Assisi

Assisi: vista dalla piazza antistante la Basilica di Santa Chiara

Non è la prima volta che vado ad Assisi ma forse questa volta l’ho visitata con una consapevolezza in più sia perché sono passati diversi anni dall’ultima volta e quindi io nel frattempo sono cambiata e sia perché, essendo questa visita parte di un tour organizzato da proporre ai clienti dell’Hotel dove lavoro, mi sono chiesta se ci fosse un unico motivo per visitarla visto che il suo nome è quasi univocamente legato a San Francesco oppure no soprattutto pensando al fatto che in un gruppo organizzato di questo tipo le persone non si scelgono tra di loro e quindi ognuna è inconsapevole dell’interesse che muove l’altra a visitare lo stesso luogo e ciò può creare delle insofferenze.

Alla fine del tour sono riuscita a darmi una risposta che mi ha pienamente soddisfatto e cioè che sì, si può andare ad Assisi per motivi diversi: religiosi, artistici o paesaggistici ma l’uno non esclude l’altro e quindi è difficile che qualcuno rimanga scontento. La sfida sta nel riuscire a soddisfare equamente le attese di tutti; ma questo spetta a chi organizza il tour.

Chi è mosso da:
motivi religiosi si reca ad Assisi  per conoscere i luoghi dei Santi Francesco (1182 – 1226) e Chiara (1193 – 1253) che qui hanno avuto i natali e hanno scoperto la loro vocazione religiosa;
– motivi artistici troverà nella Basilica di San Francesco la storia dell’arte in atto così come narrata dal Vasari: ‘fu Cimabue quasi prima cagione della rinovazione dell’arte della pittura’  e ‘del ritrarre bene, di naturale, le persone vive’ di Giotto;
– motivi paesaggistici, come ad esempio la signora americana che ha fatto il tour con me e che fa di professione la fotografa, troverà godimento nei panorami che si aprono alla vista dalle piazze difronte alle Basiliche dedicate ai Santi e dagli scorci che si intravedono dalle stradine del paese.

Il percorso classico all’interno delle mura accontenterà quindi tutti, secondo me.

Se vi sembra che io abbia fatto la scoperta dell’acqua calda andate pure oltre, non me la prenderò a male 🙂

Da Porta Nuova si entra quindi in città e subito sulla sinistra si trova la Basilica di Santa Chiara dove è custodito il crocifisso di autore anonimo con la particolarità del Cristo non sofferente che nel 1206, nella chiesetta di San Damiano, svelò a San Francesco la sua conversione e missione, restaurare la Chiesa universle e non solo quella di San Damiano, e la grande tavola eseguita nel 1283 dal maestro di Santa Chiara  con la figura di Santa Chiara  nel mezzo circondata dagli episodi salienti della sua vita. Questa tavola non è visibile da vicino, purtroppo; ma la riproduzione di ciascuna immagine con il riferimento all’episodio rappresentato è visibile nelle riproduzioni a grande scala collocate nelle pareti che circondano la tomba della Santa giù nella Cripta.

Assisi: Porta Nuova

 Assisi: Basilica di Santa Chiara

Riprendendo la strada principale verso Piazza Comune si arriva, sulla sinistra, ad una lunetta con la scritta ‘Scendi le scale e troverai l’ostello dove nacque Francesco il poverello’ e infatti in fondo alle scale troviamo la Plateola di San Francesco il luogo cioè dove egli nacque e che dette ulteriore prova del fatto che si potesse accostare la vita del Santo a quella di Cristo per il fatto che ripeteva nella sua vita quella di Cristo. Ad ulteriore conferma di ciò venne incontro anche l’episodio dell’estimmate (riproduzione temporanea o permanente delle piaghe di Cristo) accaduto a San Francesco sulla Verna.

Assisi: Plateola di San FrancescoProseguendo su questa strada si arriva alla Chiesa Nuova che sorge nel luogo dove San Francesco abitò con la famiglia. All’interno è indicato il luogo dove fu tenuto prigioniero dal padre che voleva dissuaderlo dalla sua vocazione.

Assisi: Chiesa NuovaDa qui rapidamente si arriva in Piazza Comune dove si trovano il Palazzo Comunale e la Chiesa di Santa Maria sopra a Minerva che in origine era un tempio romano forse dedicato alla dea Minerva.

Assisi: Piazza Comune

Da Piazza Comune si gira a sinistra per Via Portica e da qui andando sempre dritto si arriva alla Basilica di San Francesco che si erge su due livelli più la cripta.

Assisi: Basilica di San Francesco

Assisi: vista dalla piazza antistante la Basilica di San Francesco

Nel livello superiore,  alto e luminoso destinato ai fedeli e alle funzioni religiose, sono presenti gli affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco.

Il livello inferiore è stato costruito per primo con la funzione di preparare l’anima alla visita della tomba di San Francesco nella cripta e quindi la poca luce doveva favorire il raccoglimento e la meglio predisposizione dell’anima. Qui troviamo una Madonna con Angeli e San Francesco del Cimabue dove si nota già l’influenza del senese Duccio di Buoninsegna per la dolcezza dei tratti.

Nella cripta intorno alla tomba di San Francesco ci sono anche le tombe dei suoi compagni. Personalmente non ho visto ‘San Francesco + altri frati’ ma ‘amici’ sotterrati vicini e questo pensiero mi ha commossa.

Per concludere il percorso della vita di San Francesco, venendo via da Assisi ci siamo fermati alla Basilica di Santa Maria degli Angeli costruita intorno alla Porziuncola ovvero il luogo dove San Francesco morì.

A questo punto del post però mi è tornato in mente un’altro motivo per cui Assisi merita una visita ed è…. quello gastronomico! La fortuna o l’intuito ha concesso a me e a Diana, la signora americana che ha fatto il tour con me, di scegliere un ristorantino niente male dove abbiamo fatto un ottimo pasto leggero: antipasto con mozzarella di bufala e prosciutto di norcia, primo con risotto agli asparagi, vino e acqua. Niente caffé perché eravamo già in ritardo per la visita guidata!

Assisi: Hostaria la Tradizione

Assisi: prosciutto di norcia e mozzarella di bufala
Assisi: risotto agli asparagi e Diana

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