Il Cinghiale che uccise Liberty Valance

Il Cinghiale che uccise Liberty Valance

Da oggi su My Day Worth c’è una nuova categoria collegata ai libri: the Saba Sisters Readers 

Di cosa si tratta? di uno spazio che, sotto forma di intervista doppia, proporrà due punti di vista su un libro di autore contemporaneo o straniero che volta per volta io e mia sorella Paola, una lettrice ‘forte’ secondo me, leggeremo in contemporanea ma individualmente.

Il libro con il quale apriamo le danze è Il Cinghiale che uccise Liberty Valance di Giordano Meacci per la Minimum Fax  e candidato al Premio Strega 2016.

Prima di entrare nel vivo dell’intervista doppia, un breve riassunto della trama del romanzo direttamente dalla penna di Amina.

Meacci nel suo Il Cinghiale che uccise Liberty Valance ci propone una carrellata di vite degli altri attraverso lo sguardo di un testimone singolare, un cinghiale che, contrariamente a quanto si possa immaginare, frequenta non solo il suo habitat naturale – il bosco – ma anche le vie di Corsignano, il paese immaginario tra la Toscana e l’Umbria dove l’autore ha ambientato il suo romanzo. Siamo negli anni 1999 e 2000; ma non ci sono festeggiamenti straordinari per il capodanno del millennio. Sarebbe stato troppo scontato, credo.

Il cinghiale in questione non è un cinghiale qualunque ma è ‘il’ cinghiale Apperbohr (Cinghiarossa) ‘di ottanta chili e passa, riconoscibile dalla striscia rossa tra la cinghia sul collo e la linea bitorzoluta della spina dorsale’, che ha avuto una singolare ‘epifania’ in contemporanea ad una battuta del film western L’uomo che uccise Liberty Valance alla cui visione egli si trova ad assistere per caso.

All’improvviso ‘le cose gli cascano addosso’ perché comprende il linguaggio degli umani, gli ‘Alti sulle Zampe’ e… be, tutto diventa una scoperta.

E ora entriamo nel vivo dell’intervista doppia!

 1. La tua reazione all’incipit “Il respiro curvo del vento e l’asma ghiacciato degli ultimi dèi rimasti ci portano nel cuore pietroso di Corsignano”?
PAOLA
Sorpresa. L’incipit sembra la descrizione di un istante rubato all’Eternità, alla Storia, al Tempo.

AMINA
Non ho avuto il tempo di capire se mi era piaciuto o no tanto sono rimasta spiazzata da quell’asma al maschile. Ho quindi cercato su internet e sul sito della Treccani ho trovato conferma del fatto che la parola ‘asma’ si trova usata sia al maschile che al femminile e che l’oscillazione deriva dal fatto che tanto in greco quanto in latino ‘asma’ era di genere neutro e di solito le parole di genere neutro che l’italiano ha preso dalle lingue classiche hanno assunto il genere maschile.

Ho trovato anche un esempio illustre di utilizzo di asma al maschile e cioè Giacomo Leopardi che in una lettera al padre scrive ‘Sono stato assalito per la prima volta nella mia vita da un vero e legittimo asma che m’impedisce di camminare, il giacere e il dormire’ (Fonte Leopardi a cura di Iris Origo per la collana Ritratti di Castelvecchi Editore)

Superato questo momento quasi di imbarazzo e che però, ho capito dopo, era solo un ‘antipasto’ del linguaggio ricercato di Meacci, sono stata subito conquistata dalla location di sapore ancestrale dove si svolgeranno i fatti e cioè l’immaginaria Corsignano, paese di origini etrusche, posta al confine tra la Toscana e l’Umbria.

Scusate la lungaggine; ma volutamente non ho limato la risposta. Dovevo togliermi subito questo sassolino dalla scarpa.

2. Dai un voto alla trama e spiegalo.
PAOLA
7/10
Buono, poiché ben scritto ma diversi personaggi (e le relative storie) rimangono un po’ “appesi”, estranei e talvolta appaiono in esubero rispetto alla trama. Inoltre, ho trovato un po’ troppo insistente il richiamo ad immagini televisive e cinematografiche.

AMINA
8/10
Se si sceglie di leggere il romanzo seguendo l’ordine non cronologico proposto dall’autore bisogna superare le prime cinquanta pagine per capire qual è il clou della trama e questo può un attimo infastidire; ma la simpatia, tenerezza, empatia e quant’altro per Cinghiarossa e per le storie dei tanti personaggi del romanzo è comunque assicurata poiché alcune storie sembrano dei racconti indipendenti.

Scegliendo una lettura cronologica e quindi lineare si arriva abbastanza presto al dunque ma certo viene meno l’effetto dei salti temporali avanti e indietro voluto da Meacci e che certo richiedono una maggiore attenzione da parte del lettore.

3. Se la trama fosse un quadro, quale sarebbe?
PAOLA
Un quadro di Bruegel, il vecchio, uno di quelli in cui ogni volta che ci si posa lo sguardo si scopre un personaggio che la volta precedente non avevi notato.

AMINA
Un quadro di un artista fiammingo come ad esempio Danza nuziale all’aperto del 1610 di Pieter Brueghel il giovane. Questo tipo di episodio non è presente nel romanzo ma la caratterizzazione dei personaggi nel quadro di Brughel mi fa credere che sarebbe stato abilissimo nel rappresentare i personaggi che popolano Corsignano.

4. Lo stile è…
PAOLA
…scoppiettante, divertente, senz’altro originale.

AMINA
…colto, ricercato, impegnativo nel gestire tre ‘lingue’ diverse: quella dell’autore (l’italiano arricchito anche da parole onomatopeiche), quella dei corsignanesi (Il toscano), quella dei cinghiali (inventata di sana pianta con tanto di sintassi!).

5. Frase da citare
PAOLA
Una frase e poi un breve dialogo tra Walter e Fabrizio, mentre guardano per l’ennesima volta il film “L’uomo che uccise Liberty Valance”:

se si potesse dire amore in cinghialese: se si potesse dire amore in qualsiasi lingua”, la frase

– “Che uno sappia leggere e scrivere non è, in sé, un bene…
– “È un meglio, infatti…
– “Che è nemico del bene, come si sa…” , il dialogo (perché fa riflettere)

AMINA
Ho sottolineato moltissime frasi ma qui riporto la prima che mi ha colpito.

Durante il funerale di Agnese – uno dei capitoli più belli secondo me – mentre Amedeo (amante di Agnese in gioventù), Marcello, Mauro e Donato caricano la bara di Agnese:

Lui, Amedeo, suda nel fresco di lana grigio; è la seconda volta che lo indossa: è il primo a sinistra, la parte stretta dell’esagono irregolare che La contiene. Lei, Agnese.

L’ho trovato di una poeticità disarmante. Quel ‘La contiene’ quasi a enfatizzare la preziosità del carico da portare sulla spalla.

6. Il personaggio più amato e perché?
PAOLA
Antonia e la sua strampalata storia d’amore. Abbandonata all’alba delle nozze, riduce il proprio abito da sposa in centrini, tendine e tovagliette per uso domestico. Mi ha ricordato una delle tante donne che popolano la Macondo di Gabriel Garcia Marquez

AMINA
Mi sono piaciuti quasi tutti i personaggi ma dovendo nominarne uno ne nomino due e cioè uno per la categoria ‘Alti sulle Zampe’, le sorelle Traversari, esilaranti e commoventi al tempo stesso e uno per la categoria dei ‘rvrnn’, il cinghiale Apperbohr per l’intelligenza e sensibilità.

7. Il personaggio meno amato e perché?
PAOLA
Nessuno, in realtà… giusto l’avvocato Barbi, con le sue “protesi caratteriali”, per ciò che rappresenta, ovvero, la corruzione.

AMINA
Degli ‘Alti sulle Zampe’ l’avvocato usuraio Germano, per il ruolo che gli è stato affidato, e dei cinghiali Chraww-nisst (Musolindo) perché, non avendo per sua natura capacità intellettive, a domanda risponde sempre con un’altra domanda – la stessa – e invece di suscitare in me tenerezza come accadrebbe nei confronti di una persona autistica o affetta da Alzheimer, mi ha irritato parecchio.

8. Il finale è…
PAOLA
…commovente, per quanto questa parola possa significare qualcosa nel linguaggio cinghialese proposto dall’autore.

AMINA
…commovente e ha a che fare con l’amore.

9. Che ne pensi del titolo? E’ attinente?
PAOLA
Il titolo fa pensare a un “romanzo di frontiera” americano, stile McCarthy. In effetti, anche qui ci sono dei confini da valicare, conquistare o affrontare: quello tra intelligenza e istinto, bestialità e umanità, ricordo e oblio, tra ciò che crediamo di conoscere e ciò che conosciamo in realtà, tra il fatto e il “si dice”.

AMINA
Ancora non mi è chiaro!

Intendo dire che non ho trovato che la trama del romanzo fosse speculare al film western a cui fa riferimento il titolo del romanzo così come non ho trovato l’intercambiabilità dei ruoli tra John Wayne (che nel film uccide Liberty Valance) e Apperbohr a meno che l’interesse dell’autore non fosse focalizzato al momento dell’epifania, che per Il personaggio interpretato da James Stewart avviene per il tramite di John Wayne nel momento in cui questi lo libera dal peso di un omicidio che credeva di aver commesso e per Apperbohr nel momento in cui, assistendo alla scena del film, viene investito anche lui da una singolare epifania, quella delle ‘cose che gli cascano addosso’.

Mi piacerebbe chiederglielo all’autore visto che ho acquistato e visto anche il film.

10. Hai trovato parole che non conoscevi?
PAOLA
Direi di sì, ho imparato il cinghialese di Meacci!

AMINA
Tante, troppe nel senso che non mi piace leggere un libro e dover consultare spesso il vocabolario però ce l’ho fatta.

11. Ti ha ispirato un libro da leggere dopo questo?
PAOLA
Non un libro ma un racconto: “Colpo di pistola” ( o “Il duello”) di Puskin citato nel libro. E poi, naturalmente, la visione del film di John Ford – “L’uomo che uccise Liberty Valance”

AMINA
Sì, quel ‘grido verticale’ che è il De profundis di Oscar Wilde citato nel romanzo. Era già nella mia wish list e ora direi che è arrivato il momento di leggerlo.

12. A chi lo consiglieresti?
PAOLA
A chi non ha pregiudizi verso la letteratura italiana contemporanea, non si spaventa della mole del libro, apprezza la sperimentazione letteraria e conosce almeno un po’ la parlata toscana. Se poi si tratta di lettore nato tra gli anni ’60 e ’70, ancora meglio!

AMINA
Ai lettori ‘forti’ in senso positivo, agli Scratch Readers (chi sono? un gruppo di lettura virtuale capitanato da Maria Di Biase. Sono presenti su Facebook e su Twitter), a chi ha simpatia per le storie dove gli animali vengono umanizzati e a chi ha amato Infinite Jest di David Foster Wallace. Non certamente a chi si accosta per la prima volta alla lettura.

13. C’è una morale secondo te?
PAOLA
Che la vita continua, nonostante il dolore e la morte, che tu sia un animale o un “alto sulle zampe” ( cioè, un uomo in cinghialese)

AMINA
Le parole sono importanti ma non sono in grado di spiegare il significato dell’amore e del dolore, della vita e della morte.

14. Su quale supporto lo hai letto?
PAOLA
Cartaceo, naturalmente.

AMINA
eBook

15. Altro da aggiungere?
PAOLA
Si, vorrei segnalare il capitolo “17 luglio 1999”, quello incentrato sul funerale di Agnese, perché è un racconto vero e proprio, da antologia secondo me, e fornisce un’idea compiuta dello stile e del talento dell’autore.

AMINA
E di Corsignano? parliamone! La descrizione che Meacci ne fa è così particolareggiata che sembra quasi che lui la stia percorrendo mentre scrive e invece… è immaginaria. Io stavo già per proporre una gita fuori porta a mia sorella per percorre ‘la Scesa di Portarossa, e poi l’Arco del Passaggio, fino al digrado ghiaioso delle Fonti, gli sdrùccioli del Ruvello, e poi ancora su, e giù, veloci, ai greti orizzontali del Nardile.’  Galeotto nella mia convinzione del contrario anche la mappa che Meacci ha messo all’inizio del romanzo in cui mischia paesi reali e immaginai.

***

Per i più curiosi
L’idea della categoria the Saba Sisters Readers me l’ha ispirata la rubrica #2VociX1Libro, di Giuditta di Tempoxme e Patrizia di Leultime20, che seguo con molto entusiasmo dalle prime pubblicazioni e grazie alla quale ho scoperto un libro che poi ho letto e che mi è piaciuto moltissimo: Io confesso di Jaume Cabré.

So che Giuditta ama le commistioni per cui non potrà che essere anche lei entusiasta di questa mia iniziativa come spero lo sarà anche Patrizia <3

Ringraziamenti
Last but not least un ringraziamento particolare al nostro amico Roberto che ha realizzato il fumetto the Saba Sisters Readers ispirato ai personaggi Funko pop.

Siamo fantastiche, Rob; grazie!
Paola & Amina

***

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 E ora, se ci fate sapere come è andata questa ‘prima’, ci farà immensamente piacere 🙂

8 pensieri su “Il Cinghiale che uccise Liberty Valance

    1. amisaba Autore articolo

      Cristina, li ha scelti il nostro amico Roberto. Io gli avevo chiesto qualcosa che facesse pensare a me e a Paola come sorelle e il colore dei capelli è sicuramente determinante. Aspettiamo però che sia lui a dirci come mai gli sono venuti in mente proprio questi personaggi per illustrare the Saba Sisters Readers.

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  1. Rob

    Ho scelto due personaggi Funko pop, di cui ultimamente sono diventato fan accanito, che mi ricordassero le Sisters, senza alludere a quello che in realtà rappresentassero: Perché, non sono uguali? 😉
    E sì, Cristina, piace anche a me Big Bang Theory, specie Sheldon! 😀

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  2. Giusy

    Brave, brave…mi piace molto questa idea. Evviva le Saba sisters readers 🙂 Rob non poteva scegliere personaggi migliori per rappresentarvi: precise, precise :-*

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