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I fratelli Karamazov, trent’anni dopo

I fratelli KaramazovLa lettura de I fratelli Karamazov di Dostoevskij (scritto nel 1879) a vent’anni fu una folgorazione; impossibile rimanere uguali dopo averlo letto. Mai avevo sentito parlare delle sfaccettature dell’animo umano come in questo romanzo; virtù e vizi senza censurare niente. Subito dopo lessi Delitto e castigo.

Ora mi sto avvicinando ai cinquanta e, galeotta la proposta di lettura di gruppo di Maria di Biase autrice del blog Scratchbook, l’ho ripreso in mano.

Per ora posso dirvi che lo leggo con più distacco. Diciamo che un po’ d’acqua sotto i ponti è passata ed ha plasmato la me di oggi; questo non mi impedisce però di riconoscergli tutta la sua potenza che oscura, a mio modestissimo parere, i romanzi scritti dallo stesso in precedenza alcuni dei quali ho letto recentemente come Memorie del sottosuolo, L’idiota, Il sosia. Sembrano quasi delle ‘esercitazioni’ non tanto a livello di scrittura quanto di conoscenza dell’animo umano in previsione, o a sua insaputa, del capolavoro della maturità.

Si va adagio nella lettura, circa ottanta pagine a settimana. La data prevista per il traguardo è il tredici dicembre; quindi c’è tutto il tempo per dedicarsi anche ad altre letture.

In questo post ospiterò le frasi che mi colpiscono ‘ora’; che anche se estrapolate hanno comunque un senso compiuto universalmente comprensibile.

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“AIUTO STO SCOMPARENDO”

pensieri erranti“Diciassette anni fa ho letto su un muro: “AIUTO STO SCOMPARENDO”
chi avrà scritto una simile angoscia che coinvolge ogni essere?
Comparire e scomparire, tra questi due stati c’è la realtà dell’esistenza,
la motivazione del lavoro e la cura per la sua durata, la necessità della sua
elaborazione tecnica e la certezza della sua dissolvenza.
E’ fantastico pensare che ogni attimo di istinto vitale denunci in modo totale
la sua scomparsa,
“AIUTO STO SCOMPARENDO” è un attimo di istinto vitale.
“AIUTO STO SCOMPARENDO” è una richiesta inutile, una scritta che
nessuno vorrebbe leggere e conoscere ma che tutti sono costretti a condividere.
“AIUTO STO SCOMPARENDO” è la  motivazione di ogni azione dell’uomo,
anche dell’opera d’arte.”

2003

Tratto da Giuseppe Penone. Scritti 1968-2008
Mambo Ikon

PARLARE

Tratto da Il libro delle 399 meditazione Zen di Claudio Lamparelli
Oscar Mondadori

Si deve parlare molto prima di poter tacere.
Fung Yu-lan
Commento:
Prima di arrivare all’essenza, alla semplicità -afferma Fung Yu-lan-, dobbiamo passare l’intrico della complessità. E’ necessario sperimentare prima il mondo e le sue strade perché nasca in noi il desiderio di chiarezza. E’ necessario illudersi e provare la delusione per sentire la necessità di una liberazione.
Chi meglio di un carcerato sa apprezzare la libertà? Quante parole dovremo pronunciare, quante dottrine, quante conoscenze, quante teorie dovremo scartare per avvertire il bisogno di un silenzio ristoratore?