stati appena scoperti. Ci sono i contributi di coloro che si sono occupati del cantiere. Alessandro Bagnoli ha cercato di individuare il periodo della datazione e le mani che si sono susseguite nei dipinti. Altri hanno indagato sulla destinazione dell’ambiente. Cos’era questo ambiente? La confessione? quel luogo mitico che secondo le fonti ospitava i corpi dei patroni della città e altre reliquie su altri santi che il Duomo aveva? Bartolomeo Benvoglienti, canonico della Catedrale negli anni ottanta del Quattrocento, dice che la confessione non esiste più, che è stata murata da più di duecento anni ma dice anche che quando si lavorava al pavimento ai suoi tempi aveva avuto modo di vedere le parietes non deformiter picti cioè i muri dipinti assai graziosamente ma il Benvoglienti dice che vi si accedeva attraverso una scala che era posta in corrispondenza della Ruota della Fortuna, una delle tarsie del Pavimento del Duomo di Siena, mentre qui siamo più spostati verso l’esterno, quindi nei pressi del pulpito di Nicola Pisano per cui più esterno alla confessione stessa.

Sotto il Duomo di Siena: Sepoltura di Cristo

Si sa che il Duomo aveva una facciata posteriore che esisteva anche prima del Battistero negli anni sessanta del Duecento. Venne commissionata per collegare i centri politici della città come San Cristoforo, San Pellegrino e la Via Francigena. Si trattava di un chiaro segno di comunicazione tra potere civile e potere religioso. Questo rapporto del Duomo con la parte politica della città è rappresentato in maniera commovente in un dipinto del 1446 di Sano di Pietro che si trova nella Sala delle Lupe di Palazzo Pubblico; le facciate del Duomo dovevano essere entrambe importanti. Tutti concordano sul fatto che la cripta costituisse una sorta di vestibolo per entrare in Cattedrale attraverso due scale nella parte superiore; per alcuni poteva essere un’anticamera alla confessione.

Sano di Pietro: San Pietro Alessandrino fra i beati Andrea Gallerani e Ambrogio Sansedoni)Immagine ripresa dal libro Sotto il Duomo di Siena a cura di Roberto Guerrini

Quando sarebbe stato tamponato questo ambiente? Sicuramente quando si costruì il Battistero venne chiuso dalla parte che affacciava sull esterno. Non si sa se era ancora operativo. Il  Battistero risale al 1317 e prima c’era un Battistero canonico davanti alla Cattedrale, come in genere era a quei tempi. Nel 1304 questo Battistero fu distrutto e quindi si iniziò a fare il progetto per quello nuovo. La facciata del Battistero doveva formare un unicum con quella del Duomo.

Le piture sono state importantissime per definire l’attività dei maestri che hanno operato prima di Duccio di Buoninsegna. Il ritrovamento di queste pitture ha permesso di creare un ulteriore approfondimemto degli studi di Luciano Bellosi che è colui che ha definito l’attività senese prima di Duccio con i nomi di Guido da Siena, Diotisalve di Speme, Guido di Graziano e Rinaldo da Siena attraverso fonti stilistiche grazie alle tavolette conservate per lo più nella Pinacoteca di Siena.

Per quanto riguarda i dipinti, ci sono delle somiglianze notevoli con la Maestà di Duccio e le riproduzioni sistemate in corrispondenza di ciascuna opera permettono di coglierle anche se il consiglio spassionato che vi do è di andare a vederla dal vivo nel vicino Museo dell’OPA di Siena.

Sotto il Duomo di Siena: Riposo dalla fuga in Egitto

Il ciclo si sviluppa su due livelli come nella Basilica di Assisi; nella parte superiore, che non vediamo, l’antico testamento; nella parte inferiore il Vangelo: l’Annunciazione, Scene dell’infanzia di Cristo e la Passione. La scena della Deposizione dalla croce era la prima che si vedeva  appena uno entrava; è il nodo focale di devozione di questo ambiente. Le fonti letterarie delle scene sono i Vangeli canonici, Luca e Matteo per l’infanzia e la passione con qualche inserimento del Vangelo di Giovanni. Per l’infanzia di Cristo anche Vangeli apocrifi dello pseudo Matteo come quelli dipinti nei pilastri: il Riposo dalla fuga in Egitto dove si racconta che la Madonna si ferma sotto l’ombra di una palma ed esprime il desiderio di avere i frutti che si trovano in alto; Giuseppe replica che ciò di cui hanno davvero bisogno è l’acqua e che quindi non è certo il momento di pensare ai frutti. Gesù allora ordina alla palma di chinarsi così la mamma può cogliere i datteri; la palma non torna su e quindi Gesù ordina alla palma di scovare con le sue radici una vena d’acqua per l’approvvigionamento della famiglia. L’altra scena rappresenta Gesù bambino che impara a leggere e viene richiamato dal precettore perché non va oltre la prima lettera; viene rimproverato e lui si risente perché il maestro non sa che sta brontolando qualcuno che ha una sapienza superiore. Questi due episodi colpiscono perché sono stati messi in una posizione strana nel senso di molto centrale.

Sotto il Duomo di Siena: Gesù bambino impara a leggere

Le scene proseguono in quella che era la Cripta delle statue; scene che già si conoscevano.

La domanda che sorge spontanea per chi ha visto la Maestà di Duccio eseguita nel 1311, soprattutto le scene narrative, è: i modelli compositivi di Duccio esistevano già prima oppure derivano da lui?

Sotto il Duomo di Siena: Visitazione

Altro collegamento fatto dalla critica è stato con il pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena eseguito nel 1268. Infatti ad esempio la composizione della scena della Crocifissione è identica a quella di Nicola Pisano: il corpo di Gesù modellato a ipsilon, lo svenimento della Madonna e San Giovanni che indica il Cristo.

Per la Deposizione si è pensato a Rinaldo da Siena.

La datazione dei dipinti è stata quindi fatta risalire agli anni 70/80 del Duecento quando Duccio aveva tra i quindici e i vent’anni.

Il colore azzurro, copiosamente presente in questo ciclo, è fatto di azzurrite e non di lapislazzuli; è il corrispettivo dei fogli d’oro per i fondo oro.

La scoperta che ha strabiliato tutti è la famosa semi colonna che presenta ancora la decorazione geometrica originaria.

Sotto il Duomo di Siena: semicolonna decorata a motivi geometrici

Tornare a visitare questo ambiente con queste notizie che sono riuscita a trattenere della lezione di Maddalena è stato come vederli per la prima volta. Fortunatamente la cripta è aperta tutto l’anno per cui consiglio spassinotamente di visitarla. Il biglietto d’ingresso, singolo oppure cumulativo con l’OPA SI pass che include anche la visita del Duomo, Battistero, Museo dell’OPA e, durante l’estate, l’Oratorio di San Bernardino e Museo Diocesano, è acquistabile nella biglietteria centralizzata in Piazza Jacopo della Quercia ed è valido per tre giorni.

Aggiornamento 18 gennaio 2014: eccolo qua, il libro! arrivato direttamente da una libreria del Regno Unito.

Sotto il duomo di Siena: Scoperte archeologiche, architettoniche e figurative

4 pensieri su “Sotto il Duomo di Siena: la Cripta

  1. Debora Caia

    che blog stupendo che hai! sono stata in toscana l’anno scorso ma purtroppo in 4 giorni ho potuto vedere solo pisa firenze e lucca! la prossima volta che tornerò avranno priorità siena e volterra!

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