Gentilezza: tre indizi

Gentilezza: tre indizi. Nella foto: sorriso arcaico di Peplos Kore

Sono stata una settimana al mare.

È stata una possibilità inaspettata (leggete come mai qui); ma il mio ‘capo’ è differente e quindi lo ha reso possibile.

Grazie Gaia!

Sono stata a Pescara, come ogni anno; ma quest’anno sono andata più che altro a trovare mia mamma perché l’acqua del mare era inquinata e quindi non ho fatto mai il bagno, io che notoriamente sto sempre in mezzo all’acqua per prendere quell’abbronzatura uniforme che con le sole creme abbronzanti non mi riesce mai di prendere.

Mi sono rilassata, ho letto diversi libri, ho mangiato genuino, ho visto per intero e in diretta la cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Rio, ho meditato ogni giorno in quella che è stata la mia cameretta durante gli anni del Liceo e che è grande quasi quanto casa mia a Siena.

Insomma, sono tornata a Siena ritemprata.

Nel viaggio di ritorno, ripensando alla settimana appena trascorsa, mi sono accorta di aver fatto una bellissima esperienza di gentilezze ricevute.

Protagonisti di questi gesti di gentilezza sono stati la signora addetta ai servizi pubblici dell’autostazione Tiburtina, il mio parrucchiere di Pescara e un’artista senese.

Cosa hanno fatto di particolare?

La signora dei servizi pubblici non ha battuto ciglio quando le ho chiesto se poteva dare un’occhiata alla mia valigia mentre ero al gabinetto. Avrebbe potuto dirmi che ‘non si assumeva nessuna responsabilità’, che ‘c’è il deposito bagagli a pagamento’, che ‘se tutti le facessero la mia stessa richiesta, come farebbe?’ oppure che ‘non era pagata per questo’ o farmi capire che lo avrebbe fatto dietro compenso e invece niente di tutto questo. Mi ha detto un ‘sì’ immediato e incondizionato accompagnato da un sorriso.

Il mio parrucchiere di Pescara. Premessa: mi è preso un colpo quando ho visto tutto smantellato il locale dove aveva il Salone e che si trova sulla strada che faccio a piedi per andare al mare. Mi ero messa a cercarlo su Internet; ma senza successo. Poi, una mattina mentre andavo al mare, ho riconosciuto la sua voce. Cioè, qualcuno dalla strada salutava il fruttivendolo e dopo due secondi ho riconosciuto il mio parrucchiere, l’ho seguito e ho realizzato che si era spostato in un locale dall’altra parte del marciapiede…

Appena sono entrata per salutarlo e chiedergli quando sarei potuta andare mi ha riconosciuta subito; e dire che ci vado solo una volta all’anno, quando finisco la stagione al mare.

Per lui sono ‘la signora di Siena’. Ha una memoria fotografica e nonostante non fossi più nel suo data base – giustamente – si ricordava benissimo il colore del cachet che mi aveva fatto l’anno precedente e che tanto successo aveva riscosso tra le mie amiche.

L’artista senese della quale prossimamente pubblicherò un’intervista qui nel blog mi ha dimostrato gentilezza inviandomi, senza che io facessi alcun sollecito, un messaggio per scusarsi del ritardo nell’inviarmi le risposte all’Intervista e per assicurarmi che presto me le avrebbe inviate.

L’elasticità mentale della signora dell’autostazione Tiburtina, la memoria fotografica del mio parrucchiere, la gratitudine nei confronti del mio interesse per la sua arte da parte dell’artista senese.

Questi sono alcuni – tre – ‘indizi’ di gentilezza che ho individuato grazie a queste esperienze. Il tutto permeato da spontaneità e sincerità.

Tutti e tre hanno avuto un atteggiamento amichevole nei miei confronti e più che farmi sentire importante mi hanno fatto sentire voluta bene.

Davvero incredibile. Ho solo da imparare.

Ora però devo rivelarvi un segreto.

Credo di essere stata particolarmente attenta e sensibile nei confronti di questi gesti di gentilezza perché tra i libri che ho letto questa settimana c’è stato anche un manuale dal titolo Come trattare gli altri e farseli amici di Dale Carnegie. È stato scritto negli anni Trenta del secolo scorso; ma i principi base sono validi tutt’ora, secondo me.

Da dove è spuntata questa lettura? Diciamo che è da un po’che volevo leggere questo manuale; da quando so che è stato di ispirazione ad Andrea Giuliodori per il suo progetto di crescita personale portato avanti a tutt’oggi nel suo blog EfficaceMente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *