Architettura civile a Siena: XII – XV secolo

Siena: vista dall'Osservatorio metereologico-astronomico dell'Università di Siena.Come vi avevo accennato qualche post fa dopo aver partecipato al trekking urbano #SienaFrancigena mi è venuta la curiosità di sapere cosa vedevano i viandanti della Via Francigena giunti a Siena in epoche diverse.

Questa curiosità mi ha condotto al volume Siena Medievale. L’architettura civile di Fabio Gabbrielli che mi ha aperto un mondo fornendomi le coordinate per orientarmi (e dire che tempo fa avevo partecipato ad una visita guidata su questo tema ma non ero riuscita a ‘visulizzare’ certi elementi architettonici).

Ho anche ripreso in mano un manuale di elementi di architettura che avevo in casa per ripassare le diverse parti dell’arco (imposte, cuneo di volta, cunei, intradosso, estradosso, timpano, imposte, arco a sesto acuto, a tutto sesto, ribassato, senese, falcato, etc)

Alla fine ho scoperto che…

Dalla metà del XII secolo alla metà del XIII secolo a Siena erano presenti le seguenti strutture architettoniche:

TORRE: struttura in ‘pietra da torre’ (pietra calcarea) con funzione difensiva caratterizzata da muri portanti di notevole spessore e scarse aperture con arco a tutto sesto.

E’ abbastanza semplice riconoscere le ‘torri’ di Siena. Un esempio? le Torri dei Montanini, all’inizio dell’omonima via.

Siena: Torri dei MontaniniAltre torri a Siena sono Torre Rocchetta in via San Quirico, Torre Forteguerri in via del Capitano, Torre Roccabruna alla Croce del Travaglio, Torre dell’Orsa visibile da Piazza Indipendenza, Torre Cauli visibile da via San Martino 13.

L’altezza delle torri di Siena è stata livellata anche per motivi di estetica urbana quindi quasi sicuramente erano molto più alte come, mi sono ricordata, dimostra ad esempio il dipinto Caccia ai tori in Piazza del Campo eseguito nel 1546 da Vincenzo Rustici e conservata nel Museo di Palazzo Salimbeni.

Caccia ai tori in Piazza del Campo eseguita nel 1546 da Vincenzo Rustici CASATORRE: struttura simile alla torre ma con funzione residenziale con monofore o porte finestre su tutti i piani con arco a sesto acuto, mensole in pietra e fori per il sostegno di tettoie e ballatoi, cornici gocciolatoio. Nessun elemento architettonico è sporgente o rientrante rispetto al paramento murario.

E qui fondamentale è stato il contributo grafico di Fabio Gabbrielli che ha disegnato la Casatorre dei Rinuccini come effettivamente doveva apparire ai contemporanei.

Guardate la mia foto…

Siena: Casatorre RinucciniE poi guardate il disegno….

Siena: Casatorre Rinuccini, disegno tratto da Siena Medievale. L’architettura civile a Siena di Fabio GabbrielliNon è fantastico? Ho capito che la mensola in pietra a forma di L serviva per incastrare la trave dove appoggiava la tettoia (per me ‘mensola’ era il ripiano per metterci i libri…), che il foro quadrato sopra una mensola in pietra di forma rettangolare serviva per infilarci la trave dove appoggiava la parte spiovente della tettoia oppure il ballatoio, che se tale foro aveva una apertura diversa era perché la trave era in posizione obliqua (vedi nella foto le travi della tettoia dei portali)

Altre casetorri a Siena sono la Casatorre Serravalle all’incrocio tra Banchi di Sotto e via delle Donzelle, la Casatorre Cauli visibile dal vicolo degli Orefici, la Casatorre Sapia in via Montanini 36.

PALAZZO: struttura ancora con ballatoi e tettoie come nelle ‘casetorri’ nella quale però fa la sua comparsa il concetto di ‘facciata’, di un fronte prospiciente la strada principale distinto dagli altri per materiali, coerenza compositiva, motivi decorativi, numero e dimensione delle aperture. Si afferma l’impiego del laterizio da solo o con la pietra. La pietra riveste comunque il prospetto principale mentre gli altri lati sono rivestiti in laterizio. Appaiono i primi ‘ferri’ alle facciate dalle campanelle per animali ai ganci per il sostegno di tende ai portali e alle finestre.

Un esempio per tutti di questa nuova tipologia è Palazzo Rinuccini in Via Cecco Angiolieri.

Siena: Palazzo RinucciniAltri ari esempi sono Palazzo Bisdomini in via Stalloreggi 39-45 e il Palazzo in via del Porrione 61-63.

Continua a Siena dal 1270 al 1300 l’evoluzione della tipologia architettonica del ‘palazzo’ passando però da un’eccezione data dall’elegante e raffinato Palazzo Tolomei che presenta:

Siena: Palazzo Tolomei– una struttura in ‘pietra da torre’ su tutti i lati (unico esempio a Siena) con doppie cornici orizzontali che corrono parallele in corrispondenza dei davanzali e delle imposte degli archi (prima volta che queste cornici compaiono a Siena);

Siena: Palazzo Tolomei– trilobi circolari aperti nelle bifore, dentelli e rosette nei timpani delle aperture, arpioni da tende alle imposte del primo piano con anello e braccio verticale a testa di bue, ganci in ferro per le tettoie invece delle mensole in pietra a forma di L e l’arco falcato (l’arco cioè che aumenta di spessore dalle imposte verso la chiave)

Svelata l’eccezione, torniamo alla regola: Palazzo Lombardi in via di Città, davanti alla Costarella, che presenta:

Siena: Palazzo Lombardi cortina in ‘pietra da torre’ alla base e laterizio nella parte terminale
– portali ad arco senese compiuto con l’arco ribassato impostato alla stessa quota di quello acuto e riprodotti in serie, senza gerarchie
– portali e finestre posizionati sullo stesso piano del paramento murario e doppie cornici orizzontali in corrispondenza dei davanzali (in pietra) e delle imposte degli archi (in cotto) alle finestre

Siena: Palazzo Lombardi– coronamento in laterizi a beccatelli troncopiramidali con unghie leonine alla base, doppi archetti a tutto sesto, parapetto a fasce di mattoni disposti a zig-zag (visibile lateralmente da Via Fontebranda) e merli a terminazione piana
– elementi angolari in pietra
– ferri: campanelle senza braccio al pianoterra e ganci da tenda con testina zoomorfa appuntita ai lati dei portali e delle trifore, con o senza anello
– mensole in pietra a forma di L e una cornice gocciolatoio in pietra, elementi indicativi di una tettoia lignea
trifora a sesto acuto decorata visibile lateralmente in via Fontebranda.

Prima di arrivare a Palazzo Pubblico, di cui Palazzo Lombardi è l’antesignano, soffermiamoci un attimo su Palazzo del Rettore in Piazza Duomo per notare le cornici orizzontali anche alle imposte degli archi dei portali e le campanelle per animali con braccio a terminazione piramidale.

Siena: Palazzo del Rettore

L’ultimo edificio con uso della pietra come rivestimento della sola facciata lo troviamo nel Palazzo in via Montanini 15-19. Qui troviamo anche l’articolazione tridimensionale  del muro di facciata consistente in archi e stipiti arretrati rispetto al piano del paramento murario e cornici orizzontali in aggetto.

Siena: Palazzo in Via MontaniniA questo punto fa il suo ingresso a Siena nel ‘Trecento Palazzo Pubblico, un palazzo che cambierà lo skyline della città rappresentando il culmine dell’architettura civile tanto da divenire modello di riferimento.

Siena: Palazzo PubblicoPalazzo Pubblico presenta quasi tutte le componenti morfologiche già presenti nell’architettura senese dell’ultimo ‘Duecento – da me evidenziate in grassetto rosso – più qualche motivo inedito:
– archetti ogivali trilobi a sesto a acuto

Siena: Palazzo Pubblico– ferri per il sostegno di torce e stanghe lignee a forma di collo d’oca e con un braccio obliquo superiore di rinforzo
– cornici in serpentina negli archi dei portali del pianoterra
– morfologia dei portali con il timpano, l’arco ribassato e quello acuto disposti su tre diversi piani progressivamente arretrati rispetto alla cortina muraria
– facciata estesa per dodici assi di aperture
– marmo per gli stemmi, le cornici e le colonnine.

Come esempio di palazzi senesi del ‘Trecento che si ispirarono a Palazzo Pubblico segnalo: Palazzo Vincenti in Banchi di Sotto 29-35, Palazzo Sansedoni in Banchi di Sotto e prospiciente Piazza del Campo – il palazzo più rappresentativo dell’architettura privata del Trecento – e Palazzo Monaldi in via di Città 2-8

Siena: Palazzo MonaldiFermo restando che le caratteristiche morfologiche dei palazzi del ‘Trecento li ritroveremo anche nella prima metà del ‘Quattrocento, fatta eccezione per la Loggia della Mercanzia che sembra più un’opera scultorea, nella seconda metà del ‘Quattrocento a Siena assistiamo alla ricostruzione di un elevato numero di case e palazzi secondo tre fondamentali linee di riferimento stilistico, dice Gabbrielli: la facciata rinascimentale di tipo fiorentino, introdotta per iniziativa di Pio II, la facciata all’antica e quella d’ispirazione gotica.

Come esempio di palazzo d’ispirazione gotica segnalo Palazzo Bardi nel Casato di sopra 33 con una novità nei ferri: essi cioè si presentano attorcigliati, con testa di animali (arpioni da tende, campanelle per cavalli e arpioni da parati) diventando di uso comune nella seconda metà del ‘Quattrocento.

Siena: Palazzo BardiSiena: Palazzo BardiCome esempio di palazzo d’ispirazione fiorentina cito Palazzo Piccolomini in Banchi di Sotto, sede dell’Archivio di Stato e del Museo delle Biccherne, realizzato su disegno dell’architetto Bernardo Rossellino con bugnato rustico alla base e bifore in alto dalla croce guelfa. Credo che ci sareste arrivati da soli alla datazione! Altri esempi sono il Palazzo delle Papesse in via di Città, dello stesso architetto e il Palazzo San Galgano in via Roma con una particolarità molto evidente e cioè l’uso della pietra arenaria.

Siena: Palazzo PiccolominiCome esempio d’ispirazione all’antica per l’uso della pietra serena al posto del marmo e del travertino nelle colonnine e cornici vi segnalo Palazzo Binducci in Via Pantaneto 127-129 con trifore e il Palazzo in Via Sallustio 5-9 con monofore. 

Siena: Palazzo BinducciIl percorso si ferma qui!

Troppo brutale?

Allora, quando  vi troverete per Siena e cercherete come me di indovinare il periodo di costruzione di un palazzo, tenete presente quest’ altro elemento di valutazione, anzi due:
– le decorazioni in cotto degli archi di portali e finestre: dai più arcaici formati da semplici fughe di forme geometriche sul lato stretto del laterizio e senza bordino a quelli più complessi per l’introduzione di motivi vegetali, lavorati nel lato maggiore del laterizio e con la presenza di un bordino di contorno. Gli archi della foto sotto li trovate in via Cecco Angiolieri, via Montanini, via dei Termini, vi Camollia, via dei Rossi, Casato di Sopra, Vicolo dei Magalotti.
Siena: decorazioni in cotto– la graffiatura dei cunei degli archi e dei mattoni della cortina muraria che può essere con righe oblique, a spina di pesce o arrotati (levigati) e che non troveremo oltre il XIV secolo. La graffiatura a spina di pesce della foto sotto è dell’arco del portale della Casa dei gettatelli in Piazza Duomo.

Siena: particolare arcoCome si evolve l’architettura civile a Siena dal ‘Cinquecento in poi? Lo vedremo in una futura puntata.

Intanto io dalla lettura del volume di Gabbrielli e dall’osservazione dal vivo ho imparato che per orientarmi nella datazione delle strutture architettoniche di Siena dal XII secolo al XV secolo devo guardare il paramento murario (materiali e profilo aggettante o meno), la quantità e forma delle finestre e portali, gli elementi di sostegno per ballatoi e tettoie (dalle mensole in pietra ai ganci di ferro ai fori), i ferri per animali,  tendaggi e torce (da decorazione liscia a decorazione attorcigliata), le decorazioni in cotto e la graffiatura.

Certo, per la conferma della datazione avrò comunque sempre bisogno di testi come quello di Fabio Gabbrielli perché il gotico senese rimarrà ancora fonte d’ispirazione nel secoli successivvi oppure perché elementi arcaici potrebbero trovarsi in palazzi contemporanei.

Se siete arrivati fin qui ci terrei molto che lasciaste un segno del vostro passaggio nei commenti e condivideste con me come vi è sembrato questo post.

4 pensieri su “Architettura civile a Siena: XII – XV secolo

  1. Nelli Rossi

    Grazie. Molto accurato e préciso….. Non scrivo bene l,Italiano per aggiungere altro. Guardero Siena con piu piaccere

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    1. amisaba Autore articolo

      Grazie Nelli!
      Anch’io ho visto Siena con occhi nuovi, seguendo questa traccia. Mi sono resa conto che alcuni palazzi era come se non li avessi mai visti prima 🙂

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  2. Francesco Viti

    Ciao Amina, complimenti per questo bell’articolo!
    Visto il tuo interesse per l’architettura medievale senese, mi permetto di consigliarti la lettura del seguente volume, facilmente reperibile presso le librerie/biblioteche cittadine:
    Castelli V., Bonucci S., Antiche torri di Siena, Siena, Betti Editrice, 2005
    Sono sicuro che ti piacerà… buona lettura 😉
    Francesco

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    1. amisaba Autore articolo

      Grazie mille Francesco, sono sicura anch’io che mi piacerà 😉
      Ho già visto online che in Biblioteca Comunale a Siena c’è!

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