Brueghel, meraviglie dell’arte fiamminga

Hieronymus Bosch: Il ciarlatano

Roma, Chiostro del Bramante
Fino al 2 giugno 2013

Dall’audioguida: La pittura fiamminga è vicina alla realtà; il particolare e il dettaglio sono l’elemento tipico dell’estetica pittorica.

Può essere utile come linea guida di lettura delle opere esposte nella mostra.

Mi hanno fatto sorridere ad esempio un paio di quadri dove con naturalezza vengono rappresentati un bimbo e un adulto mentre fanno la pipì. Mi è tornata in mente la stessa naturalezza con cui in alcuni quadri esposti alla passata mostra di Vermeer ho trovato rappresentati animali nei luoghi di culto.Personalmente mi è piaciuta molto questa mostra e ha strappato una promessa a me stessa e cioè di inserire nella mia wish list il quadro di Pieter Brueghel il vecchio presente nel Museo di Capodimonte di Napoli: La parabola dei ciechi. Ora che ci penso, visto che si trova in Italia sarebbe stato davvero fantastico poterlo ammirare in questa sede.

Ho preso l’audioguida ma forse non è indispensabile -visto il costo- se si ha voglia e tempo di leggere tutte le didascalie.

Ecco ciò che ho trattenuto di quanto ho visto.

La mostra si apre con due splendidi quadri di Hieronymus Bosch:

Il ciarlatano, eseguito dopo il 1500, proveniente da Gerusalemme

Hieronymus Bosch: Il ciarlatano

Come non rimanere colpiti dal senso dell’umorismo di Bosch nel momento in cui ci accorgiamo della rana messa in bocca al credulone mentre lo vediamo teso ad ascoltare le parole del ciarlatano e qualcuno approfitta della situazione per sfilargli il borsello? Il tutto mentre alcuni astanti lo deridono e qualcun’altro invece dorme noncurante della scena?

I sette peccati capitali, eseguito tra il 1500-1515, proveniente da Ginevra. Di questo quadro colpisce, oltre alla personificazione dei peccati all’interno di una sfera trasparente che poggia sull’inferno ed è sormontata dalla crocifissione di Cristo, il paesaggio azzurro.

Hieronymus Bosch: I sette peccati capitali

La mostra prosegue con il capostipite della dinastia Brueghel la cui genealogia, dal punto di vista artistico, è indicata più volte lungo il percorso della mostra.

Pieter Brueghel il vecchio, un visionario; morì nel 1569, a 45 anni, quando i figli, che seguiranno la sua arte, erano ancora molto piccoli; infatti Jan aveva solo un anno e Pieter cinque quindi non hanno subito l’influenza diretta del padre.

Risurrezzione: l’evento religioso è ambientato in un contesto contemporaneo.

Pieter Brueghel il vecchio: Risurrezione

Pieter Brueghel il giovane, un narratore di storie.
Danza nuziale all’aperto (1610, proveniente dagli Stati Uniti), uno dei temi preferiti nel diciassettesimo secolo. Lo sguardo si perde tra le torsioni dei danzatori, i veli svolazzanti delle signore, le coppie che si abbracciano, si baciano e qualcuno che si sta scolando una caraffa non certo di acqua!

Pieter Brueghel il giovane: Danza nuziale all'aperto

Le sette opere di misericordia (1616-1618, Bruxelles). Dal basso a sinistra e proseguendo in senso orario: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, visitare i carcerati, seppellire i morti, dare ospitalità ai pellegrini, visitare gli ammalati, vestire gli ignudi.

Pieter Brueghel il giovane: Le sette opere di misericordia Per associazione di immagini mi è tornato in mente lo stesso soggetto eseguito dal Caravaggio solo una decina di anni prima.

Caravaggio: le sette opere di misericordia

Paesaggio invernale con trappola per uccelli, ci sono le due versioni quella del 1605 di Ginevra e quella del primo quarto del XVII secolo Napoli. Il soggetto allude alla precarietà della vita umana (la lastra di ghiaccio potrebbe cedere ed i pattinatori rimanerne inghiottiti) e animale (chi ha collegato il filo alla porta di legno potrebbe decidere in qualsiasi momento di tirare il filo e quindi gli uccellini rimanere schiacciati)

Pieter Brueghel il giovane: Paesaggio invernale con trappola per uccelli

Jan Brueghel il vecchio, fratello piccolo di Pieter e considerato più talentuoso di questo, esponente della pittura floreale. Sorprendente la brillantezza di colori.

Madonna con bambino in una ghirlanda di fiori (1616-1618, Stati Uniti): il quadro è realizzato insieme a Pietre Paul Rubens che ha eseguito la figura della Madonna con bambino.

Jan Brueghel il vecchio e Pietre Paul Rubens: Madonna con bambino in una ghirlanda di fiori

Jan Brueghel il giovane, segue la tradizione floreale del padre. I mazzi rappresentati non esistono nella realtà perché i fiori sbocciano in periodi diversi quindi il quadro è stato fatto in più mesi. Peccato non essere ferrata in materia di fiori; la  mia conoscenza non va oltre rose, garofani, tulipani!

Natura morta con tulipani e rose in un vaso di vetro appoggiato su un tavolo (1610, Stati Uniti), eseguito insieme al padre.

Jan Brueghel il giovane e Jan Brueghel il vecchio: Natura morta con tulipani e rose in un vaso di vetro appoggiato su un tavolo

A questo punto della mostra c’è una parentesi dedicata ai proverbi e ai detti molto diffusi in quel periodo.

Gli adulatori (di Pieter Brueghel il giovane. 1592, Maastrich). Il tondo non può che suscitare ilarità nell’osservatore. La scritta intorno recita ‘Poiché tanto denaro passa nella mia borsa sono sempre circondato da adulatori’. L’umorismo pungente e provocatorio è evidente.

Pieter Brueghel il giovane: Gli adulatori

Si passa poi a diverse allegorie in cui Jan Brueghel il giovane era specializzato, oltre che ai fiori.

Dall’audioguida: l’allegoria è come un messaggio visivo; rende un concetto astratto in forma visiva. Me lo sono appuntato perché ancora non mi è chiara la differenza tra ‘allegoria’ e ‘simbolo’ in pittura.

Troviamo l’Allegoria dei quattro elementi (acqua, aria, fuoco, terra), l’Allegoria dell’udito (rappresentata principalmente con strumenti musicali)

Jan Brueghel il giovane: Allegoria dell'udito

l’Allegoria dell’olfatto
(rappresentata principalmente con varietà di fiori), l’Allegoria della Pace (dove campeggiano Venere e Cupido), l’Allegoria della Guerra (dove campeggia Marte) eseguiti dal 1640 al 1650.

A questo punto c’è spazio anche per i parenti acquisiti. E’ il caso di Jan Van Kessell il vecchio, cognato di Jan Brueghel il giovane, specializzato in insetti e farfalle che dipinge anche su lastre di marmo. Sarò banale ma mi ha ricordato i motivi dei quaderni Pigna!

Studio di fiori primaverili con farfalle e insetti, eseguito su marmo (1659, Stati Uniti)

Jan Van Kessell il vecchio: Studio di fiori primaverili con farfalle e insetti

Si riprende la discendenza di sangue con Ambrosius Brueghel, figlio di Jan Brueghel il vecchio, il quale continua la tradizione floreale che svilupperà in chiave moderna come ricerca dell’essenziale. Detto per inciso la pittura floreale non è una pittura autoreferenziale ma allude alla brevità della vita umana.

Natura morta con fiori (1660-1665, Vermont).

Ambrosius Brueghel: Natura morte con fiori

Anche qui, per associazione di immagini mi sono tornati in mente i dipinti di Luciano Ventrone!

Luciano Ventrone

David Teniers il giovane, altro parente acquisito.
Contadini in una taverna (1655-1660 collezione privata)

David Teniers il giovane: Contadini in una taverna

La mostra si conclude con l’ultimo erede della dinastia, Abraham Brueghel, che si distaccherà completamente dallo stile della famiglia anche per le influenze che subirà in Italia dove decide di stabilire la sua dimora.

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