Clet Abraham su Sorride Siena

Siena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamSorride Siena, la Citymoticon sulla facciata di Palazzo Pubblico di Siena dello street artist francese Clet Abraham trapiantato a Firenze da quasi vent’anni,  sarà visibile fino al 31 dicembre 2015.

Vi ho già anticipato qualcosa su questo intervento nell’ultimo post, quello sulle Installazioni urbane per Siena Contemporanea 2015.

Sempre in quel post vi avevo anticipato di aver chiesto un’intervista a Clet e che se avesse risposto gli avrei dedicato un post. Ebbene, l’ha fatto!

Prima però, per recuperare il Chi, Cosa, Quando, Dove e Perché di questa installazione che ha suscitato reazioni contrastanti nei senesi, vi riporto alcuni stralci della Delibera del Consiglio Comunale di Siena n. 228 del 10/6/2015* dove si legge che:

– Il programma di Siena Capitale Italiana della Cultura 2015 costituisce, per la maggior parte, sviluppo a livello operativo ed esecutivo di tematiche ed attività progettate in fase di elaborazione del Bid book presentato per la candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019

– Il progetto di Clet Abraham “Sorride Siena” riprende una maquette già sviluppata dall’artista proprio del Bid book** di Siena 2019 e ivi pubblicato, e si inserisce nella logica del flagship sull’arte negli spazi pubblici The space between***.

Personalmente ho conosciuto l’arte di Clet quando l’anno scorso ha vivacizzato alcuni cartelli stradali in centro a Siena.

Siena: Clet AbrahamA me strapparono un sorriso. A voi?

E veniamo ora all’intervista di Clet. Gli ho fatto diverse domande sul suo lavoro e su Sorride Siena in particolare. Ebbene, non ha risposto domanda per domanda (e che artista sarebbe, allora? 🙂 Scherzo!); ma ha sintetizzato le risposte in questo pensiero che riporto parola per parola:

Il sorriso di Siena si inserisce in una ricerca artistica di essenzialità.
Nell’era della comunicazione dominata in particolare modo oggi dall’immagine bisogna sapere creare un linguaggio semplice, universale e di chiaro impatto, senza per questo cadere nella volgarità e la provocazione fine a se stessa.
Una semplice linea nera applicata alla facciata del palazzo comunale non è una traccia invadente, probabilmente qualcuno passerà davanti senza neanche vederla. Ma chi saprà leggere questo segno come il sorriso che umanizza l’intera facciata conserverà stampato in memoria l’espressione di questa figura, insieme all’idea che Siena sa farsi forte del suo antico capitale artistico per comunicare al mondo contemporaneo un messaggio moderno e positivo.
Aggiungerei che il mio lavoro, sia sull’architettura che sui cartelli stradale, si può paragonare ad una ricerca umanistica moderna.
L’obbiettivo è quindi di anteporre sempre l’individuo e la sua dignità umana ai conservatorismi formali e le dottrine generalizzanti.

Clet

Che dire? Io sono strafelice che mi abbia risposto.

E ora, per chi se lo fosse perso, ecco la sequenza dell’installazione dello Smile sulla facciata di Palazzo Pubblico; lavoro che è durata quasi quattro ore.

Siena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamSiena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamIl momento più impegnativo, almeno per chi come me seguiva l’innalzamento dello Smile con le funi: andare oltre la corona dei Medici.

Siena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamUno dei collaboratori di Clet con la maglietta dedicata allo Smile.

Siena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamClet e i suoi collaboratori seguono l’innalzamento dello Smile.

Siena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamPalazzo Pubblico sorride e con lui Siena.

Siena, Palazzo Pubblico: Sorride Siena di Clet AbrahamOra a voi la parola, se vi va. Come vi sembra?

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*     Delibera
**   Bid book
*** Cito dal flagship The space between: “Colorando, assaporando e riappropriandoci della città a partire dagli ‘spazi fra’, vogliamo rigenerare gli interstizi urbani e le aree verdi della città, favorendo l’incontro tra le persone e l’arte contemporanea. La trasformazione della città inizia nel momento in cui cambia la visione che ne abbiamo. I palazzi e le strade di Siena sono stati costruiti con pietre e mattoni nel Medio Evo… e sono mutati ben poco da allora! Ma cosa accade nello ‘spazio fra’? Siena 2019 vuole incoraggiare le persone a vivere diversamente gli spazi aperti della città.”

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