Cubisti e Cubismo

Patco a Carrières Saint Denis di Braque, 1909 Madrid.

Roma, Complesso del Vittoriano
Fino al 23 giugno 2013

Il Cubismo è un linguaggio che sintetizzi spazio, tempo e durata.

La novità di questa Mostra, almeno per me, è stata la sezione relativa all’applicazione dell’idea del Cubismo in altri settori come l’architettura, il design, il teatro, il cinema e anche la moda nei tessuti simultanei di Sonia Delanuay.

Questa Mostra evidenzia come il Cubismo ebbe rappresentanti non solo in Spagna (Picasso) e in Francia (Braque) ma anche negli Stati Uniti, in Messico, in Russia, in Italia e in Inghilterra.

Il quadro che mi è piaciuto di più?
Patco a Carrières Saint Denis di Braque, 1909 Madrid.
La pittura deve accordarsi con la mia capacità dice Braque. E’ evidente in questo quadro l’influenza di Cezanne e la ricerca verso l’acquisizione di una nuova prospettiva.

Patco a Carrières Saint Denis di Braque, 1909 Madrid.

Ma anche Il violinista, sempre di Braque,1912 Zurigo. Solo qualche anno dopo rispetto al quadro precedente e già la ricerca è andata oltre, si è spostata verso lo spazio tattile e dinamico. Dice ancora Braque gli strumenti musicali si animano quando qualcuno li tocca e confesso che mi è sembrato di aver capito qualcosa in più del Cubismo, di quei quadri come questo dove faccio fatica a ricostruire la figura evocata dal titolo.

Il violinista, Braque,1912 Zurigo

L’audioguida è utile come anche i pannelli lungo il percorso come questo introduttivo:
Cubisti Cubismo racconta la nascita di un linguaggio internazionale rivoluzionario, colto in una varietà di momenti, media e stili individuali e nazionali.
A partire dalla sua creazione in Francia nel 1908 ad opera di Pablo Picasso e Georges Braque, si vuole fornire una visione caleidoscopia del cubismo che si afferma fin dagli esordi come movimento sovranazionale e si propaga rapidamente ad altri paesi e culture, sia per il tramite degli artisti presenti nella capitale francese, sia grazie alla circolazione oltre confine di opere, mostre, libri e riviste che favoriscono il febbrile diffondersi dei suoi precetti. Nell’arco di pochi anni si diffonde in Inghilterra, Boemia, Russia, Messico, Italia e Stati Uniti.
A oltre cent’anni dalla sua nascita il cubismo resta il movimento seminale del Novecento, e le sue forme mantengono il dinamismo e la vitalità di un tempo. Le opere esposte in mostra annunciano i temi chiave di una moderna visione della vita, trasformata da rivoluzionari cambiamenti nel campo della cultura, delle arti, della scienza e della tecnica.
In tutte le sue manifestazioni, il cubismo evoca un’idea di movimento, dinamismo e simultaneità; offre l’immagine sfaccettata di un mondo moderno e della sua complessità.
Appare ancora particolarmente evidente la sua rilevanza in quanto alfiere, sul piano internazionale, di un nuovo modo di vedere il mondo.
La mostra ha un doppio passo: Cubisti, che, attraverso un nucleo importante di dipinti, illustra l’innovazione degli strumenti figurativi della pittura, dal cubismo analitico a quello sintetico fino ad arrivare alle avanguardie internazionali, e Cubismo, che offre l’ampio estendersi del nuovo linguaggio nelle arti e nuovi media.

Oltre la mostra: è stata una coincidenza fortuita per me aver ricevuto in dono, dopo aver visto questa Mostra, il romanzo Il sarto di Picasso di Luca Masia, Silvana Editoriale.

Luca Masia, Il sarto di Picasso

I protagonisti della storia dell’arte dagli anni ’50 agli ’80 del secolo scorso raccontati dal ‘sarto degli artisti’, Michele Sapone, e dal genero Antonio Sapone, gallerista.

Un libro che è anche un ripasso della storia dell’arte con un finale commovente.

Il personaggio Picasso viene fuori in tutta la sua umanità e, caso mai ce ne fosse ancora bisogno, leggendo questo libro vi conquisterà.

Sarà perché la mia famiglia era una famiglia di sarti da parte di mamma e perché l’arte mi piace; ma questo libro mi è piaciuto moltissimo! E non finisce qui, almeno in teoria; perché il libro fa venire una gran voglia di visitare la Galleria Sapone di Nizza.

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