Londra: musei e gallerie d’arte

Londra: National GalleryDopo il post del mio itinerario a Londra in cinque giorni ecco il post dettagliato dei Musei e Gallerie d’arte che ho visitato.

NATIONAL GALLERY
Entrare comodamente senza fare la fila, senza pagare (anche se dapertutto ci sono dei contenitori che invitano a lasciare un contributo) e senza subire controlli mi ha fatto sentire proprio la benvenuta e non una turista.

Abbiamo preso l’audio guida in italiano a pagamento che propone un percorso attraverso ottanta opere selezionate cronologicamente.

Non potevo volere di meglio perché ho iniziato dalla sala che era quasi lo scopo della mia visita alla National Gallery anche se non l’unico, certo, e cioè vedere le tre formelle della Maestà di Duccio di Buoninsegna qui esposte.

Se mi seguite da un po’ sapete che uno dei miei sogni sarebbe quello di vedere le restanti formelle sparse per il mondo. Queste tre, la Guarigione del cieco, la Trasfigurazione e l’Annunciazione si vanno ad aggiungere a quella della Samaritana nel pozzo che ho visto al Museo Thyssen Bornemisza di Madrid.

Nella Guarigione del cieco Duccio ha rappresentato due momenti del miracolo nella stessa formella sdoppiando la figura del miracolato, prima cieco e poi guarito, come già anche in altre scene ad esempio La preghiera nell’orto degli ulivi visibile al Museo dell’OPA di Siena.
Londra: National GalleryNella Trasfigurazione impossibile per noi di Siena non vederci le Crete in quel ‘monte’.

Londra: National GalleryUn esempio? eccolo qui! La foto è di Antonio Cinotti

Morning in the Crete SenesiL’Annunciazione si riconosce dai gigli. A volte la rappresentazione dell’Annuncio della morte alla Vergine da parte dello stesso angelo Gabriele come quella conservata a Siena può essere confusa con l’Annunciazione; ma l’elemento che ci toglie ogni dubbio è la palma, simbolo di morte.
Londra: National GalleryLe altre opere scopo principale della mia visita erano:
– I coniugi Arnolfini di Jan van Eyck (prezioso è stato il post di Didatticarte che mi ero stampata per cogliere tutti i dettagli dal vivo);
– le scene mancanti realizzate dal Signorelli (due) e dal Pinturicchio (una) per il Gabinetto del Palazzo del Magnifico Pandolfo Petrucci a Siena – smantellato – delle quali ero a conoscenza grazie alla visita guidata sui Soggetti profani nella Pinacoteca di Siena;
– il Trionfo dell’Amore del Bronzino (anche qui utilissimi sono stati gli appunti che avevo preso durante il corso di alfabetizzazione visiva che ho frequentato qualche anno fa e che trovate in fondo a questo post);
– gli Ambasciatori di Hans Holbein il giovane (ho cercato di trovare il punto giusto per vedere ‘il teschio’). La foto l’ho fatta, certo; ma la vedrete nel post sui Luoghi di culto perché mostra una cosa collegata  all’Abbazia di Westminster che non ho fotografato  perché era vietato;
– la Venere allo specchio di Velázquez;
– la Cena di Emmaus di Caravaggio;
– Pioggia, vapore e velocità, il mio Turner preferito;
– la saletta dedicata a Canaletto
– e ancora gli Impressionisti, Cezanne e Van Gogh.

Ci sono opere che non ricordavo fossero qui come il Battesimo di Cristo di Piero della Francesca e la Battaglia di San Romano di Paolo Uccello. Una gioia voltare l’angolo e ritrovarseli davanti!

Non c’era la ressa per cui abbiamo potuto sostare davanti ai quadri a nostro piacimento.

L’unica nota negativa è stata la chiusura al pubblico delle sale dei Rembrandt e Vermeer. I quadri c’erano perché li abbiamo sbirciati da una porta a vetro 🙂

La chicca della National Gallery cioè quello che mi ha colpito inaspettatamente? quattro formelle di Giovanni di Sano con scene della vita di San Giovanni Battista (1454) per il realismo dei dettagli (in quella della nascita del Santo c’è addirittura un camino nella stanza!) e un San Francesco di Zurbarán strepitoso, nonostante io non ami in maniera particolare questo artista.

Londra: National GalleryTATE BRITAIN
Lo scopo principale di questa visita era l’area dedicata a Turner, uno degli artisti preferiti da mia sorella. Anch’io mi sono vista tutta la sezione dedicata a Turner e poi mi sono messa alla ricerca delle opere di Francis Bacon: due Trittici, uno del 1944 nato dall’orrore della Guerra, e uno del 1972; uno Studio per un ritratto del 1952, un Separè dipinto del 1929, uno Studio per un cane del 1952 e una Donna dormiente del 1961 affiancata dall’installazione My bed (1999) dell’inglese Tracey Emin costituita da un letto disfatto. L’opera è nata quasi come trasfigurazione di un’esperienza di depressione dell’artista che rimase per quattro giorni in casa, a letto, senza uscire.

La didascalia spiega che questo accostamento è stato scelto dalla Emin stessa poiché, così come nelle opere di Bacon, nella sua installazione c’è un ‘forte senso della presenza’.

Ne ho trovato conferma nel libro che sto rileggendo, Francis Bacon. Logica della sensazione di Gilles Deleuze, dove ad un certo punto l’autore, citando Michel Leiris, scrive ‘Presenza, presenza, è la prima parola che viene in mente di fronte a un quadro di Bacon.’

Londra: Tate BritainLe opere di Bacon, riconoscibili dai corpi smidollati quasi come se fossero sorretti dall’anima anziché dalle ossa, e talvolta menomati, non sono narrative, neanche quando ci sono più figure rappresentate. La sua rappresentazione è un procedimento molto semplice che consiste nell’isolare la Figura affinché definisca un fatto e un luogo preciso diventando un’Immagine, un’Icona. (tratto dal Libro di cui sopra)

Da approfondire ancora.

Non passa inosservato il quadro intitolato Le signore Cholmondeley (1600-10 ca), opera della British School. La curiosità è data anche dalla scritta riportata nel dipinto secondo la quale le due signore rappresentate sono nate lo stesso giorno, si sono sposate nello stesso giorno e hanno partorito lo stesso giorno.
Londra: Tate BritainAl Tate Britain si va anche per i preraffaelliti come l’Ophelia di John Everett Millais (1851-52)
Londra: Tat BritainLa chicca del Tate Britain? Parting at Morning del 1891 di William Rothenstein. Mi è piaciuta moltissimo nel suo minimalismo.
Londra: Tate BritainBRITISH MUSEUM
Ci avevo provato a buttare giù un itinerario di visita anche con l’aiuto del sito web del Museo ma mi è sembrato un lavoro immane anche perché in archeologia non sono molto ferrata, anzi, diciamo per niente ferrata; ma non volevo che fosse tempo perso quella della visita al British e quindi ho preferito prenotare una guida autorizzata*
Londra: British Museum
Anche qui ingresso gratuito senza controlli vari.

Si viene accolti dal più grande cortile coperto del… Mondo? non ricordo; ma è comunque di forte impatto come anche la frase di Tennyson riportata sul pavimento: ‘and let thy feet / millenniums hence / be set in midst of knowledge’ (e nei millenni a venire i tuoi piedi siano piantati nel cuore della conoscenza)
Londra: British Museum
I ‘must’ non sono mancati. Ecco una carrellata di ciò che mi è rimasto impresso:
– una statua in pietra dell’isola di Pasqua, dal luogo di provenienza;
– il teschio di cristallo; un falso che molti ricordano per via del film Indiana Jones e il Regno del teschio di cristallo. Anche se è un falso, ha un suo fascino;
la stele di Rosetta, dal luogo di provenienza, utilizzata da Jean-Francois Champollion (1790-1832) per decifrare i geroglifici egizi; la ‘Gioconda’ del British ha detto giustamente la nostra guida tanto che c’è una copia a disposizione, meno affollata ovviamente, che si può anche toccare e guardare da vicino e  dove la guida ci ha raccontato la storia di questo reperto;
– i tori alati di Sargon II;
– il monumento delle Nereidi;
le sculture del Partenone, in particolare la testa del cavallo di Selene, e i bassorilievi del fregio che arrivano a misurare otto centimetri di profondità, ci ha fatto notare la guida. Non mi capacito ogni volta che mi viene ricordato che la scultura greca era colorata così come tante chiese romaniche che oggi ci sembrano spoglie ma che nel Medioevo erano coloratissime come ha dimostrato la scoperta degli affreschi della ‘cripta’ sotto il Duomo di Siena dove anche le colonne e i capitelli sono affrescati. E’ solo che poi il ‘gusto’ è cambiato è sono state imbiancate…. No words; anche se io preferisco le sculture bianche e le chiese con i mattoni o  pietre a vista!
Londra: British Museum– la coppa di Sant’Agnese, di epoca medievale, in oro massiccio decorata con smalti che rappresentano per la maggior parte scene della vita di Sant’Agnese. Un vero gioiello;
– gli scacchi in avorio di Lewiss; stupenda la regina in posizione quasi annoiata che si regge la testa e le spalliere intagliate dei troni.
Londra: British Museum– la più antica raffigurazione di Cristo  su mosaico in Gran Bretagna (IV secolo a.C.);
 il sarcofago etrusco di Thanunia Seianti (150-130 a.C.) proveniente da Chiusi (SI) :-);
– l’uomo di Lindow (una vittima sacrificale del secolo I a.C. rimasta intatta in una palude fino al 1984). Mi fa sempre una certa impressione vedere dei cadaveri ‘in vetrina’ anche se importanti come in questo caso dal punto di vista conservativo. Si tratta di persone con un proprio vissuto che non hanno avuto la dignità della sepoltura. La stessa impressione ho quando mi trovo davanti a quello che era il ‘carnaio’ dell’Ospedale Santa Maria della Scala di Siena cioè il cimitero solo che si tratta di una montagna di ossa anonime 🙁
– le mummie e i sarcofagi egizi, anche di gatti! Interessante la spiegazione sul processo di mummificazione;
– il vaso di Portland (I secolo d. C.), un vaso in vetro a cammeo blu con raffigurazioni bianche;
– la coppa d’argento Warren di epoca romana con raffigurante due scene di atti omosessuali;
– la cappa cerimoniale d’oro di Mold (2000 anni a.C.) forse destinata ad una donna o ad un bambino per le sue dimensioni ridotte;
– la testa in bronzo dell’Imperatore Augusto;
– la coppa di Licurgo, di epoca romana, in vetro dicroico che assume un colore diverso a seconda della provenienza della fonte luminosa;

La chicca del British Museum di quel tanto che sono riuscita a vedere? Il pannello in pietra con rilievi assiri con scene della caccia al leone alla quale partecipa il re Assurbanipal (669-630 a.C). Una delicatezza di incisione toccante per il suo realismo. Oso affermare che la visita vale la pena anche solo per ammirare questi rilievi.

Londra: British MuseumLondra: British MuseumTATE MODERN
La sala con le tele di Rothko merita senz’altro. In precedenza mi era capitato di vedere dei Rothko ma singolarmente l’effetto non è stato così potente come in questa sala. Colori, dimensioni e pennellate capaci di sollecitare la mia anima. ‘Non è una rappresentazione religiosa ma di qualcosa di primordiale e contemporaneo al tempo stesso.’ ha scritto al riguardo John Banville. E pensare che furono realizzate per il ristorante Four Seasons nel Seagram Building in Park Avenue a New York. Mi sono chiesta se somigliasse alla Cappella di Rothko a Huston, altro luogo che mi piacerebbe visitare. Sarebbe stato un privilegio unico sostare qui da sola ma ovviamente non è stato possibile.

Londra: Tate ModernIn questi giorni mi è capitato di leggere questo brano di Hildegarda Von Bigen su una pagina Facebook dedicata alle Pievi romaniche e non so perché, ma di sicuro un perché ci sarà, mi sono tornate in mente queste tele di Rothko: “E’ proprio della natura del sacro il poter essere udito, ma il voler essere visto in modo velato o il non voler essere visto affatto. Il destino di colui che è privo di timore reverenziale consiste nel fatto che il sacro non parla al suo cuore. Per lo stesso motivo l’imprerscrutabile non diventa percettibile per colui che è insensibile, non lo colpisce con la sordità nè lo priva della vista, ma passa innanzi a lui silenzioso e senza splendore.

Al Tate Modern ci sono tantissime opere di arte moderna e contemporanea da guardare con la mente libera da qualsiasi sovrastruttura. Poi si può dire mi piace, non mi piace, sono d’accordo con l’idea oppure mi sembra insulsa ma prima di tutto guardare con attenzione, leggere dove c’è da leggere la didascalia, e basta.

La chicca della Tate Modern? I due alberi di dodici metri di Giuseppe Penone realizzati nel 1980-82. Se volete saperne di più sulla mia passione per Penone leggete qui.
Londra: Tate ModernGALLERIA MAZZOLENI
La settimana prima di andare a Londra grazie al blog Collezione da Tiffany ho saputo che c’era una Mostra di Alberto Burri presso la Galleria Mazzoleni. Non ho potuto resistere. Sì, anche per Burri ho una passione. Qui ad esempio ho raccontato di quando sono stata la prima volta a Città di Castello.

Londra: Galleria MazzoleniTrenta opere in mostra che ripercorrono l’opera di Burri: dai sacchi alle plastiche, dai cretti ai gobbi al cellotex. Per me è stata la vera ciliegina sulla torta di questa full immersion nell’arte a Londra. Che poi la via, Albemarle Street, è piena di Gallerie d’arte strepitose oltre che confinante con la zona dello shopping di qualità.

Domani vi parlerò dei Luoghi di culto che ho visitato.

*guida autorizzata: Roberto di QuiLondra

4 pensieri su “Londra: musei e gallerie d’arte

  1. Beatrice

    Carissima,

    Ti seguo con piacere su FB perché mi scopri cose della mia città veramente deliziose e te ne sono grata (vivo lontano)
    Dopo aver letto questo post, ti devo assolutamente segnalare un autore imprescindibile per la tua prossima visita a Londra: William Blake. Ha due sale tutte per lui, piene di gioie!, alla Tate Britain. Anche come personaggio è affascinante. Ti consiglio di scoprirlo

    Anch’io adoro Turner e ho addirittura pianto quando ho visto le tre formelle di Duccio!!

    Grazie per tutto quello che scrivi. Un abbraccio

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    1. amisaba Autore articolo

      Grazie Beatrice per questo tuo commento, mi fa estremamente piacere.
      Sto compilando una lista per la mia prossima volta a Londra con i suggerimenti che mi stanno arrivando dopo questa mia ‘prima volta’ per cui aggiungo William Blake che non si sa mai davvero io ci ritorni.
      Domani scoprirai dove mi sono commossa io…
      A presto,
      Amina

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  2. Elisa B.

    Che meraviglia il tuo racconto delle meraviglie!
    La partecipazione emotiva con cui descrivi le opere ammirate si trasmette a chi legge e suscita veramente, in concreto, una gran voglia di partire.
    Turner mi ha entusiasmata come protagonista del film a lui dedicato; di Bacon ho visitato una bella mostra a Milano; la stele di Rosetta ed i rilievi assiri costituiscono una sorta di fil rouge (uno dei tanti) della mia vita scolastica (da entrambe le parti del banco) …
    Tutto merita di essere visto, ne sono sicura.
    Grazie, Amina, per il magnifico reportage!

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