Corso di alfabetizzazione visiva: la Linea

tenuto da Daniele Marotta presso Libreria La Zona di Siena
Appunti personali, quindi non rivisti dal docente, della 1° settimana di corso

LA LINEA

PRIMA PARTE

Logiche della rappresentazione e figurazione per trovare un modo di decodificare le immagini.
Il rapporto con l’opera è biunivoco ma nell’opera c’è l’artista e poi noi.
Un opera più è verosimigliante più è un bluff.
L’opera è uno specchio per l’artista e anche per noi.
L’artista racconta di sé quello che vuole quindi non possiamo decodificare quello che c’è dietro l’opera  dal punto di vista personale.

Aspetti importanti per costruire una visione:
– mettere l’opera in relazione con noi stessi per poter dire ‘mi piace’,  ‘non mi piace’;
– essere allenati alla complessità; mettere in relazione il realismo e l’estetismo con la verità.
L’esercizio tecnico domina.
Il profano vuole essere stupito dalla difficoltà di una tecnica che non conosce.
Verità slegata dalla realtà.
Fino al Rinascimento i pittori erano considerati degli artigiani.
Attraverso la rappresentazione religiosa gli artisti potenziavano il soggetto con delle verità:

Bronzino– volto: assoluto, tentativo di creare una tensione;
– anatomia: molto corretta, realista
– panneggio: fortemente realistico. Si evince la voglia estetica.
– paesaggio sulla sinistra:  luogo metafisico, set teatrale, sogno come ad esempio Piazza San Francesco a Siena

Siena: Piazza San FranescoARTE FIGURATIVA: rappresentazione di figure dall’arte primitiva fino a Basquiat

Arte primitiva

 Basquiat

ARTE NON FIGURATIVA: astratta.
La figura presuppone una riflessione sullo spazio.
L’arte espressiva è contro il realismo. Il nostro cervello compensa quello che non vede. Si tratta di sintesi espressiva: poche cose per dare l’informazione giusta. La nostra formazione completa l’esperienza.
Più la pittura è completa più è distante da noi; non c’è coinvolgimento. Meno è definita, più è assoluta e più ci riguarda. L’arte espressiva è verità: ci parla di qualcosa che abbiamo dentro e ci coinvolge a completarla. E’ suggestione mentre la fotografia è illusione.
Fare qualcosa di vero e di realistico è un impresa.
Ad uno sguardo superficiale, la Maestà di Duccio  può ricordare la foto di una squadra di calcio.

ELEMENTI BASE DELL’ARTE FIGURATIVA:
– la figura;
– la linea.

LA LINEA:
– dà una dimensione: Mondrian, Paesaggio presso Amsterdam, 1902
– è espressiva

 Matisse

– crea movimento

Futurismo

–  crea ordine

– crea geometria, desiderio di emanciparsi dalla realtà. L’irrapresentabilità per Mondrian sta nella cifra stilistica della ‘linea’. Aveva bisogno di liberare la geometria dalla duna.

MondrianMondrian, Composizione in ovale con piani di colore, 1914
All’epoca di Mondrian l’espressionismo non è più avanguardia. La città quadrata è il tentativo di emanciparsi dal contingente. E’ importante il contesto storico.

– è un oggetto grafico; l’unicità del gesto diventa vita: i fumetti

FumettoLa realtà perde sulla rappresentazione perché possiamo completare con l’immaginazione.
L’arte cerca di rappresentare l’irrappresentabile.
Con l’avvento della fotografia, il realismo diventa inutile.
– è filigranata

Doré

– è decorativa

Decorazione

C’è differenza tra figurazione e decorazione (obiettivo modesto, non racconta)

– è codice calligrafico, potenza simbolica immediata

Magritte

COSA SONO L’ ESTETICA E LA BELLEZZA:
– armonia: ritmo, ripetizione, texture, ordine della divisione dello spazio
– contrasto: figure scure su sfondi chiari e viceversa
– equilibrio: l’opera deve essere centrata e simmetrica
OPPOSTI: caos e omogeneità
La Metafisica (De Chirico) crea una scena prevalentemente vuota in cui noi proiettiamo la nostra interiorità.

De Chirico

Il Surrealismo (Magritte) gioca nel sovvertimento della realtà; gioca sull’alterazione, la bizzarria.

Magritte

La metafisica fa vedere il luogo dell’interiorità già pronto.

Lo sbilanciamento ci fa capire dove dobbiamo guardare.

MosaicoNella creazione è il gesto della creazione quello a cui dobbiamo guardare e lo capiamo perché è messo al centro rispetto a Dio e agli altri astri.

Marat

In quest’opera quello che dobbiamo vedere è il foglio che il soggetto tiene in mano.

Matisse

La ripetizione diventa animazione.
I pittori del Rinascimento avevano solo l’esperienza visiva e non il bagaglio culturale.

Van Gogh

Interiorità che aggresdisce la realtà: Van Gogh

Ventrone

Iperrealismo: tecnicismo, pornografia dell’oggetto.
Verità: realtà come mezzo per creare tensione.
Pornografia: quando la realtà è il fine, il culto dell’oggetto.
Vi è Arte quando vi è uso sufficiente della realtà perché sia verosimile.
Arte: oggetto, scrittura, ironia, seduzione.

MagritteSospensione, asimmetria, alterazione della dimensione naturale, oppressione.

Magritte

Contrasto di senso.
Elemento sovversivo.
Il visual concept artist prende il testimone dell’arte figurativa.
Iperrealismo: impatto emotivo di esistenza di qualcosa di verosimile che nella realtà non trovo.

Velazquez

Il quadro Las Meninas di Velasquez è avveniristico perché l’allestimento scenografico è ambiguo, crea un doppio quadro, quello reale e quello rappresentato, e lo spettatore è coinvolto. Ironia.

PicassoLas Meninas di Picasso: sintesi.

SonofChinglu, Las Meninas, Simpsons
Las Meninas per l’edizione dei Simpsons è banalizzazione.

La traduzione di un’opera d’arte in chiave comica non è sbagliata ma deve essere ben fatta; deve essere una ‘traduzione’ con un senso e non una banalizzazione, decorazione.

SECONDA PARTE

Al Rinascimento segue il Manierismo; non più solo apoteosi della forma (v. Cappella Sistina) dove l’uomo vitruviano diventa il centro del cosmo. Nel Manierismo siamo dopo la perfezione della figura e della forma. Si ritorna a rappresentare l’irrappresentabile.

Bronzino

L’Allegoria del trionfo di Venere del Bronzino, 1540-1545 è l’emblema del Manierismo.
C’è un simbolismo preciso che se non condividi non capisci.
C’è una chiave unica di lettura che presuppone la conoscenza di quel codice.
La scena è artificiosa, innaturale quindi già questo ci dice che c’è  qualcosa da raccontare.
Se la scena non è realistica o naturale vuol dire che gli elementi non sono messi a caso.
La citazione di un’opera d’arte in un’altra opera d’arte non è mai casuale.
Seguiamo lo sguardo dei soggetti ed i particolari di ogni figura rappresentata.
C’è un vecchio alato in alto a destra che dirige il suo sguardo verso la donna in alto a sinistra. Entrambi sostengono un panno azzurro.
C’è un giovane che bacia in maniera lasciva una bellissima donna.
Una vecchia urlante alle spalle del giovane, un putto con una cavigliera che sparge petali di rose.
La donna è inginocchiata su un lenzuolo, tiene un pomo in una mano e con l’altra sfila una freccia dalla faretra del giovane. Le ginocchia del giovane poggiano su un cuscino.
Ai piedi del giovane ci sono due colombe che tubano; ai piedi della donna due maschere.
Dietro al putto c’è un personaggio dal volto inquietante e con la coda di rettile: chi è?
Già dal titolo dell’opera ‘Allegoria’ si capisce che l’opera non rappresenta una scena naturale ma che vuole comunicare qualcosa di preciso.

Il Simbolo è qualcosa di universale. A questo punto abbiamo bisogno di un ‘codice’ per decifrare l’Allegoria e ci viene incontro uno dei massimi studiosi di Iconologia e Iconografia: Erwin Panofsky.

Panofsky nel suo libro Studi di Iconologia, I temi umanistici nell’Arte del Rinascimento, Einaudi Editore analizza quest’opera svelandoci il significato di ciascuna figura dopo aver messo come premessa ciò che di essa scrisse il Vasari: “Fece un quadro di singolare bellezza, che fu mandato in Francia al re Francesco, dentro il quale era una Venere ignuda con Cupido che la baciava, ed il Piacere da un lato e il Giuoco con altri Amori, e dall’altro la Fraude, la Gelosia et altre passioni d’amore” . In realtà il quadro era già in Francia quando ne scrive il Vasari quindi lui descrive quello che ricorda.

Il gruppo lascivo al centro della scena rappresenta Venere ed Eros (Venere è la madre di Eros).
Il vecchio alato in alto a destra rappresenta il Tempo. Lo riconosciamo dalla clessidra che si intravede dietro la spalla.
La figura il alto a sinistra è la Verità che aiuta il Tempo ad alzare la tenda.
Il putto che sparge petali di rose e ha una cavigliera rappresenta il Piacere.
La vecchia urlante dietro a Eros rappresenta la Gelosia.
Le maschere ai piedi di Venere simboleggiano la mondanità, l’insincerità e la falsità.
Le colombe tubanti ai piedi di Eros simboleggiando tenera sollecitudine.
Il cuscino sotto le ginocchia di Eros è simbolo di lascivia e di mollezza.
Le foglie di mirto che s’intravedono dietro a Eros sono simbolo classico dell’amore.

Notiamo che gli elementi sono contrapposti a due a due.

La fanciulla dietro al Putto rappresenta l’Inganno. Da notare il corpo squamoso e le mani (una offre un favo di miele, l’altra nasconde un animaletto). Cosa c’è di strano? che sono scambiate: al posto della destra c’è la sinistra e al posto della sinistra c’è la destra ed è proprio la ‘duplicità’ la caratteristica dell’inganno.

Il messaggio di quest’opera? con il Tempo e la Verità si svelano gli inganni dell’amore lussurioso.

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