Il Diario della Gratitudine e l’Eutirox

Il Diario della Gratitudine

A volte – confesso – penso che certe esperienze occorra ‘farle’ senza necessariamente ‘raccontarle’, soprattutto quelle che riguardano la crescita personale.

A volte – per fortuna – realizzo che se qualcun altro non avesse scritto dell’argomento ‘Vipassana’ portando la sua esperienza personale, ad esempio,  io mi sarei persa qualcosa che si è rivelata preziosa per me.

È per questo che oggi voglio parlarvi di un’altra cosa che si sta rivelando preziosa per me e cioè del mio ‘incontro’ con il Diario della Gratitudine avvenuto qualche mese fa e del perché ho tirato in ballo l’Eutirox nel titolo del post. Magari potrebbe rivelarsi altrettanto prezioso per qualcuno di voi, chissà!

Su internet, lo sappiamo, si trova di tutto, anche cose utili.

Voglio infatti ringraziare il gruppo Facebook Adotta 1 blogger  in cui è stato adottato il post Il diario della gratitudine perché questo post è stato il ‘gancio’ che mi ha permesso di conoscere il libro Dire, Fare… Ringraziare di Assunto Corbo e di conseguenza il Diario della Gratitudine.

Forse ne avevo già sentito parlare ma questa volta ho voluto approfondire nonostante la mia prima reazione sia stata Amina, un altro libro di crescita personale, no! Piuttosto metti in pratica quello che hai letto fino ad ora.

Ammetto che sono ‘grata’ a me stessa per non aver dato retta alla mia parte razionale e di aver proceduto con l’acquisto su Amazon.

Dire, Fare... Ringraziare di Assunta Corbo

Il libro ha una scrittura semplice, parte dall’esperienza personale dell’autrice, la giornalista Assunta Corbo, che ha trasformato la gratitudine nella sua missione perché – ne è convinta Assunta – la gratitudine si può allenare  e ‘non è la felicità che ti rende grato ma la gratitudine che ti rende felice’. E chi non vuole essere felice, aggiungo io? Credo che ognuno di noi voglia esserlo  e si adoperi per questo.

La cosa ‘ganza’ come si dice in Toscana di Dire, Fare…  Ringraziare è che ci sono anche gli esercizi e le indicazioni per poter iniziare subito a scrivere il proprio Diario della Gratitudine.

Io l’ho iniziato il 22 maggio il mio Diario della Gratitudine.

Solo successivamente mi sono accorta che si trattava di una data importante. Si celebra Santa Rita da Cascia, la Santa dei ‘miracoli impossibili’ e, che siamo credenti o no, leggere la sua storia non lascia indifferenti.  Cosa c’entra tutto questo con me? C’entra che mi sarei dovuta chiamare Rita. Che poi è capitato che la mia nonna materna venisse a mancare prima della mia nascita e che i miei genitori l’abbiano voluta ricordare dandomi il suo nome che- detto per inciso – a me piace moltissimo. Rita mi è stato dato come secondo nome così avrei avuto anch’io un onomastico da festeggiare 😉

Riprendendo il discorso sul Diario della Gratitudine, dopo aver letto il libro di Assunta ho scelto un quaderno e ho iniziato a scrivere il mio di Diario; ogni giorno ho scritto cinque cose per le quali ero grata. Tanta roba, credetemi.

Può sembrare un’attività banale e semplice oppure stimolante e impegnativa. Per me si è rivelato essere la seconda.

Faccio un passo indietro per dire che avevo già fatto una prima esperienza simile qualche anno fa partecipando a #100happydays in cui ogni giorno per 100 giorni ho pubblicato una foto su Instagram e sulla pagina facebook di My Day Worth di una cosa per cui quel giorno ero grata.

Ad invitarmi era stata Alessandra Pagani del blog unalettrice, promotrice della sfida in Italia.

Ricordo che per me fu veramente una sfida trovare ogni giorno ‘una’ cosa per cui essere grata.

Ho fatto fatica, lo ammetto, e il fatto di doverlo condividere pubblicamente mi metteva in imbarazzo quasi che io volessi mettermi in mostra ostentando una felicità spesso mancante del fattore ‘entusiasmo’. C’era determinazione ma non entusiasmo come sensazione, ecco, riassumiamola così. Capitava anche di essere grata per un qualcosa di significativo ma che non avrei mai condiviso pubblicamente per pudore e quindi, cosa facevo? sceglievo un ‘surrogato’ di gratitudine della giornata che però fosse pubblicabile. Alla fine però mi sono detta Amina, rilassati! e poi Alessandra è stata preziosa con i suoi consigli. Infatti non mancava mai di ricordarci di avere a cura la nostra privacy.

Sono arrivata fino in fondo ai cento giorni e non posso non riconoscere che qualche semino in me quella esperienza l’ha piantato ma evidentemente, lo capisco ora, avevo bisogno di qualcosa di più strutturato perché fosse realmente efficace per me.

Sempre in tema di ‘gratitudine non espressa’ avevo un’altra situazione che volevo risolvere.

Durante gli stage di Yoga capitava che Silvia, la mia insegnante, ci proponesse un gioco a tempo e cioè di condividere con il vicino di tappetino le cose che ci rendevano grati. Ecco, io mi sentivo sempre in difficoltà perché mi sembrava banale dire ‘la famiglia, gli amici, il lavoro, la mia casa’ ad esempio; e invece mi sbagliavo di grosso; ma in senso lato anche no, perché la gratitudine va alimentata anche attraverso le novità, ho scoperto grazie ad Assunta. Un po’ come il sottotitolo del mio blog. Mi piace questo filo rosso.

Assunta mi ha condotta per mano attraverso il sul libro, il suo blog thatsgoodnewsblog, la sua newsletter e, ultimo in ordine di tempo, il suo Corso online 21 giorni di diario della gratitudine (fantastico!).

Ho accolto ogni giorno le ‘ispirazioni’ proposte da Assunta per compilare il Diario della Gratitudine e mi si è aperto un mondo. È stato un vero e proprio viaggio che mi ha permesso di scoprire nuovi punti di vista ed essere autenticamente grata, vibrazione positiva inclusa 🙂

Alla fine del corso ho avuto questa intuizione e cioè che la gratitudine per me è come l’Eutirox per la mia tiroide.

Mi spiego meglio.

In un podcast su spreaker.com Assunta ha detto che ‘siamo grati quando nel cuore abbiamo amore, compassione, umiltà, gioia, cura’ e anche che ‘possiamo allenare la gratitudine’. Quindi, come dire? se mi alleno ad essere grata, naturalmente il mio cuore si riempirà di tutto il resto e ‘tutto il resto’ mi interessa molto.

E cosa c’entra l’Eutirox? C’entra nel senso che quando nel lontano 1992 fui ricoverata in Ospedale per un mese (e che ospedale! il Santa Maria della Scala di Siena oggi Complesso Museale) e la professionalissima Dott.ssa Bruna Marchi mi rivoltò come un calzino finché non arrivò alla diagnosi di ipotiroidismo, sapete quale cura mi prescrisse? una pasticca al giorno di Eutirox, a vita, e grazie a questa unica pasticca le diverse carenze che il mio corpo presentava al momento del ricovero si ricomposero quasi per magia, ai miei occhi, senza bisogno di ricorrere ad altri farmaci specifici.

Allo stesso modo, mi sembra che allenandomi ogni giorno alla gratitudine io possa ottenere quasi per effetto domino anche il ‘resto’.

Io non so se qualcuno di voi che mi legge si trova in un momento in cui l’allenamento alla gratitudine attraverso il Diario della Gratitudine potrebbe essere d’aiuto nella ricerca del proprio benessere. Se così fosse, lasciate ogni indugio e seguite Assunta sui Social e sul suo blog e magari iniziate dalla proposta che vi ispira di più.

Assunta organizza anche delle giornate esperienziali di Great-Attitude. Mi piacerebbe partecipare ad una di queste giornate appena mi sarà possibile.

Intanto, per avere un assaggio di ‘come’ si scrive un Diario della Gratitudine, condivido qui il video che Assunta ha realizzato con i 10 consigli per tenere il Diario della Gratitudine e farne un’abitudine felice ed efficace.

Ho voluto ‘scrivere’ dopo aver ‘fatto’.

Il Corso online 21 giorni di diario della gratitudine infatti è iniziato il 3 luglio ed è finito ieri, 23 luglio, e volutamente non mi sono iscritta al gruppo Facebook creato da Assunta come supporto a chi partecipa al corso non per spocchia ma perché non volevo essere condizionata su cosa scrivere e volevo essere il più autentica possibile con me stessa. Magari ad altri invece è stato di aiuto.

In privato ad Assunta ho fatto sapere come stava andando per me il corso e l’ho ringraziata. Oggi voglio ringraziare Assunta Corbo pubblicamente con questo post perché trovo che la sua missione sia fantastica e mi piace l’entusiasmo e il realismo con i quali la porta avanti.

Sfoglio il mio Diario della Gratitudine iniziato il 22 maggio e mi è evidente come si sia arricchito e ‘popolato’ di persone e la cosa ha sorpreso me stessa.

Continuerò a tenerlo perché ci sono degli esercizi proposti nel Corso che sono ancora aperti e perché è diventato un bel rituale questo appuntamento che mi insegna a cambiare punto di vista e a vivere con gioia e determinazione ogni giorno.

Attenzione: a scanso di equivoci lo dico, non è che il punto di vista sulle cose che la gratitudine offre risolva per magia le situazioni in cui non ci sentiamo a nostro agio. Per quelle io personalmente continuerò a seguire le opzioni proposte da Eckhart Tolle: uscire dalla situazione, modificarla oppure  arrendersi ad essa e chissà che le cose non trovino da sole la strada giusta.

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