Luigi Presicce al Museo d’Inverno di Siena

Luigi Presicce
Museo d’Inverno
Via Pian d’Ovile 29, Siena
Fino al 17 marzo 2018
Solo su appuntamento: info@museodinverno.com

A tre anni dall’apertura finalmente sono riuscita ad andare al Museo d’Inverno di Siena per la presentazione di una selezione di opere della galleria personale dell’artista Luigi Presicce, ‘performer analogista con gli occhi di chi guarda come se guardasse una pala d’altare del Trecento-Quattrocento.’ E’ quanto ho appreso facendo qualche ricerca su internet perché ammetto di non aver mai intercettato prima questo artista leccese nato nel 1976.

Il Museo d’Inverno, ricavato nei locali sopra Fontenuova nel territorio della Contrada della Lupa, ideato e diretto dagli artisti senesi Eugenia Vanni e Francesco Carone ogni anno invita un artista ad esporre opere di altri artisti presenti nelle proprie collezioni personali per conoscere meglio il loro percorso artistico in relazione a questi.

Per la scelta delle opere da esporre in questo spazio Luigi Presicce ha proceduto sempre per analogia.

Partendo infatti da due incisioni antiche (‘Ottocento) di tema sacro, una di Arnold Böcklin e una di Émile Bolvin, esposte nella prima sala, Luigi Presicce ha scelto per analogia settantadue opere di autori recenti esposte nella seconda sala.

L’opuscolo esplicativo dice che nella scelta Presicce ha privilegiato l’aspetto magico piuttosto che quello analitico restituendoci così un ritratto della sua personalità.

Particolarità della Mostra

Ha un titolo lunghissimo composto dalle didascalie che di ogni opera Presicce ha scritto.

Le didascalie non corrispondono ai titoli originali che gli autori hanno dato alle loro opere ma alle suggestioni che hanno trasmesso a Luigi Presicce. Che poi non è detto che siano tutte immediate almeno per me. Ad esempio, di una delle opere presenti in Mostra di Luigi Ontani, Presicce ha scritto L’autografo con il mio nome d’oro. Ci ho messo parecchio tempo per abbinarlo all’opera esposta ma quando mi si è illuminata la lampadina mi sono detta che era così evidente e così comprensibile che Presicce rimanesse colpito da questo particolare.

Le opere sono numerate ma disposte in ordine sparso secondo affinità pittoriche, dice l’opuscolo.

Il numero che accompagna ogni opera corrisponde al nome dell’autore riportato in un elenco in ordine crescente nell’opuscolo sulla Mostra.

In questo elenco accanto al nome dell’autore è indicato l’anno in cui Luigi Presicce è venuto in possesso dell’opera e non l’anno di esecuzione.   E’ come se le opere si rinnovassero. Finalizzata alla Mostra mi piace questa idea; spero però che Presicce abbia conservato i titoli originali e l’anno di esecuzione. In effetti, è un dato interessante. Sono andata a cercare l’opera acquistata/regalata/scambiata per prima, di quelle selezionate, e risale al 2000 quando Presicce aveva appena ventiquattro anni. Giovanissimo. E’ di Thierry Alet e Presicce l’ha intitolata Una faccia che ride con capelli e baffi giallo paglierino

Sempre nell’opuscolo, per ogni artista Presicce racconta brevemente qualcosa che gli è rimasto impresso di come è venuto in contatto con lui/lei. Ci sono dei racconti buffi come quello di Luigi Ontani che al loro primo incontro, caratterizzato da mutismo imbarazzante, gli disse: ‘scusami, ma sono così egocentrico che non so cosa chiederti’. Bellissimo!

Nessun accenno quindi alla biografia degli autori, nemmeno un semplice dato riguardo all’anno di nascita e alla città di provenienza. Forse chi segue l’arte contemporanea  sa chi sono. Io, lo ammetto senza vergogna anche perché non ‘seguo’ in maniera sistematica l’arte contemporanea, l’unico nome che conoscevo era quello di Keith Haring.

Se mi è piaciuta questa Mostra?

Per me è stata come una caccia al tesoro perché la mia parte ‘analitica’ o più che altro bisognosa di ordine ha preso il sopravvento e quindi quando mi sono data delle coordinate che mi hanno permesso di capire ad esempio che era meglio che guardassi semplicemente ogni opera più di una volta, leggessi poi le didascalie di Presicce e i mini racconti per riuscire magari a ‘vedere’ anch’io il legame tra le opere, mi sono messa ‘al lavoro’ per seguire il filo di Arianna e alla fine mi sono divertita anche.

Ci sono stata un’ora e mezzo ed è tantissimo se consideri che i due ambienti sono minuscoli e si sono riempiti subito di appassionati e curiosi come me. In compenso le due sale sono molto accoglienti.  Nella prima addirittura c’è anche un caminetto. Io ci abiterei anche perché poi c’è il terrazzo giusto sopra alla Fonte che è grandissimo.

E ora gioca insieme a me!

Forse che l’analogia con le due incisioni sta nel rapporto con il corpo, con la morte e la caducità della vita? Invito anche te a giocare con me per rintracciare i collegamenti.

Come?

Ora ti riporto il ‘titolo’ con alcune foto che ho fatto e vediamo se ti viene in mente qualcosa.

Sei pronto/a?

Eccolo il titolo! (L’ho spezzettato io per inserirci delle foto ma sarebbe da leggere tutto d’un fiato. In neretto le opere in foto; spero di averle ‘abbinate’ nella maniera giusta perché l’ho fatto dopo aver visto la Mostra.)

UN EREMITA CHE SI FRUSTA SULLA MONTAGNA, GESÙ CALATO GIÙ DALLA CROCE, UNA NATIVITÀ CON BAMBINO LUMINOSO, I TRE FUNERALI DEL NONNO TRA LE PAIETTES, UNA PAROLA SEGRETA NASCOSTA, UN UOMO BARBUTO FATTO DI CEMENTO E DI COCCI, TRE UOMINI VERME DI CUI UNO VOMITATO DALL’ALTRO,

UNA DONNA CON LA CORONA SU UN CAVALLO IMBIZZARRITO, UN TIRAPUGNI A FORMA DI MONTAGNA, LA FINTA PIETRA COLORATA, IL SERPENTE DISEGNATO DELLA PERFORMANCE, L’ISOLA DEI MORTI GALLEGGIANTE DI VENEZIA, L’AUTOGRAFO CON IL MIO NOME D’ORO, LA STATUA DI UN DITTATORE SULLA STRADA PER BAALBEK, I RESTI DELLA DONAZIONE DELLA CAPPELLA SUL TERRAZZO,

IO VESTITO DA STREGONE NELLO STUDIO DI MILANO, IO CHE SPOSTO LA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI, UN PAPPAGALLO COLORATO, UN ANIMALE STRANO CON LA MIA FACCIA, IL POLIPO DI CEMENTO DI CESARE, UNA SPECIE DI COWBOY SU UN CAVALLO AZZURRO E ROSA, UNA RAGAZZA NUDA CON UNA PIANTA IN MANO, LA VETRATA DELLA CATTEDRALE, UNA PROCESSIONE CON LA MADONNA OSCILLANTE,

UNA RAGAZZA LUMINOSA CHE VIENE DAL BUIO, UN CUBO CON LA FACCIA E UN BUCO IN ALTO, IO DISTURBATO CHE CERCO DI PIANTARE DEI CHIODI, IL LOGO DI CREMASTER FATTO CON DEI TESTICOLI, UN SAN SEBASTIANO PRESO A FRECCETTE, UNO VESTITO CON UN SACCO NERO DI SPAZZATURA, UN LIBRO INCASTONATO IN UN CUBO DI MARMO STATUARIO, UN UOMO SORRIDENTE APPESO A UN ALBERO, UNA RAGAZZA CHE BRUCIA SU UN ROGO, TANTI ANIMALI CON LE CORNA IMPAGLIATI IN UN MAGAZZINO, UN VECCHIO MAGO NERO PARLA CON UNA RAGAZZA, UN’ONDA FATTA CON IL NERO DI SEPPIA, UNA CAVALLETTA CON LE FORBICI IN MANO, UN VASO PIENO DI OCCHI, UNA RAGAZZA NERA CHE BEVE LA PIPÌ,

DEGLI OMINI CHE BALLANO INSIEME A UN SERPENTE GIGANTE, UN CERCHIO DI POLVERE ROSSA FATTO IN UNA RADURA, DELLE PIANTE STRANE ARANCIONI FLUO, UNA RAGAZZA VESTITA DI PELLE CON LE GAMBE DIVARICATE DA UN BASTONE, LA FACCIA DI UNA SIGNORA E NOSFERATU CON DELLE SCRITTE SOPRA, DUE TESTE CHE SI PARLANO UNA CON LA BARBA, UN ADOLESCENTE CHE PERCUOTE CON UN BASTONE DELLE CREATURE PELOSE A FORMA DI COCCO,

UN DIAVOLO VOLGARE DIPINTO SU UN’ANTA DI FINESTRA, UNA RAGAZZA STRANA CON IL COLLETTO BIANCO, UN UOMO CON UN COLLO MOLTO LUNGO, UNA MASCHERINA FATTA CON GLI ADESIVI DI BROWN, UNA BESTIA DI LEGNO METÀ ELEFANTE E METÀ TIGRE, UN MESSAGGIO LEGATO A UN GALLEGGIANTE CHE PRIMA VOLAVA, UN PALETTO DI LEGNO DI PLASTICA, UNA FOCARA GIALLA FATTA A CONO, NAPOLEONE A CAVALLO E UN CANNONE MOLTO PICCOLO, UNA FIGURA CON LE ORECCHIE LUNGHE, UNO SEDUTO IN EQUILIBRIO SU UNA VANITAS, UN TIZIO IN EQUILIBRIO SU UNA SEDIA SU UN TAVOLO CON UN BASTONE AL PIEDE, UNO CHE MANGIA UNA BANANA ACCANTO A UNA SCIMMIA,

UN PEZZO DI ANFORA GIALLA O QUALCOSA DEL GENERE, UNA CARTOLINA CON UN TIPO CON LA FACCIA NERA VESTITO DI LANA DI PECORA E UN BAMBINO CON LE CORNA, UNA SPECIE DI SANTA CHE SEMBRA FRIDA KAHLO, DIO CHE APPARE IN UN BOSCO, UNA STATUETTA EGIZIA SULLA FINESTRA O LA TOMBA DI UN ESPLORATORE DI TOMBE,

Siena: Museo d'Inverno

UNA PICCOLA MAPPA DI TRINCEE DISEGNATE SULLA MIA FACCIA, UNA FACCIA CHE RIDE CON CAPELLI E BAFFI GIALLO PAGLIERINO, UNA COPPIA DI GATTI CON GLI OCCHIALI DA SOLE NELLA NEBBIA IN UN PARCO, ALCUNI OCCHI O PESCI CHE VOLANO, IL MIO RITRATTO FATTO DA UNO MATTO DAVVERO, UNA RAGAZZA CON UN CAPPELLO A PUNTA SI SPECCHIA IN UN LAGHETTO ED È UN LUPO, MOLTE PICCOLE STATUINE EGIZIE DI GESSO ROTTE.

Poi ci sono delle opere alle quale non sono riuscita ad abbinare un titolo, tipo queste, anche se sono risalita agli autori. Il fatto è ad esempio che le prime due sono di autori che hanno anche altre opere esposte.

Voglio assolutamente tornare al Museo d’Inverno di Siena per rivedere le opere esposte della collezione di Luigi Presicce,  verificare la corrispondenze tra numeri, autori e didascalie e per rintracciare quelle che sono rimaste in sospeso.

A te invece ricordo che se hai intenzione di andare a vedere questa Mostra devi prendere appuntamento altrimenti segui la pagina Facebook del Museo d’Inverno così sarai aggiornato/a sulle aperture programmate come quella di sabato scorso.

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