Nel Guscio di Ian McEwan

Nel Guscio di Ian McEwan

Intervista doppia a the Saba Sisters Readers sul romanzo Nel Guscio di Ian McEwan – Einaudi Editore.

Dalla quarta di copertina:

La gravidanza di Trudy è quasi a termine, ma l’evento si prospetta tutt’altro che lieto per il suo piccolo ospite. Ad attenderlo nella grande casa di famiglia (e nel letto coniugale) non c’è il legittimo marito di Trudy e suo futuro padre, John Cairncross, poeta povero e sconosciuto, innamorato della moglie e della civiltà delle parole, ma il fratello di lui, il ricco e becero agente immobiliare Claude. Dalla sua posizione ribaltata e cieca, il nascituro gode nondimeno di una prospettiva privilegiata sugli eventi in corso, ed è lui a metterci a parte di una vicenda di lutto e di sospetto dagli echi assai familiari.

1. La tua reazione all’incipit “Dunque eccomi qui, a testa in giù in una donna“?
PAOLA
Ho pensato subito al protagonista del film “Senti chi parla” … ma solo perché sapevo trattarsi di un feto avendo letto una recensione in precedenza.

AMINA
L’ho trovato un fotogramma potente.

2. Dai un voto alla trama e spiegalo
PAOLA
8/10
È una buona trasposizione in chiave contemporanea dell’Amleto di Shakespeare, incentrato sui personaggi principali di quel testo teatrale, e questa scelta mi è piaciuta molto. Un omaggio che trascende, è un po’ di più di un semplice citazionismo postmoderno.

AMINA
9/10
Originale e supportata ottimamente dallo stile di McEwan. Il feto ‘pensante’, che a due settimane dalla nascita si autoinveste della specifica missione di riportare insieme i genitori separati e che invece si ritrova nel bel mezzo di un complotto dagli echi shakespeariani di cui ci narra ogni svolta, è irresistibile per la sua lucidità, comicità, sarcasmo, sensibilità nel raccontarci della propria condizione all’interno dell’utero dove lo spazio vitale si è notevolmente ridotto e di tutto ciò che, del mondo a lui non ancora conosciuto, percepisce attraverso la mamma.

3. Se la trama fosse un quadro, quale sarebbe?
PAOLA
L’urlo di Munch anche se è un “urlo muto” quello del nascituro.

AMINA
L’origine del mondo di Gustave Courbet ovvero il ‘cancello del mondo’, per il feto.

4. Lo stile è…
PAOLA
Scorrevole come sa esserlo sempre McEwan, con pochi personaggi ma ben caratterizzati, dialoghi essenziali alternati ai monologhi interiori del feto nel guscio, e questi ultimi permeati dal candore dell’innocenza infantile che rendono credibile il nascituro.

AMINA
Scorrevole. Questa volta mi ha particolarmente colpito l’umorismo di McEwan espresso attraverso il protagonista. Ad esempio ho riso di cuore leggendo questo pezzo: “Mi sento strano (è il feto che parla appena si accorge che il suono del campanello, che ha terrorizzato tutti, appartiene al ragazzo del takeaway che consegna il cibo danese ordinato dallo zio, amante di sua madre). Famelico. Esausto. Disperato. Ho il terrore che Trudy possa dire a Claude che non se la sente di mangiare. Non dopo lo spavento del campanello. La paura è un emetico. Morirò di stenti senza essere nato, che misera fine. Per fortuna lei e io e la fame siamo un sistema unico, e infatti i contenitori di alluminio vengono aggrediti.”
Stupendo.

5. Frase da citare
PAOLA
Mi è piaciuta questa frase in particolare perché rende bene l’idea di quanto l’abitudine ci allontani dal reale, da ciò che accade: “L’inosservato presente che si srotola lontano, il tonfo attutito di pensieri irrilevanti, il miracolo dell’esistenza da sempre trascurato” (p. 143)

AMINA
“Saremo sempre angosciati dalla realtà circostante: è il prezzo da pagare per il complicato dono della coscienza.” (pag. 27)

6. Il personaggio più amato
PAOLA
Il nascituro, naturalmente.

AMINA
Il feto pensante, certamente.

7. Il personaggio meno amato
PAOLA
Be’…sia Trudy (la madre) che Claude sono dei fetenti, ma Claude (lo zio del nascituro) forse è quello che ho detestato di più, avido, gretto, opportunista e invidioso.

AMINA
Lo zio Claude, “lo zotico duro di mente”.

8. Il finale è…
PAOLA
Perfettamente in linea con quello dell’Amleto. Però Amleto muore, alla fine della tragedia, subito dopo aver pronunciato queste parole: “il resto è silenzio” , mentre il nostro piccoletto entra nel mondo pensando: “Tutto il resto è caos”.

AMINA
Come uno tsunami buono. Non ho mai partorito eppure sono stata travolta dalla fisicità di questa spinta verso l’esistenza. Se un giorno vedrò il ‘canale di Panama’ non potrò non pensare a Nel guscio di McEwan.

9. Che ne pensi del titolo? È attinente?
PAOLA
Direi proprio di sì. E cito: “Vivere confinati in un guscio di noce, vedere il mondo in due pollici d’avorio, in un granello di sabbia. Perché no, quando la letteratura tutta, e l’arte, e ogni impresa umana altro non sono che puntini nell’universo del possibile?” (p. 56)

AMINA
Certamente. Il protagonista è un feto quindi l’associazione calza a pennello.

10. Hai trovato parole che non conoscevi?
PAOLA
Si, queste:
aporia, pirrichio, razzente, coribante, gaussiano, aubade, addugliare, nictalope, cirripide…

AMINA
Sì, diverse: aporia, cimiero, peana, aubade, beccheggiare, straorzare, solipsismo, nictalopia, ruglio, eziologia, bosco ceduo, foia, garitta, antistaminico, cengia, lori, coribante, staffilare, emetico.

11. Ti ha ispirato un libro da leggere, dopo questo?
PAOLA
Se non lo avessi fatto da poco, avrei riletto l’Amleto.

AMINA
Anche se non sono una lettrice di poesie mi è venuta voglia di leggere Il prezzo della serietà di Peter Porter, citato nel romanzo. E poi mi è venuta voglia di leggere altro di McEwan; magari i racconti.

12. A chi lo consiglieresti?
PAOLA
A chiunque non conosca McEwan e a tutti quelli che non riescono a leggere romanzi più lunghi di 200 pagine

AMINA
A chi ama le detective story? 😉

13. C’è una morale secondo te?
PAOLA
Più che una morale, un’amara constatazione, contenuta verso la fine quando il nascituro pensa: “Una notte alla radio una voce mi ha informato che quando avremo finalmente inteso la materia fino in fondo, staremo molto meglio. Ne dubito. Non credo che avrò mai quello che voglio”
Viviamo in un’epoca in cui a poco a poco l’anima diventerà sempre più una parola priva di significato, materialismo, nient’altro che materialismo, pensiero laico e scienza a reggere l’umanità.

AMINA
Non so se era nelle intenzioni di McEwan ma a me è arrivato questo messaggio: la vita vale sempre la pena di essere vissuta. Il nascituro, interessato al “post-partum”, che “vuole diventare”, dice anche: “Io credo nella vita dopo la nascita, pur sapendo che separare speranza e realtà non è banale” nonostante conosca già le contraddizioni che incontrerà nel mondo ascoltando le trasmissioni radio ed i podcast che ascolta la madre.

14. Su quale supporto lo hai letto
PAOLA
Cartaceo

AMINA
Cartaceo

15. Altro?
PAOLA
Avrei assistito volentieri ad un reading di poesia organizzato da John Caincross, il babbo poeta del piccolo nel guscio.

AMINA
Leggere per intero la quarta di copertina dopo aver letto il libro mi ha illuminata sul perché del “luridume” presente nella casa dove si svolge la trama. Corrisponde infatti al ‘marcio in Danimarca’ dove si svolge la tragedia shakespeariana Amleto di cui Nel Guscio è un omaggio.

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