Il Purgatorio di Dante e Siena Civitas Virginis

Siena, Pinacoteca: Visitazione, Pietro di Francesco degli Orioli

Appena ho finito di leggere il Purgatorio della Divina Commedia di Dante, a cura di Emilio Alessandro Panaitescu per il Gruppo Editoriale Fabbri, ero talmente entusiasta per la moltitudine di connessioni che la mia mente ha cominciato a fare che ho pensato di volerlo condividere con voi al più presto soprattutto in questo periodo di fine anno in cui qualche domanda in più ce la poniamo.

In che modo farlo, mi sono chiesta? e la lampadina mi si è accesa subito: attraverso l’arte senese.

Ho pensato quindi di scegliere delle immagine presenti nei musei di Siena per illustrare quel ‘qualcosa’ del Purgatorio che mi aveva colpito.

Ho spremuto ancora un pochino le meningi per individuare il filo conduttore e l’ho trovato:  la Madonna; perché Siena Civitas Virginis è, giusto?

Prima dell’itinerario visivo però bisogna che vi rinfreschi un po’ la memoria sulla struttura del Purgatorio. In realtà sono io che non voglio dimenticarla. Ad ogni modo, ci state? se la risposta è sì, venite con me!

***

Dopo aver attraversato i gironi e le bolge dell’Inferno Dante si ritrova nell’Antipurgatorio dove abbiamo già incontrato Pia de’ Tolomei e dove ci sono le anime dei negligenti, coloro cioè che si pentirono solo in fin di vita dei loro peccati e che dovranno attendere un periodo abbastanza lungo prima di poter accedere al Purgatorio a meno che le preghiere dei vivi, soprattutto se virtuosi, non accorcino tale attesa.

Dante è un privilegiato, lo sappiamo, in quanto può da vivo attraversare questi tre regni: Inferno, Purgatorio e Paradiso.

Una volta che gli è stato riconosciuto il permesso di entrare in Purgatorio comincia la salita delle sette cornici del monte delle Virtù, necessaria per espiare le proprie colpe.

Il lato positivo del Purgatorio è che le anime hanno la certezza di andare poi in Paradiso. Tra l’altro ogni volta che ciò accade si sente un gran frastuono nel Purgatorio come se ci fosse un terremoto in corso e tutte le anime, che conoscono il significato di tale baccano, si uniscono alla gioia di quell’anima che finalmente è ascesa in Paradiso.

Nelle cornici del Purgatorio Dante incontra le anime colpevoli dei sette peccati capitali quindi i superbi, gli invidiosi, gli iracondi, gli accidiosi, gli avari e prodighi, i golosi e i lussuriosi.

In ogni cornice le anime devono meditare intorno ad esempi della virtù contraria al vizio di cui scontano la pena ed esempi del vizio punito.

Come le anime ne vengono a conoscenza? In diversi modi, ad esempio nella balza della prima cornice attraverso dei bassorilievi, nelle altre attraverso voci, sussurri, visioni.

Per ciascun gruppo di esempi di virtù viene trattato un argomento mariano, un episodio della Bibbia e uno del mondo classico.

Tra gli esempi che aprono e chiudono ciascuna cornice Dante ha la possibilità di dialogare con qualche anima. E’ qui ad esempio che troveremo due senesi: Provenzano Salvani (tra i superbi) e Sapia (tra gli invidiosi) dei quali vi racconterò in futuro.

Prima di accedere alla cornice successiva Dante incontra sempre un angelo che gli toglie una delle P che gli aveva impresso sulla fronte l’Angelo portinaio, in segno di avvenuta espiazione, e la citazione di una delle Beatitudini quasi come ulteriore strumento per contrastare il vizio.

***

A me questa architettura del Purgatorio è piaciuta moltissimo.

A questo punto riesco a ricollegarmi a quel ‘filo conduttore’ di cui vi ho parlato all’inizio, ricordate? Siena Civitas Virginis? e cioè: Siena è legata storicamente alla Madonna alla quale si è rivolta sempre in caso di necessità come ad esempio ricordano le scene di Vico Consorti rappresentate nelle formelle della Porta del Perdono (Porta della Riconoscenza) del Duomo e quindi ho deciso di scegliere un’opera d’arte senese per ciascuno dei sette esempi di virtù di argomento mariano.

Accanto ad ogni immagine insieme alla virtù cristiana troverete il corrispettivo della virtù pagana ricavata dagli esempi che Dante propone, una breve frase che allude a ciò che ha richiamato in me e la Beatitudine citata da Dante a conclusione del giro in ogni cornice. Vi piace? spero di sì.

Ecco allora l’itinerario illustrativo attraverso la Pinacoteca e il Museo dell’Opera del Duomo di Siena.

Siena, Pinacoteca: Annunciazione, Ambrogio Lorenzetti

 

 

I CORNICE: i Superbi

Umiltà – Giustizia
o dell’assenza dell’ego
attraverso la meditazione

Annunciazione: Ecce ancilla Dei
Ambrogio Lorenzetti
Siena, Pinacoteca

Beati i poveri in spirito.

Siena, Pinacoteca: Nozze di Cana, Pietro di Francesco degli Orioli

 

II CORNICE: gli Invidiosi

Carità – Amicizia
o della gentilezza
nel donare con gratitudine

Nozze di Cana: intervento di Cristo dopo l’amoroso e sollecito intervento della Madonna ‘non hanno vino’
Pietro di Francesco degli Orioli
Siena, Pinacoteca

Beati i misericordiosi.
Siena, Museo dell'Opera: Gesù tra i dottori del tempio, Duccio di Buoninsegna

III CORNICE: gli Iracondi

Mansuetudine – Equanimità
o dell’osservatore esterno
che permette di ‘scegliere’ anziché ‘reagire’

Ritrovamento di Gesù nel tempio mentre discute tra i dottori: accorato affetto di una madre per il figlio
Duccio di Buoninsegna
Siena, Museo dell’Opera

 

Beati i pacifici che sono privi dell’irragionevolezza.

Siena, Pinacoteca: Visitazione, Pietro di Francesco degli Orioli

 

IV CORNICE: gli Accidiosi

Sollecitudine
o della consapevolezza
che permette di essere nel qui e ora

Visitazione: Maria va a trovare la cugina Elisabetta appena ha saputo che è incinta
Pietro di Francesco degli Orioli
Siena, Pinacoteca

 

Beati quelli che piangono perché avranno le loro anime piene di consolazione.

Siena, Pinacoteca: Nascita di Gesù in una mangiatoia, Taddeo di Bartolo

 

V CORNICE: gli Avari e Prodighi

Temperanza –  Rettitudine
o dell’equanimità
dando uguale valore alle cose

Natività: accettazione della povertà. La Vergine partorì in una grotta e depose il figlio in una mangiatoia
Taddeo di Bartolo
Siena, Pinacoteca

Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati.

Siena, Museo dell'Opera: Nozze di Cana, Duccio di Buoninsegna

 

 

VI CORNICE: i Golosi

Sobrietà – Temperanza

Nozze di Cana: Maria pensava più a rendere decorose e complete le Nozze che alla sua bocca
Duccio di Buoninsegna
Siena, Museo dell’Opera

Beati quelli ai quali splende tanta grazia che il piacere della gola non eccita nel loro petto un desiderio eccessivo provando sempre fame soltanto di giustizia.

Siena, Pinacoteca: Annunciazione, scultore degli inizi del Trecento

 

 

 

VII CORNICE: i Lussuriosi

Castità

Annunciazione: Non conosco uomo
Scultore del Trecento
Siena, Pinacoteca

Beati i puri di cuore.

Ho ben chiaro che il Poema di Dante racconta il cammino spirituale di un cristiano e che i miei collegamenti possono apparire un tantino ‘zen’; ma, vedete, Dante ha messo delle anime pagane anche nel Purgatorio e nel Paradiso primo perché solo Dio sa cosa c’è nel cuore di ogni uomo e la sua misura non è la nostra, secondo perché questi uomini vissuti prima della venuta di Cristo avevano vissuto secondo la ragione naturale improntata alle virtù morali della prudenza, giustizia, fortezza e temperanza sulle quali credo il consenso possa essere ampio.

Nell’Inferno di Dante il perseguimento della fama era una delle più nobili mete da raggiungere in contrapposizione all’ignavia di chi si abbandona ad una vita senza ideali; nel Purgatorio il ‘tutto è vanità e inutile affanno difronte all’eterno’ vuol dire che la gloria terrena è negata come valore assoluto ed eterno.

Per cui, come dire? C’è posto per tutti quindi anche per me. Certo, io non posso dire che la Rivelazione non mi abbia raggiunto ma ho scelto il libero arbitrio.

Come mai ho subito il fascino di questa ‘ascensione’, allora? perché mira al raggiungimento dell’obiettivo massimo per l’uomo: l’amore, che per il cristiano coincide con Dio ma…

“Ciascun confusamente un bene apprende
nel qual si queti l’animo, e disira,
per che di giugner lui ciascun contende”
(Purgatorio XVII, 127-129)

Ognuno di noi prima o poi lo scopre a cosa corrisponde quel ‘bene’ per se.

E poi perché gli ostacoli al raggiungimento di tale obiettivo, i vizi, se pur nel Purgatorio risolti in rapporto a Dio, sono gli ostacoli con i quali si trova a fare i conti anche il non cristiano in ‘lotta interiore’ tra un ‘meglio un giorno da leone che cento da pecora’ e un ‘il troppo storpia’.

Un esempio? se mangio troppo sto male – anche se Dante nella cornice dei golosi oltre che all’abbondanza di cibo si riferisce anche alla sua ‘soavità’ quindi alla ricerca di cibi diremo noi oggi ‘sofisticati al palato’ – e la capacità di discernimento ne risente e di questa abbiamo bisogno. Forse succede anche se conduco una vita lussuriosa? forse anche la troppa virtù è sbagliata? dipende dal fine, credo; che ognuno di noi decide per il suo benessere.

La verità comunque sta nel mezzo; così dicono!

2 pensieri su “Il Purgatorio di Dante e Siena Civitas Virginis

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