Cinque Terre in un giorno

Manarola: vista mare

Appena varcato il confine tra Toscana e Liguria la nostra guida Alessandro di MyTour Tuscany Experts ha introdotto la sua presentazione delle Cinque Terre con una domanda: come mai in questa zona tanti borghi medievali risalenti agli anni che vanno dall’800 al 1000 d.c. sono stati costruiti nelle colline e non lungo la costa? La risposta è stata molto semplice: perché a quei tempi abitare lungo la costa era pericoloso poiché era invasa dai pirati saraceni e le popolazioni locali non erano preparate ad affrontarli.

Le cose sono cambiate quando le Repubbliche marinare di Genova e Pisa cominciarono a combattere i pirati con successo grazie alle loro flotte potenti e organizzate. A metà del XIII sec i genovesi e i pisani distrussero le basi dei pirati in Sardegna e Corsica, distrussero Reggio Calabria e attaccarono Tunisi.

Alla fine del XIII sec per le popolazioni che abitavano in collina fu possibile trasferirsi vicino alla costa ed è proprio ciò che è accaduto nei cinque paesi delle Cinque Terre: Riomaggiore, Manarola, Corniglia, Vernazza e Monterosso.

Questi paesi si trovano in mezzo a delle vallate molto strette tra il mare e le colline. Difficile viverci e allora gli abittanti diventarono marinai e pescatori anche se continuarono l’attività agricola imparata nella collina e per favorire la coltivazione della terra durante i secoli costruirono numerose terrazze soprattutto per la coltivazione dell’uva.

I vini caratteristici delle Cinque Terre sono il vino bianco secco Cinque Terre e lo Sciacchetrà, un vino liquoroso che si ottiene con tre vitigni: vermentino, albarola e bosco. Grazie al clima temperato è possibile coltivare anche il limone con il quale si produce il Limoncino, il liquore gemello del Limoncello di Sorrento.

Manarola: uve per lo SchiacchetràIl territorio occupato dalle Cinque Terre è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio dell’Umanità.

MANAROLA
Il nostro tour è iniziato da qui. Manarola conta 600 abitanti in tutto.  E’ formata da un’unica via principale dove si affacciano le case dalle caratteristiche facciate colorate che da sole mettono già allegria. Una volta arrivati alla piazzetta il panorama sul mare conquista subito la vista; se poi si decide, come ho fatto io, di seguire il sentiero azzurro, anche solo per un piccolo tratto, il cuore si spalanca difronte a tale bellezza. C’è solo un requisito indispensabile, mi rendo conto, per essere rapiti da tanta bellezza: che sia una bella giornata di sole come quella che ho trovato io!. Lo spettacolo delle terrazze con i vitigni non è da meno. La famosa Via dell’Amore, parte del sentiero pedonale azzurro che collega Manarola a Riomaggiore, l’abbiamo trovata chiusa per via della frana che c’è stata qualche settimana fa e quindi abbiamo preso il trenino.

Manarola: via principale

Manarola: piazzetta
Manarola: terrazzamenti
Manarola: sentiero azzurro
Manarola: barche
Manarola: stazione

RIOMAGGIORE
E’ il paese gemello di Manarola per dimensione; anche qui troviamo una strada principale con le case colorate che si sviluppano in verticale e la piazzetta che si affaccia sul mare e da un lato il molo per i battelli turistici. Qui mi sono accorta che le Cinque Terre potrebbe candidarsi a diventare uno dei miei luoghi ideali per trascorrere una vacanza. Il motivo? perché a me piace molto camminare e qui ci sono tanti percorsi fattibili con paesaggi mozzafiato. Una caratteristica particolare delle Cinque Terre è che la via principale dove si sviluppa il paese non è attraversata da vie laterali ma da scalinate ripide dette ‘arpaie’. Non ho contato tutti gli scalini che ho fatto ma ne ho percorso davvero tanti durante la giornata. Qui ad esempio, ne ho fatti tanti per raggiungere il Castello con l’orologio da dove, inutile ridirlo, il panorama lascia senza parole. Meno male che poi si scende e quindi si può riprendere fiato. Da Riomaggiore abbiamo preso il battello. E’ consigliabile non soffrire il mal di mare perché se anche il mare non era mosso bisognava fare attenzione soprattutto quando ci si alzava per scattare delle foto. La salita e la discesa dal battello poi può creare qualche attimo di panico 😉

Riomaggiore: Castello dell'orologio

Riomaggiore: terrazzamenti

Riomaggiore: case
Riomaggiore: battello, particolare della scala

CORNIGLIA
E’ il paese più antico delle Cinque Terre, fondata dal console romano Cornelio. L’abbiamo vista dal battello in quanto questa è l’unica delle Cinque Terre a non avere un molo. Rimane tutta arroccata ed è raggiungibile in treno + 377 gradini… Dal battello ha un suo fascino.

Corniglia

VERNAZZA
E’ stato il paese più danneggiato dall’alluvione del 25 ottobre del 2011 come dimostra la gigantografia che si trova vicino alla stazione dei treni. L’acqua e il fango arrivavano fino al primo piano delle case. Ci sono stati anche dei morti.  Qui a Vernazza, oltre alla via principale, si possono fare due percorsi che partono dalla piazzetta: uno verso il Castello Doria, l’altro, passando sotto un arco accanto alla Chiesa di Santa Margherita di Antiochia, verso il sentiero che collega Vernazza a Monterosso. Ho potuto fare solo un tratto perché anche questo ad un certo punto è chiuso per frana. La Chiesa di Santa Margherita di Antiochia merita una visita anche per rimanere colpiti dalle bifore che affacciano sul mare; molto suggestivo. Da qui abbiamo ripreso il trenino.

Vernazza: spiaggia

Vernazza: scalinata ripida
Vernazza: panorama
Vernazza: Castello Doria
Vernazza: vista sul paese
Vernazza: via principale
Vernazza: gigantografia foto alluvione 25 ottobre 2011

MONTEROSSO
Conta 1200 abitanti; è la più grande delle Cinque Terre. La fermata del trenino si colloca a metà tra la parte nuova e quella antica del paese. Qui finalmente ho visto un tratto di spiaggia. C’era addirittura qualcuno coraggioso che faceva il bagno. Non oso immaginare quanto caotica debba essere durante la stagione. No, diciamo che io preferisco una spiaggia più ampia e con la sabbia, non con i ciottoli anche se piccoli. Inutile dire che l’acqua era limpidissima. Qui abbiamo fatto pranzo e poi insieme ad altre persone del gruppo e alla guida, Alessandro, siamo andati a fare una degustazione di limoncino in una cantina nella parte antica del paese. Un personaggio molto singolare, folcloristico direi, colui che ci ha fatto fare la degustazione gratuita. Dopo la degustazione sono andata ad esplorare il paese. Ho salito scale a destra e a manca. Salivo salivo salivo e mi domandavo quando sarei sbucata da qualche parte. Alla fine ce l’ho fatta e mi sono ritrovata sul colle dei Cappuccini dove si trova la Chiesa di San Francesco. Una piccola targa con dei versi di Montale è posta all’ingresso del cimitero. Il tempo è tiranno ma meno male che dovevo rifare tutto il percorso in discesa altrimenti non sarei mai arrivata in tempo al punto di ritrovo per riprendere il trenino e poi l’autobus che ci ha riportato a casa dopo alcune ore. Prima di andare via però sono scesa vicino alla riva perché sì, anche il mare fuori stagione ha il suo fascino su di me.

Monterosso: lungomare

Monterosso: cantina Sciacchetrà
Monterosso: degustazione limoncino
Monterosso: parte antica del paese
Monterosso: scalinata ripida
Monterosso: vista sul paese
Monterosso: vista sul mare
Monterosso: mattonella ingresso cimitero con versi di Montale
Monterosso: spiaggiaMonterosso: riva del mare

NOTE
Visitare le Cinque Terre in una giornata è stato fattibile e piacevole perché non avevamo noi il pensiero degli ‘orari’. La guida ci fissava gli appuntamenti e quindi dovevamo solo organizzarci il tempo libero che è stato a mio avviso sufficiente perché i paesi sono piccoli: mezz’ora sia a Manarola che a Riomaggiore, un’ora a Vernazza e un’ora e mezzo dopo pranzo a Monterosso. Il viaggio di andata e ritorno a La Spezia in pullman risparmia i cambi di treno e il rischio di eventuali colpi di sonno dovuti alla stanchezza, soprattutto al ritorno, a chi dovesse riprendere il viaggio in macchina. Il tutto per me è durato dalle 6.30 di mattina alle 9 di sera. Un bella gita.

Per chi ha più tempo e preferisce la gita ‘fai da te’ ecco alcuni link utili:
Ferrovie dello Stato
Navigazione Golfo dei Poeti

Consiglio di provare le tre ‘prospettive’ di approccio alle Cinque Terre: dall’entroterra, con il treno locale, con il battello.

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