Claudia Salaris al Caveau di Serena Fineschi

Siena: Claudia Salaris al Caveau di Serena FineschiLa sesta idea rimasta esposta nel piccolo Caveau nel Vicolo del Coltellinaio a Siena fino al 25 agosto è stata di Claudia Salaris, storica del futurismo e dei movimenti d’avanguardia.

Si tratta del progetto di una mostra ancora mai realizzata.

Ecco il testo del progetto. Miei sono i grassetti per evidenziare quello che di una mostra del genere desta la mia curiosità; quasi un guardare il passato per capire il presente, in questo caso l’evoluzione della comunicazione.

Lo considero un privilegio per me e per chi si è fermato nel piccolo Caveau di Siena quella di potersi fare un’idea molto concreta di cosa significhi progettare una mostra.

E’ come se uno scrittore ci rivelasse la mappa di un suo romanzo ancora da scrivere ma la cui trama è già tutta nella sua testa.

Anche le interlinee sono mie per permettere una lettura più agile a video.

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ARTE CONTRO

La mostra propone un itinerario attraverso i materiali cartacei prodotti dall’avanguardia e dall’editoria alternativa in Italia lungo il Novecento: libri, giornali, volantini, manoscritti, tavole originali, disegni, fotografie ecc. Il centro dell’esposizione è rappresentato dalla produzione futurista, di cui si propone una campionatura che illustri tutta l’avventura del movimento marinettiano: gli esordi nel clima simbolista, la stagione “parolalibera” della “rivoluzione tipografica”, i gruppi sorti attorno a riviste (da “Lacerba” a “L’Italia futurista” fino a esperienze locali minori, regionali e defilate), i libri-oggetto, dall’“imbullonato” di Depero alle “litolatte” che oggi costituiscono una vetta nella storia del libro. Ma accanto alle pubblicazioni più note e pregiate, anche curiosità e sorprese, materiali mai precedentemente esposti o di rarissimo reperimento.

Il futurismo ha occupato uno spazio autonomo rispetto alle istituzioni culturali ed editoriali del tempo, muovendosi in una dimensione di alterità assoluta che gli ha consentito di praticare il massimo della libertà espressiva e della sperimentazione. La sua è stata la prima rivoluzione della comunicazione verbo-visiva. Il senso della mostra vorrebbe essere appunto quello di evidenziare questa priorità futurista e al tempo stesso illustrare la sua eredità, nel secondo dopoguerra, seguendo due direttrici, una in alto,  nel campo artistico, l’altra in basso, al di là della dimensione puramente estetica, nella nebulosa delle controculture underground.

Nella prima dimensione rientrano l’esperienza di Pinot Gallizio, legato alle origini del situazionismo, le scritture visuali e d’avanguardia, la poesia concreta, la poesia visiva, con i vari punti d’aggregazione attorno a gruppi o riviste anni ’60 e 70′ (“Ana etcetera”, “Ex”, “Tool”, il Gruppo 70, “Il Dissenso”, “Linea Sud”, “Lotta poetica”, “Mec”, “Tam-tam”, “Techne”, “Antologia Geiger”, “Malebolge”, “Marcatré” ecc). La scelta dei materiali, oltre a rispondere all’esigenza di mettere in evidenza il legame con la poetica futurista, s’incentrerà su quelle esperienze che maggiormente puntano a erodere i luoghi comuni della comunicazione e del linguaggio usurato dalla consuetudine, attuando una sorta di “guerriglia semiologica”.

Alla seconda coordinata appartiene invece la miriade di fanzine beat, provo, hippy, “decondizionate”, situazioniste, psichedeliche, movimentiste tra anni ’60 e ’70, di cui viene proposta una scelta significativa che vada da “Pianeta Fresco” di Pivano-Sottsass alla costellazione dei vari “Mondo Beat”, “S”, “Esperienza 2”, “Re Nudo”, “Stampa Alternativa”, “Pantere Bianche”, “Robinud”, “Roman High”, ma anche la più culturale “Ubu”, legata al teatro underground, e “Puzz” con i suoi antifumetti, fino ad arrivareai fogli del movimento del Settantasette e degli “indiani metropolitani” (“A/traverso”, “Zut”, “Wow”, “Oask?!”), quando, in un ultimo falò, le istanze di arte-vita tipiche delle avanguardie storiche, rimesse in circolazione dal situazionismo che le adattò all’attuale “società dello spettacolo” e dell’immagine, sembrarono dilagare in basso,oltre i recinti dell’estetico.

Progetto di mostra non ancora realizzato.

Claudia Salaris

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Rispetto alla sua idea ecco cosa ha detto Claudia Salaris:

“Da sogno nel cassetto ad opera esposta in un caveau. La mia idea vive un passaggio di dimensione: da quella più intima e personale dei progetti propri mai realizzati a quella pubblica di uno spazio d’arte in comunicazione diretta e inconsapevole con chiunque sia di passaggio.”

da Sienafree.it

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Gli altri artisti che hanno esposto la loro idea nel singolare Caveau di Serena Fineschi a Siena li trovi nella categoria Caveau

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