Il pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena

Pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena

Grazie alla visita guidata con il professor Alessandro Bagnoli per la serie di conferenze intitolata Risvegli d’Arte proposta dall’Opera della Metropolitana di Siena oggi condivido con voi gli appunti che ho preso durante la visita. Gli appunti non sono stati rivisti dall’autore, ci tengo a precisarlo.

La prima cosa che ho imparato grazie a questa visita è che lo splendido monumento all’interno del Duomo di Siena qual è il ‘pulpito’ di Nicola Pisano in realtà è un ‘ambone’.

Il pulpito infatti è il luogo dove si fanno le prediche; l’ambone invece è il luogo destinato alla proclamazione della parola di Dio come per l’appunto questo di Nicola.

Gli amboni di solito si trovano lungo la navata destra ed infatti l’ambone di Nicola Pisano nel Duomo di Siena in principio era a destra. Nel Cinquecento è stato spostato dove lo vediamo attualmente.

L’altare si trovava nel mezzo della cupola in quanto la parte dove attualmente sorge l’altare, all’epoca di Nicola non esisteva ancora. Intorno c’era una cancellata e all’interno la Maestà di Duccio di Buoninsegna.

A testimonianza di ciò abbiamo una copertina di gabella del 1483 con la raffigurazione dell’Offerta delle chiavi della città alla Madonna custodita nel Museo delle Biccherne all’interno dell’Archivio di Stato di Siena dove è rappresentato l’interno del Duomo.

Archivio di Stato di Siena, biccherna n. 41: Offerta delle chiavi dell città alla Vergine

C’è un’indicazione precisa nella raffigurazione; l’ambone di Nicola infatti è coperto da una tenda (nella foto più o meno in alto a sinistra) sia per manutenzione sia per rispetto. La tenda veniva scoperta solo in occasione delle celebrazioni.

Nicola Pisano insieme a Giovanni Pisano, suo figlio, Arnolfo di Cambio e Lapo realizzò l’ambone per il Duomo di Siena in tre anni, dal 1265 al 1268.

La novità assoluta di questo ambone sta nell’umanità rappresentata in maniera viva.

Nicola diventa l’architetto principale del Duomo gotico di Siena soprattutto per quanto riguarda le grandi sculture della facciata; quindi il suo lavoro non è limitato all’ambone.

Ma andiamo con ordine.

L’ambone di Nicola, come tutti gli gli amboni, era dotato di due leggii, ciascuno dei quali destinato ad accogliere i testi dell’antico e nuovo testamento. In corrispondenza di uno c’era il tetramorfo con i quattro evangelisti e in corrispondenza dell’altro San Paolo con due discepoli.

L’ambone di Nicola è stato evidentemente manomesso; infatti San Paolo e i due discepoli ci sono ma manca il leggio.

La lettura dell’ambone di Nicola Pisano inizia attualmente dalla parte posteriore, accanto alla scala.

Pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena

L’attuale scala non ha a che fare con l’ambone di Nicola Pisano. C’è una scritta che riporta l’anno, 1543, in cui è stata messa al posto di quella precedente che non si sa com’era, nemmeno se era di legno o di marmo

La bellissima struttura della scala ci fa vedere la scultura ornata del periodo. Sembra un ricamo; è virtuosistica, pittorica. Sembra voler riprodurre dei bassorilievi a cammeo.  La parte scura è trattata e patinata perché dia risalto al rilievo.

La scala ha portato a sacrificare parti dell’ambone di Nicola come ad esempio la Madonna Annunciata senza l’Angelo annunciante che non c’è e che tra l’altro si trova, senza testa e senza piedi, a Berlino.

Nicola Pisano: Angelo Annunciante del pulpito Duomo di Siena

Natività

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Natività

Dall’Annunciazione fatta da figure grandi, il primo pannello a destra ci mostra l’infanzia di Cristo sia come raccontata nei vangeli canonici che apocrifi, quelli non riconosciuti dalla Chiesa e che offrono aneddoti piacevoli nel racconto come ad esempio la presenza del bue e l’asinello nella Natività.

Nell’ambone del Duomo di Siena Nicola dimostra una capacità narrativa straordinaria e dimostra anche la sua conoscenza  della statuaria antica che aveva potuto vedere a Pisa soprattutto nei grandi sarcofagi.

L’elemento di novità rispetto ad altri come ad esempio l’ambone di Guido Bigarelli di metà Duecento per la Chiesa di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia (prossima foto) è il modo costipato ed efficace con il quale Nicola dà il senso del movimento e del procedere dell’azione nelle sue rappresentazioni.

Pulpito di Guido Bigarelli nella Chiesa di San Bartolomeo in Pantano a Pistoia

Nella prima scena, la Natività, la Vergine sdraiata richiama l’iconografia antica; l’episodio dei pastori ha un carattere ornamentale nelle pecore e nelle capre.

Gli artisti contemporanei non capirono la novità di Nicola. La cultura che anima gli affreschi della Cripta sotto il Duomo infatti è ancora molto lontana da Nicola.

Nicola esprime una visione realistica moderna e al contempo classica.

Negli anni sessanta del Duecento l’arte ‘guida’ è la scultura e non la pittura. La scultura di Nicola è sintesi di classicismo e modernità come capacità di rappresentare il reale, caratteristiche che si trovano nella scultura francese e tedesca delle cattedrali gotiche e non in Italia.

Come le ha conosciute allora? Forse da piccole opere transitate in Italia invece di un viaggio; ma non si può sapere.

Tornando alla prima scena, la Natività, essa condensa tre momenti della nascita di Cristo: la Visitazione di Maria a Elisabetta, Gesù nella mangiatoia con il bue e l’asinello e i pastori con le pecore, la Vergine distesa mentre guarda le levatrici che fanno il bagno a Gesù.

San Paolo e due discepoli (figura angolare)

La prima figura angolare che troviamo tra un pannello e l’altro è quella di San Paolo e due discepoli in corrispondenza dei quali doveva esserci l’altro leggio. Si intuisce che le figure dei discepoli sono state rimaneggiate nel rimontaggio dell’ambone e che, per le loro dimensioni, dovevano avere un aggetto maggiore.

Adorazione dei Magi

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Adorazione dei Magi

La scena seguente è quella dell’Adorazione dei Magi. In questa scena l’interesse di Nicola è ornativa relativamente al viaggio dei Magi. C’è la cavalcata da lontano, ci sono i levrieri, altri cani, i servitori neri sui cammelli diversificati dai Magi che sono sui cavalli; cavalli che sembrano citazioni romane.

Madonna (figura angolare)

In alto a destra c’è la Madonna che porge Gesù all’adorazione dei Magi; ma anche la figura angolare successiva è una Madonna e questa ripetizione così ravvicinata è strana. Forse quella angolare non si trovava qui in origine.

Questo particolare ci dimostra come sia andato perduto il rapporto tra le storie e le figure angolari come pensate da Nicola e gli ispiratori teologici ovvero i canonici della cattedrale.

Presentazione al Tempio

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Presentazione al Tempio

La scena successiva mostra la Presentazione al Tempio. Vediamo Giuseppe e Maria e il vecchio Simeone che accoglie il bambino. Da notare la posizione trasversale del bambino che Ambrogio Lorenzetti riprenderà per le sue Madonne con Bambino. La profetessa Anna (la vecchia che guarda la scena e che fa la profezia in quel momento), Giuseppe addormentato a cui fa visita in sogno un angelo, la Fuga in Egitto e, in alto a destra, Erode e i suoi figli che pensano alla Strage degli Innocenti.

Angeli tubicini (figure angolari)

La presenza della scultura angolare successiva non ha senso in quanto subito dopo c’è la Strage degli innocenti e si tratta di Angeli tubicini; si deduce dalle gote gonfie in quanto le tube si sono rotte.

Strage degli Innocenti

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Strage degli Innocenti

Nella Strage degli innocenti è evidente l’amore di Nicola per la scultura antica come ad esempio quella delle scene di battaglia in alcuni sarcofagi in quanto troviamo lo stesso senso dell’horror  vacui.

Nicola riprende il meglio della cultura antica e della modernità gotica. Ha la capacità di rappresentare i sentimenti come ad esempio si evince dalla donna che si strappa i capelli, raffigurazione di dolore che ritroveremo negli angioletti di Giotto e anche ad esempio nella Crocifissione di Pietro Lorenzetti nella Basilica di San Francesco a Siena.

Cristo (figura angolare)

Nella scultura angolare successiva Nicola dimostra la sua capacità di esprimere concetti complessi dal punto di vista teologico. Riesce a rappresentare un concetto astratto in figura.  Si tratta del Cristo da cui nasce un tralcio che si dipana e che fa una specie di ornato sulla quale ci sono delle figure.

E’ la rappresentazione del Cristo da cui discende la Chiesa. Si può individuare San Francesco tra le figure.  Cristo schiaccia il diavolo e sul piede che schiaccia la testa c’è una minuscola parte di colore individuata durante il recente restauro il che vuol dire che tutto l’ambone era colorato. La pittura si è persa perché qualcuno l’ha tolta forse nel Cinquecento quando l’ambone è stato spostato. Sopra al Cristo è rappresentato Dio padre (la mano) e lo Spirito Santo (la colomba).

Crocifissione

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Crocifissione

La scena successiva è la Crocifissione ed è quella che forse ha impressionato di più gli artisti della Cripta sotto il Duomo.

Cristo non è rappresentato con il ventre arcuato come quello di Cimabue, la croce è fatta di rami d’albero e i piedi sono uno sopra l’altro. Inoltre c’è lo svenimento della Madonna, il pianto delle Marie, il pianto di Giovanni, un  Angelo in alto a sinistra che sostiene una figura femminile che porta un tempio (rappresenta la Chiesa) e un Angelo in alto a destra che allontana una donna vecchia (rappresenta la Sinagoga).

Evangelista (figura angolare)

La figura angolare successiva è un Evangelista dopodiché c’è il Giudizio Universale che occupa gli ultimi due pannelli con i beati da una parte e i dannati dall’altro e al centro Cristo giudice.

Giudizio Universale: gli eletti

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Giudizio Universale

Le scene sono in stretta relazione con le raffigurazione dei sarcofagi.

Giudizio Universale: i dannati

Pulpito di Nicola Pisano a Siena: Giudizio Universale

Da notare l’espressione drammatica dei dannati, i profeti e gli angeli che hanno le dita intrecciate ad indicare una discussione teologica di cui si stanno elencando le argomentazioni (era il modo per rappresentare un dibattito). Non c’è gerarchia tra i dannati.

In alto a destra c’è un diavolo che getta, come se fosse un sacco, la donna che ha sulle spalle verso la bocca di un altro diavolo. Troviamo un altro gruppo di angeli tubicini che qui hanno senso proprio perché si tratta del giudizio universale. Le tube sono quasi complete e con un po’ di colore.

Al di sotto del leggio ci sono le virtù accompagnate dai profeti. Anche queste in parte sono state spostate. I capitelli sono quelli tipici gotici cistercensi. Ricordiamo infatti che i monaci di San Galgano, cistercensi, sono stati anche operai del Duomo.

Nella parte bassa ci sono i soliti leoni e leonesse perché sono tipici delle strutture gotiche e romaniche.

Danni a seguito del rimontaggio del Cinquecento:  si è perso il valore didattico dell’ambone; infatti è stato eliminato un leggio, sono stati scambiati  degli elementi, nella strage degli innocenti  ad esempio la figura di Erode è incastrata nella cornice sopra perché hanno dovuto ridurre le dimensioni originali dell’ambone sia in altezza che in larghezza per la nuova collocazione e quindi le figure sono costipate, affogate nella struttura del pulpito. Anche l’aquila stessa sotto il leggio è costipata; le sue piume infatti sono incastrate dentro.

Perché l’ambone di Nicola Pisano si trovava in posizione diversa da oggi?

Finita la lezione sull’ambone di Nicola Pisano ci siamo spostati tutti sotto la cupola per individuare la sua posizione originaria e per l’ultima ‘chicca’ di questa lezione di Alessandro Bagnoli che in realtà sapevo già ma mi è piaciuto risentire da lui e cioè la scoperta che la posizione dell’ambone di Nicola Pisano non era per niente casuale ma teneva conto del contesto. Era stata prevista prima che fosse realizzato l’ambone.

Da cosa è stato dedotto? Dal fatto che si trovasse in direzione dell’unica trifora del tamburo con quattro teste in cima alle colonnine che rappresentano le quattro popolazioni conosciute all’epoca. Da sotto è difficile vederle, forse facendo il percorso della Porta del Cielo si vede meglio. Comunque, fidatevi (ho visto le foto portate da Alessandro Bagnoli), da sinistra a destra troviamo: un uomo ero, un giovane con fascia tra i capelli quindi proveniente dal nord,  una specie di ‘Giove’ quindi proveniente dall’Oriente e un uomo con una cuffietta quindi contemporaneo.

Fino al 1980 queste figure erano ignote!

Se quelle teste stanno lì e il pulpito era lì nel mezzo ci doveva essere un rapporto diretto.

Questo rapporto tra l’ambone e le teste in quell’unica trifora indica l’alto significato teologico che hanno voluto i canonici e cioè la proclamazione della parola di Dio a tutto il mondo.

Lo spostamento dell’ambone ha fatto perdere questo significato della teologia cristiana.

In conclusione, tutto questo vuol dire che Nicola Pisano era coinvolto nella costruzione del Duomo di Siena ben prima della realizzazione dell’ambone. La parte della cupola venne costruita negli anni cinquanta del Duecento e Nicola scolpì prima le facce sui capitelli e poi l’ambone quindi si tratta di un programma definito che si realizza in varie tappe.

Foto credits:
– copertina di gabella da qui
– scene singole del pulpito di Nicola Pisano da qui, prima del restauro conservativo ultimato nel 2018
– pulpito di Guido Bigarelli a Pistoia da qui
– angelo annunciante a Berlino da qui

4 pensieri su “Il pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena

  1. Alfonsa

    Grazie di cuore. Interessantissimo. Desideravo proprio una lettura come questa del pulpito ops! dell’ambone di Nicola Pisano. Grazie.

    Rispondi

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