I newyorkesi di Cathleen Schine

I newyorkesi di Cathleen Schine

I newyorkesi di Cathleen Schine per Oscar Mondadori.

Dalla quarta di copertina:

Al riparo dal traffico e dal trambusto cittadino dell’Upper West Side, vicino a Central Park, c’è un piccolo quartiere tranquillo, lontano dai grattaceli e dalle residenze importanti. E’ qui che vivono Jody, Polly, Simon, Everett e tanti altri. Uomini e donne diversi per età, cultura, professioni, sogni e delusioni, ma accomunati dal fatto di avere un amico: a quattro zampe. E così, complici le passeggiate con i loro cani, persone spesso sole, riservate, talvolta un po’ eccentriche, che mai si sarebbero incontrate altrimenti, si conoscono, stringono amicizia o si innamorano, a volte si lasciano. Tutto sullo sfondo di una New York magica e reale al tempo stesso che è la vera protagonista di questo romanzo raffinato e soffuso di lieve malinconia, una città alla quale la Schine dedica in queste pagine la sua più bella  lettera d’amore.

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Fa talmente caldo in questi giorni che non riesco a ‘pensare’. Dico sul serio. E allora, oltre a mangiare frutta e verdura, a bere tanta acqua come consigliano tutti e ad aver ceduto all’acquisto di un ventilatore (quello che fa da sfondo al libro nella foto), mi sto piano piano proiettando verso New York dove andrò ad Ottobre.

Prima però di buttare giù la tabella di marcia di tutto ciò che voglio fare e vedere, ho preferito iniziare dal romanzo che mi ha regalato mia sorella Paola a Natale: I newyorkesi di Cathleen Shine.

Un romanzo piacevole, anche per me che non amo circondarmi di cani o gatti.

Mentre lo leggevo, ho ‘percorso’ anch’io  alcune zone di New York citate nel romanzo aiutandomi con la mappa cartacea che ho in casa.

Quindi ad esempio ‘sono già stata’ a Madison Avenue, Battery Park, River Side Park, Columbus Avenue e ho visto la Statua della Libertà dalla finestra di un bellissimo appartamento a Brooklyn.

Le vicende dei personaggi si svolgono nell’arco di un anno solare iniziando da febbraio per arrivare al giorno de Ringraziamento e poco più in là.

Ecco cosa scrive la Shine di New York in autunno, quando è previsto che io la visiti:

Come sanno tutti che ne hanno goduto, un mattino di ottobre a New York è una ragione già di per sé sufficiente per vivere in questa città. A est si intravede un accenno di luce fra i palazzi, mentre sopra i tetti si forma un banco soffice e basso di nuvole argentate sovrastate da un pallido, lattiginoso e delicato spicchio di luna. A ovest il cielo è più scuro, palpitante. L’aria è fresca e pulita. Le finestre su entrambi i versanti sono ancora buie. I lampioni stradali sono gialli. Il mondo naturale, così spesso offuscato dalla città, sembra predominante, vivido, benigno.

Che dire? riesco a sopportare meglio la canicola di questi giorni pensando al ‘mattino’ che mi aspetta in autunno.

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