Londra: piatti tipici

Ci stiamo avvicinando alla fine. Dopo il post del mio itinerario a Londra in cinque giorni vi ho raccontato di Musei e gallerie d’arte, di Luoghi di culto, di luoghi del Divertimento e di Relax.

Ora è arrivato il momento mangereccio con i piatti tipici, importante quando si visita una città anche per farsi un’idea più completa della sua cultura.

Ecco allora i cibi caratteristici di Londra che ho provato. Ho mancato l’English breakfast ma perché facevo colazione in albergo dove purtroppo    pancakes e crêpes erano confezionati 🙁

Ora però vi racconto dei cibi buoni.

FISH & CHIPS
Il primo giorno, dopo quattro ore di visita alla National Gallery, all’improvviso ci siamo accorte di essere affamate. Infatti dalla colazione del mattino in aeroporto avevamo poi spezzato un po’ con una crepe alla nutella presa in una bancarella a Oxford Sreet e basta. Quindi  non vedevamo l’ora di andare a cena.
Londra: Fish and ChipsAbbiamo deciso di provare subito il Fish and Chips, piatto tipico.

Per la scelta del ristorante ho attinto dai suggerimenti di Francesca Turchi nel suo blog Travel’s Tales e quindi siamo andate a Rock & Sole Plaice nella zona di Covent Garden.

Abbiamo scelto il merluzzo impanato e fritto con le patate e una birra. Piatto abbondante e gustoso che abbiamo letteralmente spolverato tanta era la fame. Cos’ha di particolare, vi starete domandando? la pastella dell’impanatura che è molto densa e che ho letto in giro è il vero segreto del piatto.

SUNDAY ROAST
Sempre grazie al blog di Francesca sapevo già prima di partire che il piatto della domenica degli inglesi è il Sunday roast e quindi volevo provarlo.

Ci trovavamo nei pressi di Princess road la domenica verso ora di pranzo quando ho quasi inciampato con una lavagnetta con scritto Sunday roast davanti all’ingresso di un pub ristorante.
Londra: Sunday roastAbbiamo dato un’occhiata e ci è piaciuto molto quindi siamo entrate. Si chiama The Engineer.
Londra: Sunday roastChe cos’è il Sunday roast? un piatto unico con carne cotta al forno (noi abbiamo preso la carne di manzo) verdure lesse, patate e una specie di cestino croccante fatto di pastella che ho scoperto ora chiamarsi Yorkshire pudding e che si dovrebbe inzuppare con la salsa della carne servita in una ciotolina a parte. Io la salsa l’ho versata sulla carne e il pudding l’ho mangiato come se fosse pane 🙂 In più noi abbiamo preso una porzione di cavolfiore con una salsina. Da bere: birra.

Il locale ci è piaciuto molto anche perché era frequentato da persone del posto. Come in altri ristoranti anche qui abbiamo trovato un cameriere italiano. Londra è piena di ragazzi ventenni impiegati soprattutto nella ristorazione.

STREET FOOD
Non l’ho provato ma a Camden c’è la zona dello street food per cui a chi piace e fa la passeggiata Little Venice, Primrose hill, Camden consiglio di arrivare direttamente a destinazione per mangiare.
Londra: street foodAFTERNOON TEA
Per me un’esperienza indimenticabile tanto che mi sono domandata ‘Abbiamo importato Halloween, non era meglio importare il rito dell’afternoon tea? Mah! Comunque, andiamo con ordine.

Avevo letto dell’afternoon tea che non è il solito tea con un pasticcino, no. Solo che avevo provato in un Bar ma ero arrivata tardi (le diciotto) e mi hanno detto che l’afternoon tea non era più disponibile e quindi ho immagazzinato anche questo dato.

Il giorno dopo allora abbiamo fatto di tutto per arrivare in orario e cioè prima delle diciassette.

Ci siamo dirette prima a Piccadilly Street perché lì c’era sia Fortnum & Mason che l’antica libreria Hartchard’s che a mia sorella sarebbe piaciuto visitare.

Quando siamo entrate però l’impressione che abbiamo avuto è stata quella di un centro commerciale. Infatti al pian terreno c’era di tutto di più tra tea, tisane, cioccolate, cioccolatini etc. Poi altri piani e al quarto servivano l’afternoon tea. Ci siamo affacciate ma l’atmosfera non ci ha convinto soprattutto perché io avevo un’altra opzione presa dal blog Ma che davvero? di Chiara e cioè Sketch a Conduit Street. Una volta appurato che si trovava vicino a dove eravamo, non ci abbiamo ripensato su e ci siamo incamminate.

Londra: afternoon teaChe dire? Non ringrazierò mai abbastanza Chiara perché è stata un’esperienza incredibile!

Anche qui sarebbe meglio prenotare; ma i nostri orari erano un po’ variabili e quindi non era il caso di impegnarsi. Per fortuna comunque abbiamo trovato posto.

Londra: afternoon teaImmaginate una sala tutta color cipria, dalle pareti alle poltroncine, con una receptionist che vi accoglie con un abitino e pettinatura anni ‘Sessanta e tutti che si preoccupano di farvi trascorrere un momento piacevole. Stupendo.

Ma la cosa importante è che eravamo in perfetto orario per l’afternoon tea.

Che poi il tea sembra la cosa più marginale (poi infatti ho capito come mai ci avevano chiesto se volevamo dell’acqua o dello champagne…) perché, vi starete domandando se non lo sapete già, in cosa consiste l’afternoon tea? In una alzata di tre piani con stuzzichini salati e dolci di vario tipo che dire squisiti è dire niente!
Londra: afternoon teaUna gioia per il palato, davvero. Non economico, ve lo dico subito. Ma con la scusa che era il compleanno di mia sorella non abbiamo badato a spese.

Londra: afternoon teaAnche qui abbiamo trovato diversi giovanissimi camerieri italiani e devo dire che è sempre un piacere perché si crea subito un feeling positivo. Una di loro tra l’altro, visto il mio entusiasmo per l’arredamento, mi ha accompagnato nella zona dei bagni che secondo lei non dovevo perdermi. E infatti… ahahah Andare per vedere! A mia sorella ha ricordato il film Arancia meccanica :-). Vi do un accenno, va; non resisto 🙂
Londra: afternoon teaDi fame comunque non si muore a Londra perché ci sono tantissimi ristoranti di cucina internazionale. Anche nei ‘ristoranti’ dei musei si mangia bene; ad esempio al Tate Modern abbiamo preso un risotto ottimo al ribes con un cuore di formaggio cremoso. La vista poi spettacolare.  Fate attenzione però che ho detto ‘ristorante’ e non ‘bar’ dove si trovano panini imbustati per niente invoglianti o ‘self service’ quest’ultimo provato al Tate Britain la cui gestione ci ha lasciato davvero perplesse.

Nel prossimo e ultimo post vi parlerò dell’Hotel dove ho soggiornato. See you soon!

2 pensieri su “Londra: piatti tipici

  1. Elisa B.

    Splendido! Concordo con la tua domanda/affermazione: perché Halloween e non l’afternoon tea? Che dev’essere un rito squisito e raffinato.
    Con tutte le tue descrizioni stimoli non solo la gola ma anche, e soprattutto, il desiderio di conoscere questa città in tutti i suoi aspetti; perché, è vero, tutto è cultura, tutto è conoscenza, tutto è esperienza di vita.
    Anche dal mio paesello almeno una coppietta di 25enni è partita per Londra iniziando con l’esperienza della ristorazione: non so ancora come si siano trovati.
    Quanto alla cucina, sapevo che è un mix straordinario di piatti importati da tutte le etnie che da lungo tempo si sono insediate a Londra, e di solito si sente parlare più della cucina indiana, ad esempio, che di quella inglese originale; ma il Sunday roast non mi sembra male 🙂
    Insomma, cara Amina, una grande gioia traspare dal tuo resoconto e una grande voglia di partire suscitano spiegazioni e fotografie.

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    1. amisaba Autore articolo

      Elisa, degli indirizzi che mi ero portata dietro mi è dispiaciuto non essere riuscita ad andare al ristorante di cucina indiana Dishoom in Covent Garden. Era sempre pieno 🙁 Non ho mai mangiato cucina indiana e mi ispirava la cosa. Domani il rush finale con l’albergo; e lì sarò un pochino pià esigente 😉

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