Chiesa di San Pietro a Cedda

Chiesa di San Pietro a CeddaLa Chiesa di San Pietro a Cedda è una tipica chiesa rurale senese in pietra con tetto a capanna risalente al 1040.

Per raggiungerla: uscita Poggibonsi Nord; SS 429 per Castellina in Chianti. Dopo cinque chilometri sulla destra: Cedda.

Uno dei miei rammarici per non aver preso la patente, nonostante le molteplici guide fatte, è di non poter andare in giro per la campagna senese e fermarmi ad ogni segnaletica marrone che indica la presenza di una pieve.

L’alternativa è di andare a colpo sicuro (tutte queste pievi non sono normalmente aperte) con il volontario/a (si fa per dire) di turno disposto a scarrozzarmi.

Lo scorso 26 aprile la Chiesa di San Pietro a Cedda è stata aperta al pubblico grazie ai volontari di Pievi Romaniche della Toscana e oltre e io ne ho approfittato per visitarla.

Che meraviglia!

Ci ha fatto da guida Stefano Mori e come di consueto ecco il mio reportage.

Solitamente siamo portati a chiamare ‘pievi’ tutte le chiese romaniche che puntellano la campagna senese, indistintamente. In realtà nel Medioevo c’era una specie di gerarchia a capo della quale c’era la ‘pieve’ e poi le ‘canoniche’.

L’indizio che ci svela che la Chiesa di San Pietro a Cedda è una canonica e non una pieve è la mancanza di fonte battesimale originario.

Non e il mio intento fare qui una disquisizione sull’argomento anche perché non ne sarei in grado. Per questo vi rimando in Biblioteca mentre io proseguo con il mio reportage.

La facciata della Chiesa di San Pietro a Cedda presenta un portale con architrave scolpito con motivi ornamentali e croce al centro e una finestra bifora.

Originariamente presentava un campaniletto a vela tipico delle canoniche.  Il campanile che vediamo oggi, tipico delle pievi,  era in realtà una colombaia ed è diventato torre campanaria nell’Ottocento. Forse è stata utilizzata come torre di avvistamento.

All’interno la Chiesa presenta una copertura a capriate lignee ed un’unica navata con abside.

La struttura è originaria tranne che per il pavimento. Infatti è stato rialzato di circa sessanta centimetri. Anticamente quando si entrava in Chiesa si scendevano tre scalini il che non era una cosa inconsueta.

A metà circa della navata un grande arco delimita il presbiterio dalla zona dei fedeli. Le semicolonne sulle quali poggia l’arco presentano dei capitelli decorati con fanciulli e viti, motivo ricorrente nelle chiese romaniche e per sincretismo, lì dove non fatto appositamente, riconducibile alla risurrezione di Cristo.

“La vite infatti, forse più di ogni altra pianta, perdendo quasi di colpo le foglie e apparentemente seccandosi alle soglie dell’inverno, sembra che muoia.  In modo altrettanto rapido e vistoso ‘rinasce’ in primavera, segnando così visibilmente il ciclo di morte e resurrezione della natura.” (cit Pieve Romaniche di Silvio Bernardini)

Chiesa di San Pietro a Cedda

Appena prima si scorgono due mensole, una con un volto di uomo/donna con le mani alzate, l’orante. “Il gesto può essere interpretato come un gesto epifanico di chi esclama: eccomi!” ( cit. Pievi Toscane di Silvio Bernardini). Servivano per appoggiare una trave destinata ad accogliere le lampade votive; aveva una funzione tipo quella dell’iconostasi nelle chiese ortodosse.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Proseguendo verso l’altare, a sinistra c’è un affresco del ‘Duecento che raffigura Santa Cecilia. La riconosciamo solo perché è scritto. Chissà come mai proprio lei.

L’abside presenta un cordulo con decorazioni varie: palme, rosette ed alcuni bassorilievi di animali e uomini.

Al centro una monofora presenta nel suo arco due angeli, alcune rosette, il pellicano e l’agnello di Dio.

Ricorrente in questa chiesa  è  la rappresentazione del pellicano. Nei bestiari gli animali vengono identificati con virtù e vizi. Riguardo al pellicano è scritto che quando non ha da mangiare per i suoi piccoli, si scarnifica il petto.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Non è vero però è una immagine cristologica e la Chiesa ha mantenuto questa credenza/significato tanto che lo troviamo ricamato anche nei paramenti sacri del sacerdote. A dimostrazione di ciò,  Stefano ci ha mostrate la casula indossata dal sacerdote durante la Messa di quella domenica.

Chiesa di San Pietro a Cedda

All’interno dell’abside, a sinistra, c’è un tabernacolo originale per gli olii santi.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Sopra l’abside c’è una apertura a forma di croce che indicava ai pellegrini che in quel luogo avrebbero trovato ospitalità. Infatti i canonici oltre alla vita apostolica di liturgia davano ospitalità ai pellegrini, assistenza ai poveri e gestivano un territorio.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Nella parete di destra si trova il tabernacolo del Santissimo Sacramento. È del ‘Quattrocento e sebbene sembri essere fatto in ferro battuto in realtà è pietra serena scolpita.  Bellissimo!

Ancora a destra si apre la cosiddetta Porta dei morti: infatti da questa porta i morti  venivano portati nel cimitero.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Interessantissime le decorazioni dell’architrave che indicano la vita dell’uomo cristiano in terra e nell’aldilà. Da sinistra a destra: le rosette indicano la vita, la griglia/setaccio (oggetto familiare ai contadini che frequentavano la Chiesa) indica il giudizio, la croce rappresenta Cristo, l’ulivo rovesciato rappresenta la morte (alcuni intendono la palma come simbolo del martirio), la foglia d’acanto rappresenta l’immortalità.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Usciti dalla torre campanaria possiamo ammirare il suo architrave decorato con rosette, pellicano, croce e in più l’angelo della morte.

Chiesa di San Pietro a Cedda

L’abside esternamente presenta archetti pensili sorretti da colonnette e da piccole mensole a forma di teste umane o bestiali a coronamento e la monofora di richiamo longobardo.

Da questa postazione si può ammirare un bellissimo panorama sulla campagna.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Sembra che io lo faccia apposta e invece non è così; dopo Instagram e Facebook anche qui stavo per dimenticarmi del San Pietro affrescato all’interno della Chiesa sulla parete destra.

Chiesa di San Pietro a Cedda

Se ripenso a quello che ci ha detto Stefano e cioè che durante il Barocco tutte le chiese romaniche sono state scialbate all’interno, mi vengono i brividi!

Che ve ne pare?

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