Bianco e Valente al Caveau di Serena Fineschi

Siena: Bianco e Valente al Caveau di Serena Fineschi

Giovanna Bianco e Pino Valente, artisti napoletani, a proposito della loro idea esposta al Caveau di Siena nel Vicolo del Coltellinaio dal 25 maggio 2016 per un mese:

“L’opera nasce da una riflessione sulle potenzialità del linguaggio, sulla capacità dell’uomo di indurre la formazione di immagini nella mente dei propri interlocutori, utilizzando semplicemente le parole. Immagini che si formano traendo linfa dal bagaglio delle proprie esperienze personali, e questo spiega perché a partire da uno stesso testo ci sia una moltitudine di possibili raffigurazioni mentali, dovute all’unicità di ogni individuo”

da Sienafree.it

Ecco il testo dell’idea:

Questo foglio impedisce la visione della fotografia che è cucita sul lato opposto.
Si tratta di una vecchia fotografia in bianco e nero che abbiamo acquistato qualche mese fa su una bancarella qui a Napoli, non sappiamo quando sia stata scattata.
Si vede uno sconosciuto di spalle, seduto su una panchina che guarda il paesaggio davanti a sé.
L’uomo ha un cappello in testa, probabilmente un colbacco, e alla sua sinistra v’è un’altra panchina, vuota.
Le due panchine si trovano sulla riva di un lago e sulla sinistra si vede un piccolo promontorio con un gruppo di case e degli alberi, mentre più in lontananza si vede una catena montuosa i cui picchi più alti sono innevati.
Potrebbe essere una giornata di inizio autunno, fredda ma con il sole, la panchina vuota proietta la propria ombra a terra, gli alberi in lontananza sono ancora folti di foglie.
La direzione verso cui guarda l’uomo è fuori dall’inquadratura, chissà cosa sta guardando e quali sono i suoi pensieri.

***

Che dire? molto suggestivo questo esercizio che ci propongono Bianco e Valente; quello cioè di un atto d’immaginazione.

La curiosità di vedere la fotografia è tanta ma la cassaforte è chiusa, altrimenti che Caveau sarebbe? e quindi non si può sbirciare. Bisogna stare al gioco.

Ognuno ha i suoi riferimenti. Per me quel lago non può che essere il Lago di Garda dove sono stata una vita fa seduta su una panchina ad ammirarlo. Non ricordo altro. Non ricordo se tutt’intorno potrebbe corrispondere alla descrizione della fotografia di Bianco e Valente.

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Gli altri artisti che hanno esposto la loro idea nel singolare Caveau di Serena Fineschi a Siena li trovi nella categoria Caveau

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