Giulio Bianconi: un senese d’altri tempi

Giulio Bianconi: un senese d'altri tempiQuesta settimana, in concomitanza con la Festa Titolare* della Contrada del Drago a Siena, vi racconto di Giulio Bianconi, fratello dello scultore Guido Bianconi a cui ho dedicato diversi post sulle sue sculture presenti a Siena.

Anche questa volta il materiale mi è stato fornito dal loro nipote Gianguido, preziosa fonte; non ci resta quindi che andare alla scoperta di questo senese d’altri tempi, funzionario pubblico e contradaiolo che affidò per tempo la realizzazione del suo monumento sepolcrare al fratello scultore, giustamente.

***

Sepoltura e vita di un senese d’altri tempi: Giulio Bianconi

Guido Bianconi realizzò un grande bassorilievo in bronzo, raffigurante una coppia di sposi teneramente abbracciati. L’epigrafe che lo sormonta è un chiaro riferimento all’amore coniugale:

Concordi le anime in vita
congiunte nell’eterna quiete le spoglie
aspettiamo
secondo la divina promessa
le albe dei cieli
che non hanno tramonti

L’opera (che si trova nella sezione S. Elena, pavimenti numero 17 e 18) è firmata e porta la data “1929” nell’angolo inferiore sinistro: accanto al nome vi è l’indicazione “da Siena”, che non si ritrova in altre opere.

Giulio Bianconi: un senese d'altri tempiEssa venne realizzata su richiesta del fratello Giulio, che volle preparare la propria sepoltura in età ancora non troppo avanzata: ai piedi del bassorilievo si trovano infatti le lastre tombali sua e della consorte Giuseppa.

Giulio Bianconi: un senese d'altri tempiGiulio Bianconi: un senese d'altri tempiLa fotografia del bozzetto di questo bassorilievo reca sul margine inferiore la didascalia autografa ‘Sempre uniti in vita e in morte’ ed a destra la firma dell’autore.
Giulio Bianconi: un senese d'altri tempi

Il funzionario comunale

Giulio e Guido Bianconi furono il primo e l’ultimo di cinque figli, fra loro separati da dieci anni.

Giulio, che non apprezzò la scelta di Guido di dedicarsi all’arte, partecipò nel 1891 ad un concorso che lo fece entrare nell’amministrazione comunale di Siena come copista di seconda classe. Dimostrò buone qualità, tanto che la sua carriera fu rapida: nel giro di tre anni divenne ufficiale d’ordine, di seconda e poi di prima classe, e dopo altri cinque anni, nel 1899, venne nominato archivista.

La promozione a capo ufficio archivista venne pochi mesi dopo a seguito del pensionamento del suo diretto superiore, che era laureato, mentre Giulio aveva solo un titolo di scuola tecnica.

Nel 1902 egli divenne capo ufficio di prima classe e due anni dopo venne infine promosso capo dell’ufficio economato.

Durante la sua carriera di economo, ed in particolare tra il 1906 ed il 1920, i sindaci che si susseguirono alla guida del Comune gli affidarono vari incarichi temporanei di particolare delicatezza. Nel 1906 fu vice-segretario alla Segreteria Generale, e nello stesso anno anche segretario cassiere della Commissione visitatrice delle carceri. Nel 1915 fu cassiere del Comitato di soccorso per i danneggiati del terremoto della Marsica, magazziniere del grano occorrente al Comune durante la guerra, direttore del servizio di pagamento dei sussidi alle famiglie dei richiamati e infine cassiere del Comitato di soccorso per i danneggiati del terremoto che aveva colpito la Lunigiana e la Garfagnana.

In tutti questi incarichi egli ebbe numerosi riconoscimenti e voti di pubblico elogio.

Tra il 1911 ed il 1912 Giulio Bianconi venne incaricato con un collega di porre rimedio allo “stato di deplorevole disordine” rilevato nell’archivio degli atti comunali. I due infatti avevano “tenuto in modo lodevolissimo l’ufficio di archivisti” prima che si originasse la situazione di crisi.

Alla conclusione dei lavori il Segretario della Giunta elogiò i risultati raggiunti, e venne deliberata una ricompensa straordinaria per il lavoro di riordinamento.

Giulio Bianconi mantenne la sua posizione all’ufficio economato fino al pensionamento, che avvenne il 1° agosto 1924.

Il contradaiolo

Oltre che zelante servitore del Comune, Giulio Bianconi fu anche appassionato partecipe alla vita della Contrada nella quale era nato, quella del Drago.

Il primo incarico fu, nel 1866, quello di scrutatore in occasione delle votazioni per il rinnovo del Seggio, ma già l’anno successivo era Revisore del Bilancio. Diede prova del suo rigore morale proponendo che le spese per l’addobbo della Contrada in occasione della prossima visita dei Reali non fossero deliberate solo dal Seggio ma da un’apposita commissione.

Giulio Bianconi venne nuovamente chiamato alla carica di Revisore del Bilancio dell’anno 1900 (nel quale il Drago conquistò la vittoria nel Palio di Provenzano, il 2 luglio).

Nel 1934 venne nominato, all’unanimità, Consigliere del Seggio, e nel 1935 un’elezione parziale lo elesse Camerlingo, scelta poi confermata alle successive elezioni generali.

Pochi mesi dopo venne chiamato a far parte di una Commissione incaricata di “ricercare il locale per conferire un Circolo Ricreativo per i Contradaioli, adatto all’uopo e della minore spesa possibile”

La carica di Camerlingo gli venne confermata nel 1936, e come tale egli fece parte della Commissione di tre membri incaricata di stabilire la cifra da consegnare al Capitano della Contrada per l’imminente Palio dell’Assunta del 16 agosto, nel quale il Drago avrebbe conquistato la vittoria. Giulio Bianconi partecipò poi all’Assemblea del 20 agosto, e venne chiamato a far parte della Commissione per la Vittoria, incaricata della “raccolta delle elargizioni Pro Palio”.

Dai documenti conservati dalla Contrada risulta che egli fu iscritto tra i “protettori” per il suo contri-buto di 5 lire dal 1906 al 1912, e poi ancora nel 1935, quando abitava al numero 1 della via Sallu¬stio Bandini ed era indicato come “Cav. Giulio Bianconi”: l’onorificenza gli era stata verosimil¬mente concessa per le benemerenze acquisite con il suo lavoro presso il Comune. A quanto risulta lo stemma di famiglia (numero 188) venne collocato nella Chiesa della Contrada, dove però non lo si ritrova.

Il 10 aprile 1937 il Priore informò l’Assemblea che il Camerlingo Giulio Bianconi si era dimesso “per motivi di salute”.

Giulio Bianconi morì a Siena nel 1949, e conservò fino alla fine il suo atteggiamento di severa dirittura morale: i nipoti del fratello Guido, che gli fecero visita poco tempo prima, ricordano la sua ultima raccomandazione “Studiate, ragazzi, studiate!”.

***

*per saperne di più Festa Titolare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.