Londra in cinque giorni

Londra in cinque giorniEra da marzo che leggevo post su post di blogger di viaggio + la guida Mondadori per organizzare al meglio questi cinque giorni a Londra, la mia prima volta.

Quello che avevo chiaro erano i musei da visitare e intorno a loro mi sono cucita addosso un itinerario personalizzato. Ho sacrificato alcune cose dell’itinerario più classico, credo, almeno per chi visita Londra per la prima volta, a favore di un itinerario un pochino più eclettico nonostante il tempo contenuto a disposizione. Sono però soddisfatta del risultato.

Inizialmente volevo raccontare tutto in un unico post ma sarebbe venuto chilometrico quindi ho deciso di spezzarlo in più post. Questa settimana quindi, se siete registrati al mio blog (se non lo siete ancora potete farlo inserendo la vostra mail nella casella in alto a destra) riceverete semplicemente un post al giorno e non spam 🙂

Mi considero una ‘local blogger’ più che una ‘travel blogger’, quando si parla di viaggi; ma siccome a me sono stati molto utili i suggerimenti dei blog a cui ho attinto mi piace pensare che anch’io potrei essere utile a qualche lettore e quindi sarò dettagliata con le informazioni utili che non sapendole a volte possono rendere noioso il viaggio per chi, come me, non ha sempre la valigia in mano.

In questo primo post vi parlerò dell’itinerario e di come ho raggiunto i diversi luoghi. Nei prossimi vi parlerò della mia esperienza circa i Musei e i Luoghi di culto visitati,  dei luoghi del Divertimento, del Relaxdei Piatti tipici e last but not least dell’Hotel dove ho soggiornato e quindi condividerò con voi solo le mie impressioni personali perché le informazioni storiche le trovate dapertutto, Wikipedia in primis.

Bene, io sono pronta, e voi?

PRIMO GIORNO
Dall’aeroporto di Pisa ho viaggiato con EasyJet fino all’aeroporto di Gatwick che dista più o meno un’ora e un quarto da  Hyde Park, lato Bayswater Road, la zona dove ho alloggiato cioè quella dove abita Tony Blair giusto per darvi qualche coordinata; che se anche non l’avessi saputo mi sarei domandata chi abitasse lì perchè 24 ore su 24 c’erano due poliziotti davanti alla porta d’ingresso 🙂

Ho scelto di prenotare una macchina con autista* per gli spostamenti da e per l’aeroporto per risparmiare tempo  perché comunque gli imprevisti ci possono essere e ci sono stati (l’aereo che atterra al Terminal Sud invece che al Terminal Nord e quindi mettersi a cercare la navetta da prendere dopo aver attraversato mezzo aeroporto per uscire (non mezzo ma è per farvi capire che la distanza era notevole) e fanno parte del viaggio (apro questa parentesi per dirvi che io infatti rimango sempre sconcertata quando i clienti che arrivano in Hotel sono contrariati per aver impiegato troppo tempo nel raggiungerci perché credo sia normale che ciò accada in una città che non si conosce anche se si ha il gps etc quindi bisogna metterlo in conto).  C’è stato un ritardo, sulla tabella di marcia che avevo predisposto, solo di un’ora; con i mezzi pubblici temo che avrei perso più tempo.  Sono quindi contenta di questa scelta.

A proposito di tempo da ottimizzare, Londra va un’ora indietro rispetto all’Italia e c’è il cambio dell’ora come da noi quindi a fine ottobre lancette indietro di un’ora. Come potrete immaginare le giornate mi sono sembrate lunghissime!

Ho viaggiato con il bagaglio a mano, mettendo i liquidi (bagno schiuma, shampo, gel, crema mani e viso, fondotinta) per il quantitativo consentito nei contenitori trasparenti. Come deodorante ho optato per uno stick. EasyJet al momento non consente di portare una borsa oltre al bagaglio a mano come invece sta facendo Ryanair quindi non ci provate perché controllano solo questo, almeno da Pisa. Da Londra invece il discorso è diverso. Occorre portare in mano la bustina trasparente con i contenitori trasparenti dei liquidi e anche i dispositivi elettronici come l’ipad. Io li avevo tenuti nel bagaglio a mano e me li hanno fatti tirare fuori e ripassare dal nastro… Il consiglio comunque è quello di leggere sempre le condizioni di viaggio della compagnia aerea con cui si viaggia oppure chiedere a qualcuno che ha viaggiato di recente verso quella destinazione.

Una volta arrivate in albergo (viaggiavo con mia sorella), al Griffin House Hotel, ed esserci rinfrescate siamo uscite per iniziare la nostra avventura a Londra.

A piedi passando per Oxford Street,  Regent Street, Piccadilly Circus e Trafalgar Square, in circa un ora siamo arrivate alla prima meta: la National Gallery, dove abbiamo trascosro tutto il pomeriggio.
Londra: National GalleryDopo tanta bellezza, una volta uscite dal Museo ci siamo accorte di essere affamate; infatti dalla colazione del mattino avevamo poi spezzato un po’ con una crepe alla nutella presa in una bancarella a Oxford Sreet. Ci siamo quindi dirette nella zona di Covent Garden per provare il Fish and Chips.

Dopo cena, sempre a piedi, ci siamo dirette verso il Tamigi per ammirare Londra di notte da Southbank; per intendersi dove c’è la London Eye, la ruota panoramica. Molto suggestivo anche per l’illuminazione colorata. Da qui, a piedi, siamo ritornate in albergo.

Apro subito una parentesi sui mezzi di trasporto a Londra. Io amo muovermi a piedi nelle città; sapevo che Londra è grande e avevo quindi anche calcolato i chilometri giornalieri prevedendo giusto un paio di volte di prendere la metro. Ho dovuto cambiare idea grazie soprattutto all’insistenza di mia sorella perché nonostante io mi sia congratulata con me stessa per i chilometri macinati a piedi (mi muovo sempre a piedi ma un conto è Siena un conto è Londra), il giorno dopo, la sera, ho dovuto cedere al taxi (si possono fermare per strada e quelli disponibili si riconoscono perché hanno l’insegna illuminata di giallo) perché non ce l’avrei mai fatta a tornare a piedi in albergo e le macchinette dei biglietti disponibili in metropolitana erano solo quelle con pagamento con carta di credito e noi non avevamo memorizzato il pin delle nostre carte. Il terzo giorno quindi, siamo andate subito alla metropolitana (tra l’altro vicinissima e ben collegata quella vicino all’albergo e cioè Marble Arch) e abbiamo fatto il biglietto giornaliero. Le spiegazioni ci sono in tutte le lingue quindi anche in italiano. C’è anche la possibilità di acquistare la Oyster card** ma per queste informazioni vi rimando al blog di Francesca. Lei sa tutto su Londra perché ci va spesso e le informazioni del suo blog sono sempre aggiornate. E’ stata la mia principale consigliera per questa mia prima volta a Londra e la ringrazio anche da qui!.

SECONDO GIORNO
Il secondo giorno  ci siamo avviate a piedi verso la ruota panoramica, la London Eye prenotata per le dieci, seguita dalla visita all’Abbazia di Westminster anche questa prenotata online ma senza un orario preciso e infine al Tate Britain dove abbiamo fatto anche pranzo al self service.

Londra: London EyeDopo la visita al Tate Britain siamo andate alla Cattedrale cattolica di Westminster perché alle sei c’era la Messa (lo sapevo perché nel sito c’è scritto tutto ma proprio tutto!) e a mia sorella faceva piacere non perderla e a me riposarmi. Da lì ci siamo dirette in centro per mangiare qualcosa sempre in zona Covent Garden. Stanche morte siamo tornate in taxi in albergo.

TERZO GIORNO
Il terzo giorno avevo previsto una passeggiata all’aperto  e così è stato grazie anche alla giornata di sole. L’itinerario, da Little Venice a Camden passando per Primrose hill, l’ho preso in prestito dalla guida Mondadori. Per arrivare a Little Venice abbiamo preso la metropolitana fino alla fermata di Warwick Avenue e poi a piedi fino a Camden. Appena prima di entrare a Camden ci siamo fermate a pranzo per il Sunday roast.
Londra: Little VeniceNel pomeriggio, riprendendo la metropolitana da Chalk Farm siamo scese alla fermata Tottenham per trovarci alle quindici davanti al British Museum dove avevamo appuntamento con una guida italiana per la visita.

La visita è durata due ore e mezza anche perché il Museo chiudeva. Abbiamo quindi fatto merenda al Tempus Bar nel vicino Russell Hotel, palazzo dalla facciata in stile goticheggiante, e poi abbiamo preso la metropolitana fino a Leicester Square per andare al cinema. Ci piaceva l’idea di vedere un film in lingua originale. No, non ho dimenticato la cena; è che il pranzo e la merenda, insieme all’abbondante colazione del mattino, erano stati più che sufficienti.

QUARTO GIORNO
Il quarto giorno lo abbiamo dedicato alla Cattedrale anglicana di San Paolo che abbiamo raggiunto con la metropolitana. Avevo prenotato online senza orario fisso.

Dalla Cattedrale di San Paolo a piedi abbiamo attraversato il Millenium bridge per andare al Tate Modern che abbiamo visitato dopo aver fatto pranzo al ristorante con vista al sesto piano.
Londra: Tate ModernFinita la visita, con la metro ci siamo dirette a Piccadilly per andare a vedere una mostra di Burri alla Galleria Mazzoleni. 

Nel tempo libero rimasto volevamo fare tre cose: io provare l’afternoon tea e mia sorella entrare nella più antica libreria di Londra, la Hatchord’s a Piccadilly, e fare shopping. Siamo riuscite a farne due: l’afternoon tea in un posto da favola e shopping nei pressi del Palladium dove avevo prenotato un musical. Niente cena perché l’afternoon tea ci ha stese. Vi racconterò!

QUINTO GIORNO
La mattina del quinto giorno mentre aspettavamo l’autista siamo andate ad affacciarci a Hyde Park, davvero a un tiro di schioppo dal nostro albergo. Foto di rito e poi via verso Gatwick.
Londra: Hyde ParkFinisce qui l’itinerario. Nei prossimi giorni maggiori dettagli come vi ho accennato all’inizio. Nel frattempo io aggiorno la mia lista delle #100cosedafareprimadimorire!

Prima però di pubblicare il post non posso tralasciare di dirvi la cosa che mi ha scioccato e che non ho capito. La prima sera, e le sere successive, tipo verso le ventitre ci siamo ritrovate intorno, in una strada principale e frequentata come Oxford street, tantissimi barboni (?) sdraiati davanti ai negozi con tanto di piumone per ripararsi dal freddo e valigia sotto la testa come cuscino. Io sono rimasta sconcertata perché ne erano davvero tanti. Non ho avuto paura ma non è stata una cosa bella da vedere, per niente…

Domani vi parlerò dei Musei e Gallerie d’arte che ho visitato.

*macchina con autista: Michele di TourismAbout trovato nel blog di Francesca (vedi sotto) e usufruito dello sconto legato al suo blog. Servizio puntuale e professionale.
** Oyster card: Travel’s Tales

2 pensieri su “Londra in cinque giorni

  1. Elisa B.

    Che bell’itinerario! Ti seguirò nelle tappe successive.
    Le dritte sono estremamente pratiche e sicuramente torneranno utili a chi volesse intraprendere questo viaggio.
    Per me la priorità nel mondo anglosassone è, invece, l’Irlanda: chissà che per il prossimo Bloomsday non possa essere a Dublino? 🙂

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    1. amisaba Autore articolo

      Ciao Elisa,
      ho googleato ‘bloomsday’; non conoscevo questa ricorrenza.
      Mi sembra molto interessante per chi ha letto Joyce 🙂

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