Archivio della categoria: Gratitudine

WorkSchock con Richard Romagnoli

WorkSchock con Richard Romagnoli

Sabato ho fatto una cosa bellissima: ho partecipato al WorkShock di Richard Romagnoli a Firenze (quella con la felpa bianca nella foto sono io. Ringrazio lo staff di Richard per aver pubblicato questa foto su Facebook).

Dopo aver letto il libro Ho imparato a ridere mi ero detta che prima o poi avrei partecipato ad una delle sessioni di Yoga della Risata di Richard ed è accaduto in brevissimo tempo.

Non è semplice rispondere alla domanda che cos’è il WorkShock, pur avendo io letto anche il libro WorkShock in cui Richard racconta l’esperienza che propone in queste giornate. Mi sarà sicuramente più utile rileggerlo ora, dopo aver partecipato all’evento. Continua a leggere

Ho imparato a ridere di Richard Romagnoli

Ho imparato a ridere di Richard Romagnoli

Semina un pensiero e raccoglierai le azioni,

semina azioni e raccoglierai delle abitudini.

Semina delle abitudini e raccoglierai il tuo carattere,

semina il tuo carattere e raccoglierai il tuo destino.

Il destino dipende dal carattere,

il carattere dipende dalle abitudini,

le abitudini dipendono dalle azioni,

e le azioni dipendono dai pensieri.

Pensiero e destino sono interconnessi.

-Sathya Sai Baba

Tratto dal libro Ho imparato a ridere di Richard Romagnoli per EIFIS Editore.
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La vita è bella

La vita è bella

Stride il titolo di questo post appena ci guardiamo un po’ intorno, vero?

Anche il film di Benigni, La vita è bella, mi procurò irritazione la prima volta che lo vidi. Ci fu bisogno di qualcuno che me lo ‘spiegasse’ per capirne il valore.

Per me, nata cinquant’anni fa, l’evento più tragico frutto della malvagità dell’uomo è stato quello dell’attentato alle Torri gemelle.

Ho sempre pensato che la paura e l’impotenza che ho provato quell’11 settembre del 2001 somigliasse molto a quella provata dai nostri avi per i bombardamenti delle guerre mondiali.

Altri attentati terroristici ne sono seguiti. Appena la mente ne dimentica l’ultimo ecco che ne spunta un altro lì dove meno te l’aspetti, a Barcellona per esempio.

L’istinto di sopravvivenza mi fa subito dire ‘meno male che non eravamo lì, né io né parenti o amici’ ma poi la paura subentra nuovamente e il cervello comincia a formulare domande a raffica: perché lo fanno? perché non ci lasciano in pace e se ne stanno nel loro paese? io sono al sicuro qui dove sono? devo rinunciare a viaggiare? devo pensare a me stessa oppure c’è qualcosa che posso fare per fermare questo orrore? come faccio a continuare a vivere con serenità?.

Ho paura anche di me stessa, delle risposte che potrei dare; superficiali, di convenienza, egoistiche ma non voglio essere così e allora cerco ispirazione in ciò che hanno scritto i grandi che non ci sono più ma anche in chi, per lavoro, diffonde il valore della gratitudine. Mi riferisco ad Assunta Corbo (potete leggere come mi sono imbattuta nella sua missione qui)

I brani che mi sono venuti in mente in queste ore sono di Sayagyi UBa Khin, Etty Hillesum e Dostoevskij.

A conclusione del post invece troverete la riflessioe che Assunta Corbo mi ha donato sui fatti di Barcellona e il valore della gratitudine. Riflessione che le ho chiesto personalmente e che lei mi ha fatto avere  nonostante il pochissimo preavviso da parte mia. Grazie mille, Assunta.
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