San Valentino a Siena

Siena

Forse non tutti sanno che a Siena ci sono stati degli antesignani di Romeo Giulietta, indimenticabili protagonisti della tragedia di Shakespeare ambientata a Verona. Si tratta di Cangenova e Ippolito.

Lo so, non sapete chi sono; neanch’io lo sapevo fino a poco tempo fa. Ne ho scritto a proposito delle Pompe Sanesi, luoghi e personaggi di una cronaca celebre (scorrete fino ad arrivare alla Chiesa di San Francesco).

Scherzi a parte, Siena come Verona è una città romantica tutto l’anno e non solo per San Valentino; ma per chi non rinuncia a festeggiare questo giorno ecco che ho pensato ad una giornata tipo da trascorrere a Siena tra trekking urbano negli angoli più nascosti (scarpe comode, mi raccomando; e magari anche scarponcini per la neve che non si sa mai), arte, viste mozzafiato, buon cibo e buon bere e tanta atmosfera.

Siete pronti? allora iniziamo!

Io partirei la mattina presto da casa per arrivare a metà mattinata a Siena, andare in albergo a lasciare le valigie e recarmi subito in centro per fare colazione.

E qual è il centro di Siena? beh, Piazza del Campo, of course. Mi siederei in un tavolino di uno dei Bar che sono intorno alla Piazza per iniziare la giornata con la giusta dose di carburante e di bellezza.

Finita colazione, andrei nel Cortile del Podestà di Palazzo Pubblico per immortalare uno degli scorci classici della Torre del Mangia. Avete presente? no? vi rinfresco la memoria.

Siena: Cortile del Podestà

Uscita dal cortile del Podestà mi inoltrerei nella zona del Casato imboccando la seconda strada a sinistra, Casato di Sotto, e la percorrerei tutta fino in cima al Casato di Sopra, riservando una sosta alla Fonte del Casato nel Vicolo della Fonte.

Siena: Fonte del Casato

Mentre percorrete questa via, tenete d’occhio il lato sinistro della strada; i vicoli regalano degli scorci strepitosi, da fotografia.

Arrivata in cima al Casato di Sopra proseguirei a dritto, come si dice a Siena, per Via Tommaso Pendola con lo scopo di imboccare il Vicolo di Castelvecchio e, tenendomi sempre a destra, arriverei al luogo più antico della città, il Castellare, che si trova sul lato sinistro del vicolo.

Siena: il Castellare di Castelvecchio

Percorrerei l’ultimo pezzo di strada in discesa fino a Via San Pietro e da lì di nuovo a dritto fino a Piazza Duomo per assicurarmi intanto la vista di questa splendida testimonianza di architettura romanico-gotica italiana alla luce del sole.

Dopo aver ammirato il Duomo andrei al Museo dell’OPA per salire sul Facciatone, quella finestra sul cielo che avete appena visto sulla vostra destra prima di arrivare alla biglietteria.

Siena: il Facciatone

I vostri occhi e il vostro cuore vi ringrazieranno per la vista magnifica.

Ci sono molte opere d’arte esposte al Museo dell’OPA ma quella da non perdere è la Maestà di Duccio di Buoninsegna, recto e verso. Sedetevi pure e perdetevi nei dettagli delle scene narrative; la prospettiva maldestra che svela l’intenzione del realismo è commovente.

Dopo aver ritemprato la vista ed il cuore a questo punto si sarà fatta più o meno l’ora di pranzo.

[Io andrei alla Cava De’ Noveschi, in Via Monna Agnese. Appena varcata la soglia vi sembrerà di essere stati catapultati in un bistrot di Parigi. E’ un luogo accogliente negli arredi e nel personale gentile e professionale; ma ciò che caratterizza questo Ristorante è che si tratta di una Champagneria. Io ad esempio, dalla prima volta che ho chiesto consiglio a loro, accompagno i pasti con un Flute Cremant.

Il ristorante ha cambiato gestione e nome. Ora si chiama Archivio del Gusto. Non ci sono ancora mai andata ma il menù mi ispira molto. Se farete da cavie prima di me, fatemi sapere come è andata!]

Nel pomeriggio, di nuovo carica di energie, continuerei con il trekking per le vie e i vicoli di Siena.

Dalla Cava De’ Noveschi scenderei e svolterei a destra in Via dei Pellegrini. In fondo a Via dei Pellegrini girerei a sinistra per Via di Città e imboccherei la terza via sulla sinistra, Via delle Terme, che percorrerei tutta fino ad avvistare la Basilica di San Domenico. Prima della Basilica c’è una via sulla sinistra, Via di Camporegio: la imboccherei e…

Siena: vista da Via Camporegio

…avete detto qualcosa? sì? ma sì, ne sono certa; avete visto che spettacolo? lo so che mi ringrazierete.

Via di Camporegio diventa Vicolo del Campaccio.

Siena: Vicolo del Campaccio

Oltrepassato il vicolo girerei a destra passando davanti al Santuario di Santa Caterina e subito dopo ancora a destra per il Vicolo del Tiratoio.

Vi avverto, nella parte finale del Vicolo ci sarà ad attendervi ancora un bellissimo scorcio del Duomo di Siena. Ma c’è dell’altro; subito a destra troverete la monumentale Fontebranda.

Fermatevi un attimo ad ammirare la Fonte e a riprendere un po’ di fiato perché poi saprete io dove andrei? prenderei la strada pedonale di fronte a Fontebranda, Via del Costone, e la farei tutta fino in cima.

Siena: Via del Costone

Sì, lo so è una bella salita ma quando sarete su e vi volterete indietro lo spettacolo sarà assicurato anche se vi chiedo scusa io per chi di dovere se troverete ancora delle scritte forse con la pretesa di street art? non credo; ma tutti noi a Siena stiamo aspettando che vengano ripulite.

Dopo l’ultimo pezzetto di Via del Costone…Scala mobile? avete detto scala mobile? sì, lo so che l’avete appena vista; ma che trekking sarebbe con la scala mobile? e poi per niente romantico anche se… mentre lo dico lo nego. Avete presente la scena della scala mobile nel film Shall we dance, con Richard Gere e Susan Sarandon? bellissima! e visto che stiamo parlando di San Valentino eccola qui, riguardiamocela insieme 🙂

Bene, tornando a noi; dopo l’ultimo pezzetto di Via del Costone prenderei Via Vallepiatta che diventa Via dei Fusari e terrei d’occhio il lato sinistro della strada per non farmi sfuggire l’ingresso al Vicolo delle Carrozze.

Siena: Vicolo delle Carrozze

Trovato il Vicolo lo imboccherei e lo percorrerei fino in cima rapita dall’atmosfera suggestiva di altri tempi che esso emana; ma non senza aver fatto prima una sosta davanti alla vista sui tetti di Siena che ad un certo punto si apre sulla sinistra.

Siena: vista dal Vicolo delle Carrozze

In cima al Vicolo delle Carrozze girerei a sinistra sapendo che tra poco arriverò alla fine di questo percorso. Mi ritroverei in Via Diacceto e dopo pochi metri, sulla sinistra, davanti ad un altro dei punti panoramici da cartolina di Siena.

Siena: vista da Via Diacceto

A questo punto ci starebbe bene fare merenda e allora visto che ogni anno in questo periodo in Piazza del Campo ci sono le frittelle di riso del Savelli io andrei lì perché stiamo parlando dello street food per eccellenza di Siena!

Se invece preferite qualcosa di salato tipo un pezzo di pizza o ciaccino allora il posto giusto è il Panificio Menchetti all’interno del Consorzio Agrario di Siena.

Finita merenda e dando un occhiata all’orologio deciderei se fare una capatina in albergo per rinfrescarmi un attimo oppure no.

In ogni caso per la cena non avrei dubbi: la Compagnia dei Vinattieri. Perché? se fino ad ora mi avete ringraziato per questo itinerario vi assicuro che mi ringrazierete anche per questa scelta.

Vi consiglio solo di lasciare un posticino per il mix di dolci: squisito; e di chiedere a qualcuno del personale, se disponibile, di mostrarvi la loro cantina ricavata in un cunicolo nei sotterranei di Siena perché… avete sentito parlare dei Bottini, vero? sì? no? è un altra storia, affascinante; ma qui ora non c’è tempo. Lo stomaco borbotta!

Dopo cena, se non fosse troppo freddo, tornerei in Piazza Duomo per sedermi davanti al Duomo e ammirarlo di notte tutto illuminato. E’ davvero molto suggestiva e molto romantica questa location a quest’ora della sera; un luogo adatto magari per (ri)promettervi a vicenda un tempo che non passerà (cit Fiaba d’Amore di Antonio Moresco) o per (ri)dirvi My partner is right here come dice Gere alla Sarandon nel video di sopra.A forza di pensare a voi sono diventata romantica anch’io!

In alternativa andrei alla Tea Room di Siena e chiederei consiglio a Ilario sul tè da degustare a meno che non siate esperti di queste cose; oppure andrei a vedere un film al cinema perché le multisala saranno anche comode ma, personalmente, sono felice che questi cinema storici di Siena non siano stati chiusi ma anzi siano stati anche rinnovati: Pendola, Odeon, Metropolitan, Alessabdro VII.

Le sale dei cinema sono piccole quindi andrei in anticipo soprattutto se in programmazione ci fosse un film magari candidato all’Oscar, cosa che in questo periodo è molto probabile.

Stanchi (di sicuro) e felici (di sicuro) tornete nel vostro albergo che mi auguro non deluda le vostre aspettative visto che, se avete seguito il mio suggerimento, ci siete passati questa mattina giusto per lasciare i bagagli!

A parte gli scherzi, se avete bisogno di maggiori informazioni sull’albergo che avete scelto, magari sulla posizione, non avete che da chiederlo; se invece avete fatto da voi e avete preso spunto da questa mia proposta per un San Valentino a Siena mi farebbe piace avere un vostro riscontro qui sotto nei commenti. Buon San Valentino!

2 pensieri su “San Valentino a Siena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.