I luoghi a Siena della Battaglia di Montaperti

All’interno dell’iniziativa Le scoperte del giovedì a Siena è stato inserito un itinerario ad hoc con i luoghi della battaglia di Montaperti che il 4 settembre 1260 vide, per l’unica volta nella storia, i senesi vincere sui fiorentini.

Come già per gli itinerari nei Terzi di Siena, anche questa volta sono tornata di giorno nei luoghi del delitto per poter scattare delle foto con il mio inseparabile ipadmini e condividerle qui come spunto per chi desidera fare una visita diversa della città.

Prima del percorso la nostra guida, Martina Dei, ci ha ricordato che nel 1260 Piazza del Campo non era come la vediamo oggi; la sua configurazione attuale infatti risale al periodo del Governo dei Nove (1287-1355) che portò Siena al suo massimo splendore.

In mancanza quindi di una sede specifica come Palazzo Pubblico, il governo della città, affidato al Consiglio dei Ventiquattro, si riuniva nella Chiesa di San Cristoforo ed è da qui che è iniziato di fatto il nostro itinerario.

Più volte Martina ci ha rammentato che sulla battaglia di Montaperti  non esistono testimonianze scritte contemporanee tranne il libro dei Viari, conservato nell’archivio di stato di Firenze, che consiste in un insieme di scritture dei notai fiorentini sui preparativi della battaglia. L’inghippo è che, avendo vinto i senesi, il contenuto dei diari non va oltre il 3 settembre. Per il resto abbiamo solo testimonianze orali tramandate dalla tradizione popolare, a volte davvero incredibili, raccolte nero su bianco nel Quattrocento e oggetti che si suppone abbiano fatto parte del bottino di guerra.

Chiesa di San Cristoforo: fu in questa chiesa che il 2 settembre 1260 arrivarono due ambasciatori fiorentini con un ultimatum per i senesi al quale ultimatum i senesi replicarono, molto superbamente, che l’esercito senese avrebbe risposto in campo! Due giorni dopo vinsero la battaglia con l’aiuto dei cavalieri di re Manfredi. E qui, nella Chiesa di San Cristoforo fu portato il bottino di guerra della battaglia.

Chiostro della Chiesa di San Cristoforo: fu qui che Salimbene Salimbeni, membro del Consiglio dei Ventiquattro, portò 18.000 fiorini per sovvenzionare le spese della battaglia, soprattutto i soldati mercenari.

Castellare degli Ugurgeri: nell’antico castellare, contemporaneo alla battaglia di Montaperti, c’è una lapide moderna (vedi metà superiore della foto) in ricordo del nobile Giovanni Ugurgeri che morì in battaglia e le cui spoglie hanno avuto il privilegio di essere deposte nel Duomo di Siena. Le spoglie non ci sono più mentre c’è ancora la lastra tombale all’inizio della navata centrale del Duomo (vedi metà inferiore della foto).

Contrada del Leocorno: qui è conservata una piccola campana che, dicono, essere la martinella del carroccio fiorentino catturato durante la battaglia.

Chiesa di San Giorgio, campanile visto da una strada privata nei pressi di Piazza Santo Spirito: San Giorgio è il protettore dei cavalieri e re Manfredi, dopo la vittoria riportata in campo a Montaperti, fece restaurare la Chiesa che comunque ha subìto nel Settecento altri rimaneggiamenti come è ben visibile anche dalla facciata su Via Pantaneto. L’unico elemento originale rimasto è il campanile romanico nel quale si aprono 38 finestre in corrispondenza, secondo la tradizione, delle compagnie militari che presero parte alla battaglia.


Beato Agostino Novello: Matteo da Termini, meglio conosciuto appunto come Beato Agostino Novello, dopo essersi laureato in diritto civile ed ecclesiastico a Bologna, tornato a casa fu fatto Prefetto di Curia da re Manfredi. Morto il re nel 1266, Matteo divenne frate agostiniano e si trasferì a Siena, nell’eremo di Rosia. Era talmente riservato che nessuno sospettava minimamente della sua cultura finché non rappresentò la difesa dei monaci durante una controversia in cui a difendere la controparte c’era l’illustre Giacomo Pagliarese, compagno di studi di Matteo, che lo riconobbe subito. Da quel momento si può dire che frate Agostino fece carriera fino a quando non si dimise dall’incarico di superiore generale dell’Ordine e si ritirò a Siena dove rimase fino alla morte. Le sue spoglie vennero conservate nella Basilica di Sant’Agostino ma poi successivamente vennero donate ai suoi concittadini. In virtù dei miracoli attribuitigli dopo la morte fu nominato Beato. La pala qui riprodotta è stata realizzata da Simone Martini e si trova nella Pinacoteca di Siena. Le scene narrative laterali che riguardano alcuni miracoli fatti dal Beato hanno riscosso grande successo durante le #invasionidigitali!. Il legame con re Manfredi e con Siena spiega il motivo per cui la storia di frate Agostino è stata inserita all’interno di questo particolare itinerario dedicato alla battaglia di Montaperti.

Basilica dei Servi: all’interno è custodita la Madonna del Bordone dipinta dal fiorentino Coppo di Marcovaldo come riscatto della sua prigionia presso i senesi dopo la battaglia di Montaperti. ‘Bordone’ è detto del bastone dei pellegrini ai quali era dedicata la Cappella per la quale fu commissionato questo dipinto da parte dei frati Serviti, presenti a Siena da pochi anni prima. In un certo senso è come se i Serviti fossero stati intermediari per la liberazione di Coppo.

Merli ghibellini (a coda di rondine) di Palazzo Marescotti, oggi Palazzo Chigi Saracini: gli unici rimasti a Siena in ricordo dei figli del Conte Marescotti (4 oppure 8?) morti nella battaglia di Montaperti. Ringrazio la Pinacoteca di Siena che mi ha dato un biglietto gratis quando ho spiegato la mia necessità: fotografare il panorama dalla sala 26 perché, sempre durante le scoperte del giovedì, ho saputo che da lì i merli si vedono bene soprattutto in contrapposizione a quelli piatti che coronano la torre del Palazzo.

Duomo: appoggiati alle colonne della cupola ci sono due bastoni che la tradizione popolare ritiene essere le antenne del carroccio dei senesi nella battaglia di Montaperti.

Palazzo Chigi Saracinidalla torre del Palazzo il 4 settembre 1260 il tamburino Ceccolini fece la cronaca della battaglia di Montaperti fino ad annunciare la vittoria dei senesi sui fiorentini!

All’interno di Palazzo Chigi Saracini, oggi sede dell’Accademia Musicale Chigiana, la battaglia di Montaperti fu celebrata negli anni ’20 del secolo scorso dall’artista Arturo Viligiardi con un dipinto nel soffitto della Sala dei Concerti.

6 pensieri su “I luoghi a Siena della Battaglia di Montaperti

  1. Anonymous

    L’ultima foto e quella della Martinella io non le vedo, dipende da me oppure c’è qualche problema nel caricarle? Bel percorso…secondo me dovresti sfruttare questo filone storico artistico e proporre dei “pacchetti” agli appassionati di arte di tutto il mondo. Non scherzo!

    Tua sorella.

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    1. amisaba

      Paola, se non sbaglio tu usi Chrome. Prova con Internet Explorer o Mozilla. A me non dà alcun problema di visualizzazione. Per l’altra cosa ti ringrazio per la fiducia! Non possiamo fare i pacchetti come albergo; ma ho capito cosa intendi. Spero per me ma anche per i turisti che questa formula venga riproposta d’inverno con altri itinerari. La riuscita è assicurata già a livello locale; si può e si deve fare di più per coinvolgere ‘il mondo’ che intendi tu 🙂

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    1. amisaba

      Ciao Stella e grazie del commento! siamo in tanti ad essere appassionati di Siena e lo dimostra la partecipazione numerosa a queste iniziative che spero vengano proposte durante tutto l’anno. A presto!

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