Arte e Storia nei Drappelloni del Palio di Siena

L'Arte e la Storia nei Drappelloni del Palio di Siena

Il recente appuntamento con le Passeggiate d’autore ha avuto un accompagnatore d’eccezione: il Dottor Alberto Cornice il quale ci ha insegnato a leggere l’Arte e la Storia attraverso l’iconografia dei Drappelloni del Palio di Siena; quello stendardo di seta di 80 cm di larghezza per m 2,50 di altezza che va in premio alla contrada vittoriosa.

Più volte Cornice ha ripetuto come sia possibile trovare segni della macro Storia nella micro storia. Di sicuro un bell’incentivo a tornare sui libri di scuola perché i simboli di per sé non dicono niente se non c’è la conoscenza; ma accorgersi del cambiamento e domandarsi ‘come mai?’, è già qualcosa.

Per mostrarci ciò abbiamo visitato il Museo di due Contrade: Onda e Torre; dove come in ogni contrada di Siena sono per l’appunto conservati i Drappelloni vinti.

Una premessa è dovuta. Il Drappellone più antico conservato in un Museo di Contrada è quello del Palio del 2 luglio 1719 vinto dall’Aquila (la foto l’ho scattata durante la visita di InContrada del 20 dicembre 2014 nell’Aquila). Il Palio però ha origini più antiche solo che il premio consisteva in un un drappellone di stoffa preziosa che veniva poi utilizzato per farne paliotti e arredi sacri.

Palio del 2 luglio 1779 vinto dall'Aquila

Gli elementi iconografici rimasti invariati nei Drappelloni del ‘700 sono:
– Madonna (di Provenzano per il Palio di luglio; Assunta per quello di agosto, con Bambino per quello straordinario)
– stemmi nobiliari dei Deputati della Festa
– simboli di Siena: la balzana, il leone argento in campo rosso, lo stemma azzurro con il motto Libertas
– anno di riferimento

Il primo cambiamento a livello iconografico che Cornice ci ha fatto notare appartiene ai Drappelloni dei Palii corsi nel periodo di dominio francese (1808-1813). Al posto degli stemmi nobiliari infatti ci sono le iniziali intrecciate in linea con la teoria dell’egalitarismo del momento come ad esempio nel Drappellone del Palio del 2 luglio 1810 vinto dall’Onda.

Palio del 2 luglio 1810 vinto dall'OndaIn alcuni Drappelloni compare anche lo stemma napoleonico ad esempio in quello del Palio straordinario del 14 maggio 1809 vinto dalla Torre. Siena è stata sempre ossequiante nei confronti del Potere, ci confida Cornice.

Dopo la caduta di Napoleone a Siena ci sono i Lorena al governo. Questo passaggio è documentato anche nei Drappelloni di questo periodo; infatti per la prima volta troviamo i segni del Potere centrale come ad esempio nel Palio del 17 agosto del 1814 vinto dalla Torre.

Palio del 14 maggio 1808 vinto dalla Torre, Palio del 2 luglio 1811 vinto dalla Torre, Palio del 17 agosto 1814 vinto dalla Torre

Nel 1859 Siena è la prima città toscana a votare il plebiscito a favore dei Savoia. Di questo cambiamento troviamo traccia nel Drappellone del Palio straordinario del 27 aprile del 1860 corso in onore di Vittorio Emanuele II Re d’Italia e vinto dall’Onda

Palio del 27 aprile del 1860 vinto dall'Onda

Altro segno del Potere centrale, questo forse più immediatamente riconoscibile da chi non è ferratissimo in araldica, è presente nei Drappelloni del Palii corsi durante il Fascismo. Nell’Onda ce ne sono due, uno del 1930 e uno del 1932 entrambi corsi il 3 luglio. A nessuno è venuto mai in mente di censurare tale simbolo perché fa parte della Storia.

Palio del 3 luglio 1930 vinto dall'Onda
Particolare Palio Onda 3 luglio 1930 vinto dall'Onda

Dal punto di vista artistico c’è stata una evoluzione che è ben visibile visitando un Museo di Contrada dove i Drappelloni sono esposti cronologicamente.

Per tutto il ‘700 ‘800 i Drappelloni sembrano fatti con lo stampino. Da fine ‘Ottocento troviamo lo stile liberty ma continua ad essere standardizzato tanto da essere soprannominato stile panforte cioè come carta adatta ad avvolgere i panforti.

Ricordo che durante InContrada nell’Aquila la nostra guida Odoardo ci disse che il Drappellone vinto dall’Aquila nel Palio del 16 agosto del 1973 di Gianni Dova aveva rappresentato una svolta dal punto di vista pittorico.

Palio del 16 agosto del 1973 vinto dall'Aquila

Nella Torre abbiamo visto il Drappellone del Palio del 16 agosto 2005 di Manolo Valdez evidentemente diverso da quelli precedenti.

Palio del 16 agosto 2005 dipinto da Manolo Valdez e vinto dalla Torre

Nell’Onda ce ne sono diversi di Palii moderni.

Museo della Contrada dell'Onda

Tale cambiamento è stato anche favorito dalla possibilità data ad artisti di fama internazionale di dipingere il Drappellone. Oggi infatti il Drappellone di luglio è affidato ad un artista nato o residente nella Provincia di Siena mentre quello di agosto ad un artista di fama internazionale.

Certo, non sempre è stato gradito ai contradaioli l’interpretazione data da questi artisti, per quanto di fama internazionale.

Ricordo che quando fu presentato il Drappellone realizzato da Francesco Clemente per il Palio del 16 agosto 2012 mi sentii mortificata io per l’artista… Come mai? perché ci fu solo qualche applauso di circostanza; non piacque per niente! e lui si limitò a dire giusto due parole formali di ringraziamento. Finita la presentazione, solo giovani stranieri si avvicinarono a lui per congratularsi e chiedergli un autografo. Io, essendomi documentata sull’artista e avendo l’anno precedente visto una mostra a Milano sui protagonisti della Transvanguardia italiana, non mi aspettavo niente di diverso.

 Palio del 16 agosto 2012 vinto da Valdimontone

A quale contrada andò? a quella di Valdimontone; almeno i colori erano stati di buon auspicio 🙂

Una riproduzione in alta risoluzione dei Drappelloni conservati nei Musei delle Contrade di Siena la trovate qui

2 pensieri su “Arte e Storia nei Drappelloni del Palio di Siena

  1. Gianni Neri

    Un approccio che mi dispiace definire leggero e insufficiente soprattutto in riferimento al periodo moderno e contemporaneo (o forse è la sintesi che ne è stata fatta … perchè Alberto Cornice è una garanzia assoluta); o probabilmente è limitato solo l’elenco delle opere utilizzate per raccontare una storia dell’arte attraverso i drappelloni … Non volendo disquisire in questa sede, anche se può essere il tema di un interessante confronto, vorrei limitarmi solamente a riportare i nomi due artisti senesi. Marte (Mario Bucci) nel 1969 rivoluziona la costruzione dell’immagine e la tecnica utilizzata con il “Palio della Luna” vinto dall’Oca e Renato Guttuso nell’Agosto 1971 introduce per la prima volta nell’iconografia paliesca il tema di quello che è il soggetto e l’artefice principale della Festa … i Senesi, senza ovviamente togliere meriti al contributo successivo di Gianni Dova (grande artista del panorama italiano e internazionale) che trova collocazione in una fase già avviata di innovazione … Infine non può non essere ricordato Marcoantonio Tanganelli, esponente eccezionale e riconosciuto della pop art italiana che dipinse nel 1978 il bellissimo drappellone conservato nella Selva.
    Quello a cui mi riferisco è stato il lungo periodo in cui il Comune di Siena, grazie a personaggi di eccezionale cultura e conoscenza dell’arte contemporanea interni allo stesso Comune, seppe portare a Siena artisti internazionali che hanno arricchito i musei delle Contrade e la Città. Esattamente il contrario di quello che avviene oggi e già da troppo tempo, se escludiamo qualche caso isolatissimo … ! Grazie dello spazio che mi è stato permesso

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    1. amisaba Autore articolo

      Il suo contributo è prezioso, Gianni. Grazie.
      Nel post ho riportato quello che sono riuscita a trattenere di quanto di nuovo ho imparato grazie a quella Passeggiata con Alberto Cornice e certamente non è esaustivo rispetto al tema, ne sono consapevole. Forse la mia attenzione è stata maggiormente attratta da ciò che è più distante da me a livello temporale. È anche vero che queste situazioni sono affollate soprattutto quando c’è una persona di valore come il Cornice e non sempre si riesce a sentire se non si è in prima fila perché a volte neanche i microfoni sono sufficienti ad amplificare la voce. I Drappelloni da lei citati li ho ben presenti. Non sapevo invece della novità introdotta da Guttuso. Grazie ancora.

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