Museo delle Genti d’Abruzzo

Mentre ero in ferie al mare mi è capitato di imbattermi in un post che suggeriva le 50 cose da fare in Abruzzo (se vi interessa leggete qui). In particolare mi ha colpito la n. 31 ‘Trascorrere una giornata con un pescatore e con un pastore’. Come mai? perché ero appena stata a visitare il Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara dove è praticamente documentata la vita dell’uomo abruzzese comparso in queste terre 600.000 anni fa e quindi della sua principale attività di sostentamento, la pastorizia; ma non solo.

Ho trovato così interessante la visita al Museo che ho pensato: be, se non si ha la possibilità di trascorrere una giornata con un pastore si può venire qui e imparare moltissime cose.

Ecco quindi allora che voglio condividere con voi la visita che ho fatto alle tredici sale del Museo corredandola con le foto che ho scattato.

Buona lettura!

La prima parte, quella archeologica, è stata un po’ faticosa per me che non sono ferratissima in materia; ma leggendo alcune didascalie ho intuito quanto fosse affascinante il tutto. La prossima volta credo che prenderò l’audioguida perché le didascalie sono tante e l’orario d’apertura non è sufficiente per leggere tutto.

Dalla terza sala in poi è stato tutto un crescendo di meraviglia. La cosa che mi ha commosso di più è stata scoprire gli oggetti intagliati in legno, di utilità o come regalo alle donne,  che i pastori realizzavano durante le pause nel pascolo.

E poi i procedimenti produttivi del grano, dell’olio, del vino con tanto di calendario con tutte le scadenze (utilissimo per chi come me non sa nemmeno quali sono le verdure di stagione!), i lavori al telaio e al tamburello. Tutte cose che ho sentito raccontare da mia madre, abruzzese, non prestandole forse la dovuta attenzione.

Mi sono ripromessa che voglio tornarci con lei sia perché secondo me le farebbe piacere e sia perché mi risparmierebbe dal leggere tutte le didascalie. Le basterebbe guardare gli arnesi per dirmi a cosa servivano.

ARCHEOLOGIA
Le vetrine di questa sala contengono reperti del Paleolitico (armi di legno e selce per la caccia), del Neolitico (attrezzi agricoli, vasi di terracotta per cuocere i vegetali), del Bronzo (armi di metallo; prima rame e poi bronzo), del Ferro che testimoniano l’evoluzione dell’uomo abruzzese da nomade verticale (pascolo di montagna d’estate e di pianura d’inverno) a nomade orizzontale  (le ‘transumanze’ stagionali)

Sala 1 #museodellegentidabruzzo: documentazione archeologica che attesta la cronologia della presenza dell’Uomo dal Paleolitico.

Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

FORMAZIONE ETNICA E CONTINUITA’ CULTURALE
– La sacralità delle grotte e la continuità dei luoghi di culto: in questa sala c’è la ricostruzione di una grotta con tanto di graffiti che si possono vedere ancora oggi.  
– Continuità dei riti sacri e della cultura materiale: 
in questa sala dove sono descritte le feste popolari abruzzesi, la mia attenzione è stata  attratta dalla festa di San Domenico e le serpi, un rito che ogni primo giovedì del mese di maggio si rinnova a Cocullo, un piccolo paese in provincia de L’Aquila. Come mai? perché ho avuto modo di leggere il saggio Il male che cura di Barbara Collevecchio ispirato proprio a questo rito.

Sala 3 #museodellegentidabruzzo: riti sacri e feste popolari Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

LA PASTORIZIA
Il pastore e il suo corredo

Sala 4 #museodellegentidabruzzo: contenitore intagliato in legno per l’occorrente per farsi la barba.

Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

– La capanna in pietra a secco. Transumanza e produzione della lana.

Sala 5 #museodellegentidabruzzo: transumanza e produzione della lana. Nella foto, forbici da tosa. Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

– I ricoveri, gli stazzi e la produzione del formaggio.

Sala 6 #museodellegentidabruzzo: ricostruzione capanna in pietra a secco per il pastore.

Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

I CICLI PRODUTTIVI 

Sala 7 #museodellegentidabruzzo: i cicli produttivi agricoli dell’olivo, della vite e del grano. Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

– Il ciclo del grano: dal seme alla farina

Sala 7 #museodellegentidabruzzo: il ciclo del grano dal seme alla farina Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

– Dall’oliveto all’olio. Produzione e raccolta di fieno.

Sala 8 #museodellegentidabruzzo: dall’oliveto all’olio   Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

– La vite e il vino. Le attività complementari.

Sala 9 #museodellegentidabruzzo: la vite e il vino Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

VITA ED ECONOMIA DOMESTICA
– La casa: struttura, arredi, attività domestica.

Sala 10 #museodellegentidabruzzo: vita ed economia domestica. Oggetti per l’infanzia. Lo vedete il triciclo sulla destra? Fantastico!   Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

– Il lino e la lana: produzione, filatura, tessitura.

Sala 11 #museodellegentidabruzzo: telaio a mano Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

L’ARTIGIANATO TRADIZIONALE
– Vesti e ornamenti dal quotidiano al cerimoniale.

Sala 12 #museodellegentidabruzzo: l’artigianato tradizionale. Vesti e ornamenti, dal quotidiano al cerimoniale.   Una foto pubblicata da Amina Sabatini (@ami_saba) in data:

L’ARTIGIANATO ARTISTICO TRADIZIONALE  
– La maiolica


E’ stato un po’ come recuperare parte della storia dei miei antenati.
Maggiori informazioni sul Museo le trovate qui

Chissà se nelle vostre città esiste un museo del genere. Mi piacerebbe saperlo.

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