Dove mangiare ad Amsterdam

Dopo avervi raccontato dove ho dormito e cosa ho fatto ad Amsterdam nei due giorni di gita per i cinquant’anni di mia sorella non potevo non raccontarvi dei locali dove ho mangiato anche perché dal punto di vista gastronomico questa gita ad Amsterdam è stata notevole per me.

Mi sono fatta l’idea, a livello puramente di sensazione, che ad Amsterdam sia difficile trovare un posto dove si mangia male. Una cucina locale non esiste e il lato positivo di questa realtà è che ci sono tanti ristoranti etcnici. Come scegliere? be, un po’ a naso, un po’ facendo la classica domanda che fanno anche a me al lavoro ‘Lei, dove va a mangiare di solito?’, un po’ chiedendo a chi c’è già stato tra gli amici reali o virtuali e se poi vi capita di conoscere qualcuno che ci abita, è il mio caso, ovviamente bisogna giocarsi questa carta.

Ecco quindi i ristoranti, pub e bar che ho testato.

Amsterdam: RAKANG Thai RestaurantQuesto ristorante si trova molto vicino all’Hotel Wiechmann dove ho soggiornato; quindi in un incrocio con la Prinsengracht. Me l’ha suggerito proprio l’albergatore. L’ambiente è simpatico e colorato e il personale accogliente; ci si può sentire un po’ ‘osservati’ come potete intuire dalla foto qui accanto ma niente paura. Nel menù sono indicati i piatti vegetariani e anche quanto piccante può essere un piatto in modo da non avere brutte sorprese. Leggendo il menù,  i piatti che mi hanno ispirata sono stati il  Pak Thai Tempura (una tempura di verdure servita con salsa di arachidi) e il Pad Thai Jae, noodles(=spaghetti) con verdure. Non ho avuto nessun problema di digestione e questo per me è la prova del nove che i prodotti erano freschi e i condimenti sempre unici. La spesa complessiva, comprensiva di birra, acqua è caffé, è stata di 35 euro. Unica pecca? il menù, intendo quello cartaceo, un po’ untuoso.

Amstredam: Pata Negra

Questo ristorante di cucina spagnola si trova in una traversa della strada dei Sette ponti, la Reguliersgracht. Una delle mie compagne di viaggio l’aveva adocchiato nella sua guida e quindi appena l’abbiamo visto l’abbiamo scelto. Ottimo locale per una sosta a pranzo, anche se dall’esterno non ispira minimamente; sembra infatti uno dei peggiori Bar di Caracas. Una gran varietà di tapas nel menù. Io ho optato per i Boquerones (sardine) fritti, ottimi! e le verdure saltate in padella. Il costo, comprensivo di birra, acqua e caffé, è all’incirca di 16 euro.


BORDEWIJK

Amsterdam: BORDEWIJK

Anche questo locale si trova in una traversa di Prinsengracht, molto vicino al canale dei birrai, in una bella piazzetta dove nel fine settimana c’è un mercato di prodotti biologici. Me lo ha consigliato la mia amica  perché è un ristorante che esiste da tantissimi anni e ancora ben quotato per una cena importante, non a budget; quindi adatto a noi che avevamo un’occasione da festeggiare. Tutte le aspettative sono state rispettate. Forse l’unica difficoltà è stata capirsi con il cuoco che in persona viene ad esporre il menù a voce; parla inglese ma non è la sua lingua come non lo è la nostra e poi avendo a che fare con il cibo il nostro inglese faceva fatica a venir fuori. Abbiamo capito qualche parola di ogni piatto e alla fine abbiamo fatto il salto nel buio prendendo il menù del giorno di tre portate (antipasto, secondo e dolce). Abbiamo mangiato benissimo! Antipasto: calamari freschissimi, tortini di pesce e insalata con schegge di patatine fritte. Secondo: un mix di carne in umido tra cui maiale, cinghiale e salsiccia accompagnato da purè prezzemolato e infine il tortino al cioccolato con panna e fettine di pera caramellate. Il tutto accompagnato da un bicchiere di vino rosso, acqua, caffé con pasticceria fresca assortita per una spesa di 50 euro a persona. Caro; ma ci è piaciuta moltissimo questa nouvelle cuisine e anche il servizio molto attento. L’ambiente di design elegante; comodissime le sedie a poltroncina dei tavoli. Prenotazione obbligatoria, direi. Come in tutti i ristoranti dove sono stata ad Amsterdam, il coperto si limita al tovagliolo; della tovaglia o tovaglietta individuale neanche l’ombra.

Dal lato opposto della strada rispetto al Bordewijk si trova questo Pub Ristorante, anche questo consigliatoci dalla mia amica, dove è possibile assaggiare la cucina olandese. Sì, lo so; ho iniziato questo post dicendo che non esiste la cucina olandese ma qualcosina ce l’hanno anche loro di caratteristico come ad esempio la bistecca e le patate fritte giganti con la maionese! Questo è quello che ho mangiato io ma c’erano anche insalate, zuppe e primi piatti di pasta. La spesa, comprensiva di birra, è stata di 20 euro. Fate attenzione perché potreste ritrovarvi accanto, su uno dei cuscini, un gatto tipo quello di Alice nel paese delle meraviglie.

Per fare merenda invece sono stata a:
– THE PANCAKE BAKERY sempre sulla Prinsengracht (ve l’ho detto; questa zona è fantastica!) dove ho mangiato la classica pancake con sciroppo e zucchero accompagnata da un te: ottimo! Il menù offre una vasta quantità di varianti sia nella versione dolce che salata dei pancake. Questo posto me lo avevano suggerito in tanti, compresa la mia amica;
RENE’S CROISSANTERIE in Damstraat quindi come si intuisce vicinissimo a Piazza Dam. Il suggerimento questa volta è arrivato da un’amica italiana che era appena stata ad Amsterdam. Io ho mangiato un wafel che era la fine del mondo accompagnato da un te. E’ il posto giusto anche per acquistare i biscotti tipici olandesi, i stroopwafels (due cialde di wafer molto sottili messe una sopra l’altra e tenute nel mezzo da uno sciroppo denso)

La spesa per fare merenda all’incirca sui 7 euro.

Sì, non è proprio economica Amsterdam; ma questa volta ho preferito curare di più la parte gastronomica del viaggio e sono proprio contenta di questa scelta.

Ovviamente la lista di posti consigliati dalla mia amica non l’abbiamo esaurita tutta; ce ne sono ancora per altri viaggi. Se volete saperne di più, compresi gli altri locali non a budget, chiedetemi pure nei commenti.

P.S. forse vi state domandando se sono stata anche in un coffeshop? ebbene la risposta è no. Lo so, mi hanno detto che potevo entrarci anche per prendere una tisana, giusto per rendermi conto dell’atmosfera; ma non me la sono sentita. In compenso ho respirato tanto fumo passivo per le strade!

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