Amedeo Modigliani et ses amis

Pisa: Palazzo Blu

Pisa, Palazzo Blu.
Fino al 15 febbraio 2015

Ciò che cerco non è né il reale né l’irreale,
ma l’inconscio, il mistero istintivo della razza.
Amedeo Modigliani

Sto cominciando a esigere da me stessa di chiarire cosa intendo quando di una cosa dico che è bella, aggettivo pigro, inutile (cit.) e per farlo ho bisogno delle parole di chi quella cosa la conosce, l’ha approfondita e ha dato un nome a ciò che ha provato e che provo io ora ad esempio quando mi trovo davanti a opere d’arte di un artista come Amedeo Modigliani.

Siamo non dico tutti, per non generalizzare; ma sicuramente in molti a collegare Modigliani con figure dal collo allungato, volto ovale perfetto, occhi estremamente ravvicinati spesso senza pupille, naso schematico a forma di triangolo, bocca a forma di cuore. Non tutti però sappiamo quale fosse la ricerca poetica di Modigliani.

Ecco, io personalmente ho scoperto questo, in questa mostra grazie ai testi del suo curatore Jean Michel Bouhours, accreditato studioso di Modigliani e curatore del dipartimento delle collezioni moderne del Centre Pompidou.

Tutte le informazioni necessarie sono contenute nel sito Modigliani Pisa che sono poi le stesse che troviamo riportate nei pannelli di ogni stanza. In più, il biglietto include anche l’audioguida, molto ben fatta, per cui non starò qui a ripetere ciò che è scritto altrove ma fisserò le cose che mi hanno colpito di più ma per farlo dovrò per forza di cose attingere da quello che ho letto nei pannelli della mostra.

Giusto qualche cenno biografico: Amedeo Modigliani è nato a Livorno il 12 luglio del 1884 da una famiglia di piccoli commercianti; ebreo da parte materna. Svogliato a Scuola espresse subito alla mamma il desiderio di dipingere. Fece con lei una specie di Grand Tour in l’Italia, frequentò scuole di disegno e poi si trasferì a Parigi nel 1906, città scelta all’epoca da molti aspiranti artisti perché vantaggiosa dal punto di vista socio-economico. Soffriva di tubercolosi, era sensibile all’alcohol e alle donne; ma il suo grande amore fu Jeanne Hébuterne che divenne anche sua moglie e con la quale ebbe una figlia, Jeanne. Ebbe una vita breve, morì a Parigi il 24 gennaio 1920. Dal dolore, la moglie Jeanne, incinta di otto mesi, morì suicida il giorno dopo gettandosi da una finestra al quinto piano.

Già la prima opera esposta è stata una sorpresa perché si tratta di un paesaggio che Modigliani dipinse a soli quattordici anni. Sfido io che anche voi non rimarreste sorpresi e per il soggetto e per la bravura in età così giovane.

Stradina toscana - 1898 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Stradina toscana – 1898

Nella saletta delle opere dei primi anni a Parigi lo stile direi espressionista mi ha ricordato il tedesco Ernst Ludwig Kirchner. Scusate, ma ognuno ha il suo bagaglio culturale al quale ora l’inconscio ora la ragione attinge per creare collegamenti e questo è il mio 🙂

Maurice Drourad -1909 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Maurice Drourad -1909

La malinconia che caratterizzerà molte delle figure di Modigliani è già presente in questo dipinto struggente. La foto non rende, credetemi. Sono rimasta a lungo ad ammirare questo dipinto quasi ad aspettare che la ragazza mi parlasse della sua vita.

La mendicante - 1909 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

La mendicante – 1909

Una sezione è dedicata a Modigliani scultore e a colui che fu il suo riferimento, il rumeno Costantin Brancusi. Ho scoperto che Modigliani non modellava ma intagliava la pietra. I modelli ai quali si ispirava erano i primitivi che aveva visto sia al Louvre che nella Sala Museo Etnologica del Trocadero. In particolare si ispirava all’eleganza delle sculture Khmer più che alla scultura primitiva africana che è più brutale. Chi mi ricorda questa testa di donna? Beh, un po’ il busto di Nefertiti.

Testa di donna -1912 Foto Credits: Arte e Arti

Testa di donna -1912
Foto Credits: Arte e Arti

Nella mostra di Palazzo Blu c’è anche una saletta dedicata ad alcuni rappresentanti del Cubismo, compreso un Picasso.

Picasso: I Pani - 1909 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Picasso: I Pani – 1909

Modigliani dal Cubismo prese solo la forma stereometrica del viso ed i chiaroscuri poiché era interessato al ritratto e alla sua dimensione metafisica e il Cubismo rifiutava ogni concezione psicologica. Da Cezanne prese invece la scomposizione delle figure nelle forme geometriche del cono, cilindro e sfera e l’utilizzo del colore puro.

Il quadro più radicale e diverso di Modigliani, almeno presente nella mostra, è questo. Sembra una maschera.

Testa rossa - 1915 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Testa rossa – 1915

Accanto al dipinto precedente si trova quest’altro che è di una intensità disarmante per la sua purezza ed è proprio la dicitura purificazione della forma in Modigliana un’altra delle cose alle quali questra Mostra ha dato un nome per farmi capire cosa avvertivo io.

Testa di donna - 1915 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Testa di donna – 1915

Nella sezione degli Amici di Modigliani troviamo, tra altri, Chagal, Dufy e Soutine; quest’ultimo, sempre trasandato (ricordo un ritratto fatto da Modigliani in cui Soutine indossava un cappotto sudicio! era in mostra l’anno scorso a Roma) era molto amico del sempre elegante e curato Modigliani.

Soutine: Ritratto di Miestchaninoff (scultore) Foto Credits: Contemplarti

Soutine: Ritratto di Miestchaninoff (scultore)
Foto Credits: Contemplarti

Mi ha colpito questo dipinto di Soutine perché mi ha ricordato Francis Bacon per la desublimazione della figura, come riportato dalle scritte nella sala.

Una galleria fotografica delle modelle di Modigliani ci accompagna lungo la rampa di scale che porta al secondo piano della Mostra dove ci sono ritratti e disegni.

Qui l’espressionismo e simbolismo lasciano il posto ad una pianura e schematizzazione del motivo che diventa lo stile Modigliani. Lascio la parola alle riproduzioni dei quadri.

Ritratto Dedie - 1918 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Ritratto Dedie – 1918

L’espressione malinconica è resa con la testa inclinata, l’abito nero e le mani congiunte. Lo stile è morbido.

Donna col colletto bianco - 1917 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Donna col colletto bianco – 1917

Gaston Modot - 1918 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Gaston Modot – 1918

Nudo sdraiato con le mani giunte -1917 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a PisaNudo sdraiato con le mani giunte -1917

La gallerista che espose questo quadro dovette chiudere la galleria perché risultò scandalistico.

Ragazzo dai capelli rossi - 1919 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Ragazzo dai capelli rossi – 1919

Il giovane apprendista -1917/19 Foto Credits: Wikipedia

Il giovane apprendista -1917/19
Foto Credits: Wikipedia

Nella sala dei disegni è possibile vedere su uno schermo uno degli album da disegno che Modigliani portava con se; a volte con un disegno pagava le sue bevute di vino al bar; ma non era l’unico!

Semplificare fino a raggiungere l’essenziale; invenzione e purificazione della forma queste le parole illuminanti sull’arte di Modigliani.

La Mostra è un crescendo e infatti gli ultimi ritratti suscitano spensieratezza, gaiezza (io ho letteralmente corrisposto al sorriso di Soutine nel senso che ho ricambiato il suo sorriso!), solidarietà a Modigliani per la caricatura del gallerista ‘cattivo’ Chéron, commozione davanti al ritratto di Jeanne.

Ritratto di Soutine -1917 Foto Credits: Luxgallery

Ritratto di Soutine -1917
Foto Credits: Luxgallery

Lolotte - 1917 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Lolotte – 1917

Monsieur Chéron - 1915 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Monsieur Chéron – 1915

Jeanne Hebuterne -1918 Foto Credits: pagina Facebook Modigliani a Pisa

Jeanne Hebuterne -1918

Che dire? se questo è lo stile delle mostre di Palazzo Blu, comincerò a tenerlo d’occhio!

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