I fratelli Karamazov, trent’anni dopo

I fratelli KaramazovLa lettura de I fratelli Karamazov di Dostoevskij (scritto nel 1879) a vent’anni fu una folgorazione; impossibile rimanere uguali dopo averlo letto. Mai avevo sentito parlare delle sfaccettature dell’animo umano come in questo romanzo; virtù e vizi senza censurare niente. Subito dopo lessi Delitto e castigo.

Ora mi sto avvicinando ai cinquanta e, galeotta la proposta di lettura di gruppo di Maria di Biase autrice del blog Scratchbook, l’ho ripreso in mano.

Per ora posso dirvi che lo leggo con più distacco. Diciamo che un po’ d’acqua sotto i ponti è passata ed ha plasmato la me di oggi; questo non mi impedisce però di riconoscergli tutta la sua potenza che oscura, a mio modestissimo parere, i romanzi scritti dallo stesso in precedenza alcuni dei quali ho letto recentemente come Memorie del sottosuolo, L’idiota, Il sosia. Sembrano quasi delle ‘esercitazioni’ non tanto a livello di scrittura quanto di conoscenza dell’animo umano in previsione, o a sua insaputa, del capolavoro della maturità.

Si va adagio nella lettura, circa ottanta pagine a settimana. La data prevista per il traguardo è il tredici dicembre; quindi c’è tutto il tempo per dedicarsi anche ad altre letture.

In questo post ospiterò le frasi che mi colpiscono ‘ora’; che anche se estrapolate hanno comunque un senso compiuto universalmente comprensibile.

Citazioni
“Fuggite la menzogna, qualunque menzogna, in particolare verso voi stessa. Sorvegliate la vostra menzogna e scrutatela a ogni ora, a ogni momento. Fuggite anche la schifiltà verso gli altri e verso di voi: ciò che nel vostro intimo vi sembra cattivo, per il solo fatto che l’avete scoperto in voi, si purifica. Schivate pure la paura, benché la paura non sia che la conseguenza di ogni menzogna.”
dal Libro secondo, capitolo IV: Una dama di poca fede.

2 pensieri su “I fratelli Karamazov, trent’anni dopo

  1. Paola

    Per me, non vengono oscurati i suoi lavori precedenti, è solo una progressione. Al contrario di Tolstoj che invece ha dato il meglio di sé all’inizio per poi pian piano declinare. Dice bene D’Avenia, l’opera di Dostoevskij è in salita, come l’inferno dantesco in cui sembra di scendere ma in realtà si sale 🙂
    Paola (tua sorella) .

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