Londra: Griffin House Hotel

Londra: hotel

Con questo post concludo il racconto della mia prima volta a Londra.

Siamo partiti con il mio itinerario a Londra in cinque giorni che ho approfondito nei giorni seguenti parlandovi di  Musei e gallerie d’arte, di Luoghi di culto, di luoghi del Divertimento e di Relax e infine di Piatti tipici.

In quest’ultimo post vi parlerò dell’Hotel dove ho soggiornato, il Griffin House Hotel.

Come l’ho scelto? attraverso una blogger che a suo tempo si era trovata benissimo.

Posizione ottima, tranquilla, vicino a Hyde Park e alla fermata della metropolitana Marble Arch; circondata da locali e ristoranti per lo più arabi, e non, ma è per dirvi che volendo uno potrebbe anche fare cena in zona.

La camera doppia di dimensione contenuta che ci hanno assegnato era mansardata quindi  all’ultimo piano, senza ascensore (ma questo lo sapevo) con il pavimento non proprio a filo di piombo.

Corridoi e pianerottoli tinti di bianco e grigio chiaro con simpatiche stampe a tema britannico.

Camera con vista Dickensiana (vedi foto ad apertura del post), arredamento stile Ikea, letti comodi, temperatura confortevole.

Moquette, e questa non mi piace mai.

Due specchi grandi in camera, tv a schermo piatto che non abbiamo avuto il tempo nemmeno di accendere per vedere se funzionava, wifi gratis e funzionante, armadio/non armadio nel senso un appendiabiti a vista, una cassettiera, un comodino con una lampada da notte un po’ sgarrupata che non siamo riuscite ad accendere nonostante il foglietto delle istruzioni incollato al cappello della lampada, adattatore in dotazione, asciugacapelli.

Personale della Reception presente h 24, colazione con diversi troppi prodotti confezionati tra cui pancakes e crepes al cioccolato :-(, uova su richiesta (io le ho sempre prese strapazzate con il pane tostato), caffellatte, succhi di frutta, cereali, yogurt, frutta fresca, affettati, pane.

Fin qui tutto bene. Veniamo a quello che è andato meno bene.

La pulizia lasciava un po’ a desiderare nel senso che nei cassetti dei mobili in camera non avrei mai messo i miei vestiti. Anche in bagno, oltre alla seggetta del wc visivamente allentata, la pulizia non era il massimo sia del piatto doccia ma soprattutto in quel miscelatore dell’acqua che c’era nel muro all’interno della doccia. Per non parlare del nappo doccia che implorava un anticalcare e l’aspiratore che, oltre ad essere ciondoloni, dalla lanetta presumo non vedesse un’aspirapolvere da parecchio tempo. I teli ce li hanno cambiati quando li abbiamo lasciati per terra, il bagnoschiuma (un flaconcino per due persone per quattro notti) invece no, nonostante quello vuoto lo avessi lasciato insieme agli asciugamani; anzi l’ho ritrovato sul porta sapone!. Meno male avevo portato il mio bagnoschiuma ‘che-non-si-sa-mai’.

Il personale educato ma senza sdarsi, ecco. Della serie che, ad esempio, c’erano delle mappe della città gratuite presso la Reception che non si vedevano se uno non sostava a lungo davanti al bancone e nessuno che ci avesse chiesto se ne avevamo bisogno. E’ una sciocchezza però anche quello fa parte dell’accoglienza. Ricordate che è il mio lavoro.

Imparo molto da queste esperienze per fare meglio nel senso che ad esempio ora capisco quando a volte i clienti stranieri ci scrivono che non vedono l’ora di visitare l’Italia. Mi sembrava esagerato prima e invece non è così perché anch’io avevo l’entusiasmo di chi visita una città nuova, l’avevo manifestato nelle mie e-mail, ed è come se avessi desiderato che il personale empatizzasse con questo mio desiderio, lo facesse suo insomma e fosse contento di contribuire a renderla indimenticabile.

Forse esagero, però questa cosa mi ha fatto riflettere.

E comunque rapporto qualità/prezzo non soddisfacente.

Se ci tornerei? Forse sì; ho scritto all’Hotel quanto ho riportato qui e avvertendoli di ciò visto che il giorno dopo la mia partenza mi hanno mandato una mail chiedendomi di scrivere una recensione su Tripadvisor se mi ero trovata bene altrimenti di far sapere loro cosa non era andato bene. In caso di un futuro soggiorno, quindi, immagino che si ricorderebbero di me e cercherebbero di fare meglio, almeno spero. O magari, voglio essere positivissima, faranno tesoro di queste mie segnalazioni per i futuri ospiti.

La pulizia secondo me non dipende dalla categoria dell’albergo, deve esserci a prescindere e non c’entra niente con l’ottimizzazione della vendita delle camere nel senso che una camera minuscola assegnatami all’ultimo momento nonostante avessi prenotato a marzo non lo contesto, non posso chiedere di abbattere un muro e viceversa mi sarebbe potuto capitare anche un upgrade se all’Hotel faceva comodo per riempire dei buchi nel planning; ma una pulizia approssimativa, no e hanno avuto cinque giorni per dimostrarmi che non era stata una svista 🙂

Magari prima di tornare qui proverei a cercare un altro albergo sempre vicino ad un parco e a una fermata della metropolitana perché credo che se uno il giorno della partenza ha un volo ad un orario comodo, circondarsi della Natura può risultare un ottimo espediente per rientrare sereni e carichi di energia alla vita quotidiana.

Bene, mi sembra di avervi raccontato tutto. E’ stato un piacere perché così ho ripercoso e approfondito alcune cose che non avevo capito mentre mi trovavo a Londra.

Se avete delle domande, fatele pure. Se invece volete arricchire i miei post scrivendo le vostre esperienze a Londra non potrà che farmi piacere.

2 pensieri su “Londra: Griffin House Hotel

  1. michela

    Beh la pulizia mi sa proprio che è il tasto dolente di un po’ tutti gli hotel di Londra, soprattutto nella zona centrale.
    Ho notato però che andando già verso la zona 2 (che tanto alla fine il biglietto costa uguale alla zona 1…vero che si perde un po’ di tempo in più negli spostamenti) si trovano sistemazioni più carine e pulite a prezzi inferiori!

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    1. amisaba Autore articolo

      Ecco, brava Michela. Fermo restando che la pulizia non è un servizio in più ma di base, non è che poi abbia speso poco 🙂

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