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Cappella di Vitaleta: come arrivarci

La Val d’Orcia in Toscana deve gran parte del suo successo alle dolci colline rimaste volutamente immutate nel tempo e punteggiate da isolate costruzioni di carattere civico e religioso in pietra e antichi centri abitati contenuti nelle dimensioni.

Io lo so bene grazie anche al mio lavoro di segretaria d’albergo che la maggior parte dei clienti sia stranieri che italiani sceglie Siena non tanto per visitare Siena, cosa che mi addolora moltissimo ogni volta come potrete immaginare anche se lo prendo come stimolo per illustrare con passione e coinvolgimento le meraviglie di Siena. Non a caso siamo stati scelti l’anno scorso da Alberto Angela e Rai 1 per una puntata del programma Meraviglie che mostra le ‘meraviglie’ d’Italia, per l’appunto. Scusate la divagazione. Dicevo che i turisti di solito scelgono Siena per visitare la sua provincia molto più radicata nell’immaginario collettivo e la cosa buffa per me è che è stato proprio grazie ad un cliente straniero che anni fa sono venuta a conoscenza della Cappella di Vitaleta nel Comune di San Quirico d’Orcia.

È successo che una foto della Cappella di Vitaleta era sulla copertina di un magazine patinato che facevamo trovare ai clienti in camera. Per me era una bella foto, il classico fabbricato antico con il cipresso da una parte come tante altre nella Val d’Orcia e non qualcosa di particolare.

Un cliente mi chiese proprio come fare ad arrivarci dando per scontato che io lo sapessi tanto per lui era conosciuto quel luogo. Cercai su Google e credo di aver dato delle indicazioni molto generiche all’epoca.

Capii però che era qualcosa che fuori dall’Italia si conosceva benissimo, che rientrava sicuramente nelle to do list di cose da vedere e quindi mentalmente mi ripromisi di approfondire.

Dopo altri anni, dopo essermi registrata su Instagram e aver iniziato anch’io a postare e a interagire con altri Instagrammers mi sono imbattuta nel profilo di Antonio Cinotti, un senese che successivamente ha chiamato Around Siena la sua attività di comunicazione e diffusione della conoscenza del territorio senese attraverso i Social Media (il nome scelto parla da sé!)

Vitaleta è uno dei cavalli di battaglia di Antonio su Instagram insieme ai ‘cipressini ’ e quindi la Cappella di Vitaleta tornò a far parte dei miei interessi.

Passano altri anni e un giorno in gita con mia sorella nella Val d’Orcia notiamo delle persone, in un punto preciso della strada provinciale 146 che porta a Pienza, ferme lì con le macchine fotografiche rivolte verso un punto preciso. Incuriosite ci fermiamo e… dopo aver messo a fuoco anche noi scorgiamo in lontananza proprio lei la Cappella di Vitaleta. Per me poteva finire lì. Era talmente meravigliosa così isolata e irraggiungibile che non vedendo a occhio nudo una strada asfaltata che ci arrivasse pensai che le foto che nel tempo mi era capitato di intercettare in giro fossero zoommate e che non ci si potesse arrivare proprio davanti.

Mi sbagliavo!

E si, perché proprio Antonio Cinotti due anni più tardi scrisse un post per il sito di Igers Italia con le indicazioni per arrivarci a piedi. Chissà quante volte aveva dovuto rispondere alla domanda: come ci si arriva a quella Cappella, si proprio quella con i cipressi ai lati?

A volte sono un po’ lenta me ne rendo conto (ad esempio il sogno di andare a New York era dal 1996 che lo coltivavo sul serio. Si è realizzato solo nel 2017) ma evidentemente non era ancora il tempo di giungere al cospetto della Cappella di Vitaleta finché non l’ho inserito nelle #100cosedafareprimadimorire e mia sorella, che con occhio vigile butta di tanto in tanto un occhio alla mia lista o mi chiede se c’è qualcosa di non molto impegnativo a livello di tempo da poter fare, mi aveva promesso che appena si fosse creata l’occasione mi ci avrebbe portato quindi un giorno festivo in cui entrambe fossimo state libere dal lavoro e con una bella giornata visto che le indicazioni di Antonio prevedevano una camminata di quaranta minuti da considerare anche al ritorno. Bisognava farlo magari non quando è troppo caldo.

Il giorno evidentemente scritto nella mia storia dal fato per vedere la Cappella di Vitaleta era il 26 dicembre 2019.

Giornata da segnare sul calendario, ovviamente. E dire che non era iniziata benissimo nel senso che pur essendoci avviate verso le dieci di mattina con il sole da Siena per la Cassia verso Sud in direzione Buonconvento dopo qualche chilometro è comparsa all’improvviso la nebbia! Mia sorella era già lì sul piede di guerra contro la Natura. A me fa troppo ridere quando fa così. Comunque, non poteva esserci la nebbia per tutto il giorno. Tutti i siti di previsione dicevano il contrario. Siamo state fiduciose e abbiamo proseguito. E infatti dopo la galleria che si trova poco prima dell’uscita per San Quirico d’Orcia è stato davvero come riveder le stelle: il cielo era terso e il sole tutto per noi. Quando al ritorno lo abbiamo raccontato a mia mamma lei ha tirato fuori dalla sua saggezza popolare il detto Nebbia bassa bel tempo lascia. Lo terrò a mente per la prossima volta 🙂

Presa l’uscita per San Quirico d’Orcia abbiamo imboccato la strada provinciale 146 verso Pienza e dopo qualche chilometro sulla destra abbiamo individuato il cartello Agriturismo La Buca (è piccolo di quelli con scritta bianca su sfondo blu quindi andate piano altrimenti vi sfugge) come da indicazioni di Antonio. Al bivio abbiamo visto la segnaletica della Rete Escursionistica Toscana e subito dopo aver imboccato la strada, prima di cercare parcheggio per la macchina e avventurarci nella camminata di quaranta minuti, ci è cascato l’occhio su un altro cartello che proponeva di arrivare con la macchina in un punto più vicino alla Cappella di Vitaleta e poi a piedi in molto meno di quaranta minuti.

Abbiamo quindi ripreso la strada provinciale 146 verso Pienza e dopo qualche chilometro abbiamo trovato l’incrocio con il cartello marrone con l’indicazione della Cappella di Vitaleta.

La strada è sterrata. Abbiamo proseguito fiduciose finché non abbiamo incrociato dei maratoneti cosa che ci ha confermato che ci trovavamo nella direzione giusta. Arrivate ad un certo punto sulla sinistra c’era un cartello verde che indicava la Cappella di Vitaleta per chi arrivava in senso opposto al nostro, a destra qualche macchina parcheggiata alla meglio e davanti la strada sterrata che continuava. Mia sorella si è avventurata e ha trovato un cancello chiuso. Non c’era alcuna indicazione ma vedendo altri maratoneti anche dall’altra parte del cancello abbiamo deciso di andare anche noi passando lateralmente tra il cancello e lo sterrato.

Be, l’ho riconosciuta subito da lontano. Man mano che avanzavamo ci si svelava il retro della Cappella di Vitaleta con la sua abside, il campanile a vela con due celle campanarie e i cipressi ai lati.

L’ora era perfetta. Pochissimi turisti ancora, un silenzio interrotto solo dal rumore del vento e del breccino che scricchiolava al nostro passaggio.

Siamo arrivate quindi dal retro e con grande emozione l’abbiamo costeggiata e siamo giunte davanti alla facciata rinascimentale, riprogettato dall’architetto Giuseppe Partini nell’Ottocento.

Nel prato antistante c’è un pozzo e più in là una azienda agricola.

La Cappella di Vitaleta è chiusa e questo la rende ancora più affascinante. Come a dire: va bene, fin qui ci sei arrivato ma non posso mostrarti proprio tutto tutto.

La Cappella di Vitaleta custodiva un tempo una scultura di Madonna di Andrea della Robbia che ora si trova in una chiesa di San Quirico d’Orcia. Non so se su richiesta e a chi bisogna rivolgersi per visitarla all’interno ma non importa. Lateralmente c’è una panca in pietra. Ecco, siamo rimaste il tempo giusto prima che cominciassero ad arrivare frotte di turisti. Io ci sarei rimasta tutto il giorno a farmi riscaldare dal sole, a contemplare la bellezza morbida della natura a far volare i pensieri a patto di essere da sola o al massimo con mia sorella 🙂

Un paradiso.

La prossima volta vorrei arrivarci a piedi seguendo il sentiero che parte dall’Agriturismo La Buca come dalle indicazioni di Antonio e quindi arrivarci dalla facciata.

Questa volta l’abbiamo fatta comoda ed è andata bene così anche perché… c’era chi ci aspettava a casa per il pranzo!

Se può interessare, nel mio profilo Instagram (ami_saba) ho creato una storia in evidenza con i video che ho fatto durante la visita.