Cosa fare ad Amsterdam in due giorni

Amsterdam, casa lungo i canali

Uno dei motivi delle mie uscite fuori porta in Italia o all’estero è l’interesse per l’arte; la priorità quindi va alla visita dei Musei più significativi (questa volta c’era anche un’occasione da festeggiare ma lo scoprirete andando avanti con la lettura del post). Avendo scelto Amsterdam come meta per un week end, ho fissato per tempo la visita al Museo Van Gogh e al Rijksmuseum ben consapevole che ogni visita mi avrebbe tenuto impegnata orientativamente per mezza giornata. Per evitare la folla delle ore centrali ho acquistato il biglietto online per l’ingresso a orario di apertura, quindi alle nove, per il Museo Van Gogh; per il Rijksmuseum il biglietto online non è legato ad un giorno e a un orario preciso, si può utilizzare in un giorno dell’anno a piacere a qualsiasi ora. Al Museo Van Gogh ho preso l’audioguida che ho trovato ben fatta senza appesantire la visita anche se il consiglio spassionato che mi sento di dare è di leggere le Lettere di Van Gogh a Teo (il fratello) per capire l’uomo e l’artista Van Gogh e perché in esse Van Gogh parla al fratello di diverse tele ospitate nel Museo.

L’ho scritto da per tutto: dirò una cosa scontata; ma  la visita al Museo Van Gogh è stata un’esperienza magnifica! Ho fatto molte foto per non dimenticare quanto ho visto ma La casa gialla del 1888 e Mandorli in fiore del 1890 mi hanno colpito in maniera particolare, direi quasi da un punto di vista affettivo.

La casa gialla è la casa di Arles dove Van Gogh ospitò e litigò con Gauguin e dove si tagliò il lobo dell’orecchio. La casa è quella all’angolo con le imposte verdi: nel pian terreno si trovava lo studio di Van Gogh e sopra a sinistra la camera. Le macchie marroni che attraversano la strada sono i cumuli di sabbia che coprivano i tubi del gas; nell’angolo a sinistra, dove si trova l’albero sul retro, c’era il ristorante dove potevano andare a mangiare gli scapoli come era uso nel diciannovesimo secolo.

Van Gogh, La casa gialla

Teo e la moglie decisero di chiamare il loro primo figlio Vincent e Van Gogh dipinse Mandorli in fiore commosso da questo gesto come si evince da una lettera scritta alla mamma “Ho iniziato subito una tela per il figlio di Theo, da appendere nella loro camera da letto, una tela azzurro cielo… sulla quale si stagliano grandi rami di fiori di mandorlo bianchi” (Lettera 627- St. Rémy, 20 febbraio 1890).

Van Gogh, Mandorli in fiore

Se la visita al Museo Van Gogh è stata magnifica quella al Rijksmuseum ha superato le mie aspettative! Il Museo è enorme; non saprei dire se è più grande, uguale o leggermente più piccolo del Museo del Prado ma di sicuro per vederlo tutto bisognerebbe diluire le visite per piano in più giorni. Io mi ero data mezza giornata di tempo per cui… ho visto tutto lo stesso…. si fa per dire. Ci ho provato. Non è intuitivo lo spostamento da un ala all’altra del Museo in quanto sono collegate solo al secondo piano ma ci sono anche un piano 0 e un piano 1 quindi? quindi bisogna salire al secondo piano e poi da lì attraversare la Galleria d’Onore e scendere le scale ma prima di rendermi conto di questo ci ho messo un po’ di tempo. Questa volta non ho preso l’audioguida ma solo la piantina disponibile all’ingresso dove sono messe in evidenza le opere principali di ogni sala. Sono partita dal piano 0 per seguire un percorso cronologico ma via via che attraversavo le sale mi sono resa conto che la cosa migliore da fare è di iniziare dalla Galleria d’onore che si trova al secondo piano dove sono esposti Rembrandt, Vermeer e altri e poi proseguire per tutto il piano per vedere gli altri artisti olandesi del 1600 e soprattutto godere dei quadri di piccole dimensioni con scene di vita quotidiana dell’epoca come ad esempio un corteggiamento piuttosto che una ragazza che si sfila le calze, una ragazza nubile riconoscibile dall’abbigliamento, una mamma mentre toglie i pidocchi dalla testa del suo bambino, etc E poi man mano fare gli altri piani. L’ultimo, quello relativo al 1900, mi è sembrato alquanto misero soprattutto considerando che accanto c’è il Stedelijk Museum, il museo di arte moderna. In ogni sala del Museo ci sono delle schede dei quadri più significativi sia in olandese che in inglese. Sono molto utili per cogliere la novità introdotta dall’artista rispetto a quanto era già stato fatto fino a quel momento.

Rijksmuseum

La sposa ebrea di Rembrandt; il primo esempio di opera glitterata. Anche qui dirò una cosa banale ma se La Ronda, al centro della sala, mi ha colpito soprattutto dopo aver letto la scheda informativa; la Sposa ebrea mi ha lasciato senza parole per l’intimità che Rembrandt ha saputo riportare sulla tela.

Rembrandt, La sposa ebrea

Finchè quella donna al Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.
Vermeer di W. Szymborska

Vermeer, Lattaia

Quali strade e canali privilegiare per una passeggiata ad Amsterdam? Be, io vi ricordo solo che più siamo vicini alla parte interna dei cerchi che compongono Amsterdam, quindi la parte più vecchia, più avremo possibilità di vedere le case storiche, le caratteristiche abitazioni costruite in mattone o arenaria dalle facciate di dimensioni uniformi e con grandi finestre come stabilito dalla legge urbanistica del XV secolo per via delle ridotte dimensioni dei lotti e l’instabilità del suolo. L’unico modo che i proprietari avevano per differenziare la propria casa dalle altre erano il cornicione o il frontone, il portone e le finestre. Ciò che salta subito all’occhio quando si guardano queste case è l’inclinazione in avanti delle facciate e la trave visibile in cima che serviva a caricare le merci da immagazzinare in soffitta. Personalmente ho percorso in lungo e in largo la Prinsengracht dove si trovano anche la Casa di Anna Frank, la Westerkerk, le Nine Streets, cioè la zona dello shopping un po’ ricercato, e l’albergo dove ho dormito e di cui ho parlato nel post Dove dormire (ho dormito) ad Amsterdam: Hotel Wiechmann; la Reguliersgracht dove si trovano i Sette Ponti, il Singel dove si trova il mercato dei fiori, la Kloveniersburgwal e la Oudezijds Voorburgwal appena fuori del quartiere a luci rosse.

Amsterdam, casa lungo i canali

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Amsterdam, Magere Brug
Amsterdam, mercato dei fiori
Amsterdam, casa lungo i canali
Amsterdam, casa lungo i canali
Amsterdam, casa lungo i canali
Amsterdam, casa lungo i canali
Amsterdam, casa lungo i canali

Amsterdam, casa lungo i canali

Ovviamente non ci siamo (il motivo del viaggio era il compleanno di mia sorella, un compleanno speciale: 50 anni!; quindi non ero da sola) fatte mancare niente, neanche la gita in battello. In realtà abbiamo preso il hop on hop off che è un mezzo di trasporto pubblico, come può esserlo un autobus, con quattro linee a disposizione. Qualche notizia viene comunque data in inglese sui palazzi degni di nota. Si può prendere da qualsiasi fermata e fare il biglietto di 24 ore o di più. Il terminal è alla stazione centrale che vedete alle nostre spalle nella foto sotto. A proposito di mezzi pubblici, l’autobus è decisamente caro (euro 2,80 per un biglietto valido per un ora); quindi se si predilige questo mezzo di trasporto è meglio informarsi anche in albergo sulle possibilità di risparmio. I residenti so per certo che pagano molto meno. Ho trovato singolare la gestione: un gabbiotto all’interno dell’autobus dove un impiegato vende i biglietti e il fatto di dover vidimare il biglietto sia quando si sale che quando si scende. Paese che vai usanza che trovi!

Amsterdam, stazione centrale

In una zona nascosta, nonostante il brulicare di persone e locali intorno, si trova il Begijnhof, un complesso residenziale costruito negli anni quaranta del 1300 intorno ad un cortile e destinato alle ‘beghine’, una confraternita cattolica di sorelle che vivevano come monache sebbene non avessero preso i voti  monastici. Delle abitazioni originali non rimane niente ma è visibile la casa più antica di Amsterdam al numero civico 34. Tra le case c’è ed è visitabile una chiesa clandestina; infatti visitando Amsterdam non dobbiamo dimenticarci della sua età dell’intolleranza durante la rivolta del 1578 quando i calvinisti cacciarono i cattolici dalla città. Un’altra chiesa clandestina si trova all’interno del Museo Ons’ Lieve Heer op Solder nella zona del quartiere a luci rosse. Era nel mio programma ma non ce l’ho fatta a visitarlo anche perché i Musei ad Amsterdam chiudono esageratamente presto, secondo me, e cioè tra le 16 e le 17 compreso il Museo Van Gogh e il Rijksmuseum.

Amsterdam, Begijnhof

Amsterdam, BegijnhofOggi però Amsterdam è considerata da tutti la città della tolleranza e quindi c’è posto anche per la chiesa cattolica come ad esempio la Chiesa di San Nicola, protettore dei pescatori, che si trova nei pressi della Stazione centrale.

Amsterdam, Chiesa di San Nicola

Visitare la Casa di Anna Frank è un’esperienza che non può non scuotere la coscienza e anche la propria affettività perché secondo me Anna è la figlia, la sorella, la nipote, l’amica di ognuno di noi perché… chi non ha letto il suo Diario? Anzi, il consiglio che mi sento di dare anche qui in maniera spassionata e di leggerlo o rileggerlo, il Diario, prima della visita perché ciò ci permette di ‘vedere’ tutti gli abitanti del nascondiglio segreto nella loro quotidianità e di provare tenerezza anche per la moglie del Sig. Van Daan che ad Anna faceva tanto indispettire.

Amsterdam, Casa di Anna Frank

Vicino alla casa di Anna Frank si trova la Westerkerk la cui campana è citata nel Diario. “Da una settimana siamo alquanto disorientati nel tempo, perché la nostra cara campana della Westertor è stata portata via, a quanto sembra, per scopi bellici, e noi né di giorno né di notte sappiamo più con precisione che ora è. Ho ancora la speranza che trovino qualcosa che per questo quartiere tenga vece della campana, per esempio un qualche aggeggio di stagno, di rame o che so io.”

Amsterdam, Westerkerk

Una visita al quartiere a luci rosse è quasi d’obbligo per capire di cosa si tratta se come me non vi è mai capitato nemmeno di vederlo in qualche programma di viaggi. E’ ‘attivo’ tutto il giorno ma la sera forse gli si addice di più. In verità pensavo che si trattasse di vetrine come quelle dei negozi e che fossero più distanti rispetto al livello della strada e invece mi sono ritrovata una porta dietro l’altra lungo i marciapiedi con le signorine in biancheria intima che si vedevano a tutto tondo dall’altra parte del vetro.

Amsterdam, quartiere a luci rosse

La Oude Kerk (chiesa vecchia) costruita su un cimitero, è la più vecchia chiesa cattolica di Amsterdam, consacrata nei primi anni del 1300. Ironia della sorte, con lo sviluppo della città, la chiesa si è ritrovata nel cuore del quartiere a luci rosse. I suoi dipinti e le sue statue furono distrutte durante la rivolta calvinista tranne i dipinti nelle volte e le vetrate dedicate alla Madonna. La sua destinazione ovviamente fu trasformata. Mentre visitavo questa chiesa ho visto un gatto che se ne andava tranquillo da una parte all’altra e ho avuto un flash nel senso che mi è sembrato di essere in un dipinto olandese del 1600, di quelli dove si vedono animali randagi all’interno di chiese protestanti.

Amsterdam, Oude Kerk facciata

Amsterdam, Oude Kerk interno
Amsterdasm, Oude Kerk interno coro

Molto curiose e originali le allegorie chiamate ‘misericordie‘ presenti nei banchi del coro della Oude Kerk descritte nella scheda, disponibile anche in lingua italiana, che viene consegnata all’ingresso. Il proverbio a cui fa riferimento la ‘misericordia’ riportata nella foto in basso è: sbadigliare con la bocca spalancata come quella di un forno. L’allegoria ci ricorda che non dobbiamo tentare imprese impossibili (così come è impossibile aprire la bocca tanto da eguagliare la bocca di un forno)

Amsterdam, Oude Kerk interno misericordie

La foto successiva è a conferma di quanto mi ha riferito una ‘local’ speciale, la mia compagna di banco del Liceo che vive ad Amsterdam dal 1989, e cioè che gli olandesi sono attrezzati per consumare i pasti davanti casa appena esce un raggio di sole.

Amsterdam, casa lungo i canali

Le biciclette sono state un po’ un incubo per me! Ho capito che i ciclisti sono i veri padroni della città e non è che vadano solo lungo le piste ciclabili o che non esistano i marciapiedi; fatto sta che ho rischiato più volte di essere investita anche perché io camminavo con il naso all’insù 🙂

Amsterdam, casa lungo i canali

La foto qui sotto invece l’ho pubblicata perché mi sembrava interessante documentare la ristrutturazione di una casa olandese.

Amsterdam, casa in ristrutturazione

Finito il racconto faccio qualche ringraziamento: Chris di Blog di Viaggi perché grazie al suo post Capitali europee da visitare nel 2013 sono venuta a conoscenza della riapertura del Rijksmuseum dopo 10 anni di chiusura e mi è venuta voglia di approfittare dell’occasione per visitare Amsterdam, Barbara che mi ha sollecitata a visitare il quartiere a luci rosse senza farmi venire gli scrupoli (in effetti la zona è frequentata non solo dai potenziali interessati ma anche da turisti e persone del posto) e per la dritta sulla Chiesa Vecchia, il Begijnhof e un posticino dove andare a fare merenda che citerò in un prossimo post dal titolo Dove mangiare (ho mangiato) ad Amsterdam, Simona per la bellissima poesia a commento del quadro di Vermeer ed Elisa, del blog Valigia a due piazze, per la dritta sui Sette Ponti.

4 pensieri su “Cosa fare ad Amsterdam in due giorni

  1. Elisa B.

    Se Amsterdam è sempre stato un mio piccolo sogno, il tuo racconto, Ami, e le tue fotografie lo hanno ingigantito. Un resoconto ricco di emozione che trasmette emozione. 🙂

    Rispondi

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