Guido Bianconi a Siena: Tomba Nardi

Guido Bianconi: Tomba Nardi

Il gruppo marmoreo si trova nel Piazzale Centrale del Cimitero Monumentale della Misericordia di Siena con il numero 10, e rappresenta, come descrive l’epigrafe, il dolore della madre che piange il figlio defunto, sul quale un angelo stende il suo velo pietoso.

Un’immagine altrettanto struggente di quella della tomba di Gemma Raimondi, pur nel diverso rapporto tra le figure dolenti. Uguale è il dolore delle madri, una nel fiore della giovinezza  che accompagna nell’aldilà la figura indifesa del bambino, l’altra già in età matura che si congeda dal figlio adulto addormentato nel sonno eterno.

La capacità di Guido Bianconi di rendere nel marmo i rilievi più delicati emerge nella figura dell’angelo, che appare in un leggero bassorilievo al disopra delle due figure del figlio e della madre inginocchiata accanto a lui.

L’epigrafe, della quale non è noto l’autore, esprime tutto lo strazio della separazione:

Colei che vide la tua prima lacrima
l’ultima tua lacrima sulle labbra
or raccoglie. Ed il tuo dolore, o madre,
e la tua morte, o figlio, sotto il velo
immenso del pietoso angelo, vibran,
nel pianto, come una speranza sola.

L’opera venne collocata in sito nel mese di febbraio del 1910, e «Il Libero Cittadino» ne diede notizia con una breve segnalazione il 5 marzo.

Guido Bianconi: Tomba Nardi

Essa è firmata sul fianco destro della base, e con la firma è riportato anche l’indirizzo di via Bonsignore 9: era l’indirizzo dello studio di Leonardo Bistolfi, dove a quell’epoca Guido Bianconi ancora lavorava.

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Gianguido, nipote di Bianconi, mi ha fatto notare quel ‘cav.’ prima di ‘Bianconi’ nell’articolo sul Libero Cittadino. Mi ha detto che l’onorificenza gli era stata assegnata motu proprio del Re su proposta del Duca di Genova che aveva assistito, il 30 maggio 1909 a Vercelli, all’inaugurazione del monumento al Re Carlo Alberto, forse l’opera più impegnativa di Bianconi.

E’ un monumento abbastanza complesso, mi fa notare Gianguido. Si tratta di un obelisco (su una delle facce un tondo con il viso del Re), poi ci sono quattro grandi bassorilievi allegorici in marmo alla base (l’eroe sul campo di battaglia – il grido di libertà dopo lo Statuto – l’abdicazione – l’anima in esilio), e agli angoli quattro aquile in bronzo, delle quali una spezza le catene e ha la data 1848).

Gli ho chiesto se avesse delle foto e lui è stato generoso come sempre.

Vercelli: Monumento a Carlo Alberto di Guido Bianconi

Vercelli: Monumento a Carlo Alberto di Guido Bianconi

Vercelli: Monumento a Carlo Alberto di Guido Bianconi

Vercelli: Monumento a Carlo Alberto di Guido Bianconi

Vercelli: Monumento a Carlo Alberto di Guido Bianconi

Nella penultima immagine ritrovo l’impronta di Bianconi, quella che sto imparando a riconoscere grazie a Gianguido. Non sembra anche a voi, ad esempio, in quella figura che sfiora la guancia? Mi ha ricordato anche la composizione della Tomba di Ida Gianni.

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Bibliografia:
Memorie di famiglia e fotografie, tranne quella che apre il post, di Gianguido, nipote di Guido Bianconi.

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