Frida Kahlo (1907-1958)

Autoritratto come Tehuana o Diego nei miei pensieri o Pensando a Diego del 1943

Roma, Scuderie del Quirinale
Fino al 31 agosto 2014

Che sono rimasta entusiasta di questa Mostra è dire niente!
Entrare ed essere stata accolta da quest’opera è stato amore a prima vista.

Cosa mi ha colpito?

i colori brillanti sicuramente ma soprattutto Frida capace di fare un autoritratto perfetto nel senso di aver saputo oggettivare nella rappresentazione di se stessa sensazioni, stati d’animo e reazioni profonde che a mano a mano la vita suscitava in lei. Le sue opere, compresi gli autoritratti, si prestano a più letture. Una immediata dettata sicuramente dal bagaglio culturale ed emozionale dello spettatore (in questo quadro ad esempio è chiaro il concetto che c’è un uomo continuamente presente nei suoi pensieri) ma anche altre letture che solo conoscendo la vita di Frida si possono cogliere come ad esempio i capelli dell’uomo, Diego, che hanno messo radici nei capelli di Frida indicano un amore che ha messo radici nel tempo. E non finisce qui. Il vestito di Frida, i raggi bianchi che si estendono nel quadro. L’audio guida vi svelerà il significato di tutti questi dettagli.

Niente nei suoi dipinti, non solo negli autoritratti, è messo lì a caso e tutto ha un significato come ci dimostra la preziosa audioguida che consiglio vivamente di prendere come anche di leggere i pannelli introduttivi e magari cogliere anche qualche parola carpita al volo dalle guide autorizzate in giro per la mostra con i gruppi.

Sapevo niente di Frida prima della Mostra.

Sapevo dei suoi autoritratti per via delle ciglia folte e unite e di alcuni quadri inquietanti come ad esempio quello in cui si è ritratta con un’asta di metallo al posto della colonna vertebrale -non presente nella mostra- chiaro riferimento all’incidente avuto da giovanissima e che le procurò inevitabile sofferenza, dolori e numerose operazioni durante tutta la vita.

Sapevo  che era stata sposata con l’artista Diego Rivera ma non che lo fosse stata due volte e che lui fosse più grande di lei di 21 anni; che aveva avuto molti amanti come anche Diego ma non che non avrebbe sostituito lui con nessuno di essi.

Non sapevo che aveva vissuto una vita intensa durata soli 47 anni, cioè la mia età ora.

Mi ero autoconvinta che dopo l’incidente fosse stata sempre o a letto oppure sulla sedie a rotelle e invece sono stata smentita dai brevi e commoventi video presenti nella Mostra.

Grazie alla Mostra ho scoperto che Frida raggiunse il successo in vita; che era apprezzata da Duchamp, Kandinskji, Picasso e altri e che non si riconosceva nell’etiquetta di artista del movimento Surrealista in quanto -diceva Frida– lei rappresentava non sogni ma la sua realtà. Che amava la sua terra, il Mexico, ma anche gli Stati Uniti. Che nacque come autodidatta e che fece anche l’insegnante. Che abortì tre volte non solo per paura ma anche per non ostacolare la carriera artistica di Diego, pare; ma non con leggerezza come dimostrano dei disegni presenti nella Mostra. E sul suo femminismo? sì, forse anche di questo mi era arrivato qualcosa ma… lascerò che lo scopriate direttamente alla Mostra attraverso le parole della curatrice, Helga Prignitz-Poda

Insomma, per farla breve, dopo la Mostra ho voluto approfondire di più e ho acquistato e letto il libro Lettere appassionate di Frida Kahlo Abscondita editore suggeritomi da una amica. Il libro è una raccolta di lettere scritte da Frida durante la sua vita; ce n’è una addirittura indirizzata al Presidente della Repubblica! Dalle lettere viene fuori il suo carattere esuberante ma sempre positivo nonostante la sua realtà fisica come anche il suo amore incondizionato per Diego.

A questo punto non posso non farvi leggere due stralci del libro sopra citato per farvi capire con le parole di Frida stessa chi era Frida molto meglio di quanto ho provato a fare io.

Lettera a Alejandro Gomez Arias
Settembre 1926
(…)
Perché studi così tanto? Quale segreto vai cercando? La vita te lo rivelerà presto. Io so già tutto, senza leggere o scrivere. Poco tempo fa, forse solo qualche giorno fa, ero una ragazza che camminava in un mondo di colori, di forme chiare e tangibili. Tutto era misterioso e qualcosa si nascondeva; immaginare la sua natura era per me un gioco. Se tu sapessi com’è terribile raggiungere tutta la conoscenza all’improvviso -come se un lampo illuminasse la terra! Ora vivo in un pianeta di dolore, trasparente come il ghiaccio. E’ come se avessi imparato tutto in una volta, in pochi secondi. Le mie amiche, le mie compagne si sono fatte donne lentamente. Io sono diventata vecchia in pochi istanti e ora tutto è insipido e piatto. So che dietro non c’è niente; se ci fosse qualcosa lo vedrei…

Alejandro e Frida erano compagni di scuola e innamorati. Erano insieme il 17 settembre 1925 sull’autobus che ebbe l’incidente in cui Frida fu ferita mortalmente.

Lettera a Carlos Chavez
1939
(…)
Ho iniziato a dipingere a dodici anni mentre ero convalescente da un incidente automobilistico che mi costrinse a rimanere a letto per circa un anno. Ho sempre lavorato sotto l’impulso spontaneo dei miei sentimenti. Non ho frequentato nessuna scuola, non sono stata influenzata da nessuno; dal mio lavoro non mi sono mai aspettata altro che la soddisfazione che mi dava il fatto di dipingere ed esprimere quello che non avrei potuto esprimere in un altro modo.

Ho dipinto ritratti, composizioni di figure e anche quadri in cui il paesaggio e la natura morta avevano la parte più importante. Sono riuscita a trovare una modalità espressiva personale senza che nessun pregiudizio mi forzasse a farlo. Per dieci anni il mio lavoro è consistito nell’eliminare tutto quello che non nasceva dalle motivazioni interne che mi spingevano a dipingere.

Dato che i miei soggetti sono sempre stati le mie sensazioni, i miei stati d’animo e le reazioni profonde che a mano a mano la vita suscitava in me, ho spesso oggettivato tutto questo in autoritratti, che erano quanto di più sincero e reale potessi fare per esprimere i miei sentimenti e le mie sensazioni.

(…)

Questa brano fa parte di una lettera che Frida scrisse al compositore Carlos Chavez come materiale per la lettera di presentazione con la quale questi garantì per Frida per l’ammissione al concorso interamericano della Gughgenheim Foundation nel 1940. Frida non fu ammessa ma a noi rimane un ‘curriculum’ scritto da Frida stessa.Nelle Lettere appassionate ci sono anche degli scritti di Frida. Uno riporta la conferenza informale su questo quadro complesso e di grande impatto visivo di cui l’audioguida propone un’altra interpretazione.


Mosè o Nucleo solare, 1945

Un’altro riporta quanto Frida raccontò di Diego nel catalogo per la mostra che l’Istituto nazionale di belle arti di Città del Messico dedicò all’artista nel 1949. Si capisce che non era un’ossessione il suo amore per Diego come potrebbe apparire dal primo quadro della Mostra…

Ritratto di Diego Rivera, 1937
Fonte: Scuderie del Quirinale

Ora non mi resta che aspettare la ripubblicazione da parte di Electa Editore del Diario di Frida. Ciò avverrà a fine maggio.

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