Alfredo Pirri al Caveau di Serena Fineschi

Siena: Alfredo Pirri al Caveau di Serena Fineschi

Foto credits: miglieruolo.wordpress.com

Quando ho letto il nome di Alfredo Pirri nell’elenco di persone che Serena Fineschi aveva coinvolto nella sua opera Caveau – Idee mai nate a Siena devo dire che le mie aspettative erano alte.

Ora vi confido come mai.

‘Cosentino di nascita e romano d’adozione, Pirri è uno degli artisti italiani che maggiormente, negli ultimi trent’anni, ha saputo rinnovare il linguaggio del contemporaneo attraverso le sue opere installative e ambientali, riflettendo sulla relazione sensibile tra arte, spazio e architettura.’

Questo è quello che ho letto su Sienafree.it; ma la prima volta che ho sentito parlare di Alfredo Pirri è stato a proposito della sua opera Passi realizzata per la GNAM di Roma.

Un’opera composta da un pavimento di specchi crepati sul quale sostano delle statue. Un’opera in cui poterci entrare dentro; ‘doverci’ entrare dentro per poter visitare la Galleria. Un’opera molto suggestiva che, notizia recente, verrà smantellata per metterci una caffetteria… e su questo non aggiungo altro perché direi solo parolacce… (qui la notizia)

Siena: Alfredo Pirri al Caveau di Serena Fineschi

Alfredo Pirri è già presente a Siena con una lastra d’autore del progetto Tempo Zulu, quella collocata in Piazza Alessandro Manzoni e che riporta la parola ‘PAX’ in codice morse.

Non so per ora dargli un nome a questo feeling con Alfredo Pirri.

Insomma, avevo delle aspettative dicevo; per cui quando ho saputo che la seconda ‘idea’ esposta nella piccola galleria d’arte nel Vicolo del Coltellinaio a Siena sarebbe stata di Alfredo Pirri mi sono precipitata lì, il giorno 25 marzo e…

Be, la delusione è stata enorme; più che nei confronti di Pirri nei confronti di Serena Fineschi. Perché, cosa pensereste voi se vi trovaste davanti questo?

Siena: Alfredo Pirri al Caveau di Serena FineschiE’ vero che spostandosi un po’ si riesce a leggere qualcosa del contenuto; ma bisogna ‘faticare’. Insomma, tutto il contrario dell’idea del mese precedente di Marina Dacci.

Ammetto di essere tornata a casa molto indispettita. Allo stesso tempo però dicevo tra me e me ‘non può essere, non può essere che non ci sia niente su cui io possa riflettere, confrontarmi.’

E va bene che l’arte contemporanea spesso ha bisogno di un decodificatore; ma insomma sentivo che non era così in questo caso.

Mentre pensavo a queste cose sono andata a leggermi cosa Alfredo Pirri avesse detto di questa sua ‘idea’.

Da Sienafree.it:

Con la scelta di non svelare l’intenzione che soggiace all’opera nemmeno alla curatrice del progetto, fino all’istante in cui l’idea stessa sarà esposta al pubblico, Pirri ci regala un tempo sospeso, un’attesa impalpabile ma urgente di cui l’idea stessa si nutre.

Una lettera che accompagna la busta chiusa diventa una lunga didascalia dell’opera che l’artista stesso definisce “un oggetto di cartoleria che svela uno spazio intimo e privato”.  “Ho aderito con entusiasmo al progetto di Serena Fineschi perché ho un legame antico e profondo con la città di Siena, segnato dalla collaborazione con le Papesse e dai tanti rapporti di amicizia che resistono al tempo che passa – spiega Alfredo Pirri – inoltre mi piace l’idea che l’arte tra queste mura non debba essere sempre e necessariamente monumentale ma possa nascere in una dimensione intima, segreta e privata come quella del Caveau di Serena, la stessa che in fondo caratterizza i rapporti veri tra la gente di Siena”.

Qualche giorno dopo sono tornata perché dovevo capire; non sapevo cosa ma dovevo capire e ho fatto proprio bene.

Siena: Alfredo Pirri al Caveau di Serena FineschiInfatti, leggendo per quanto reso possibile da Serena Fineschi o da Alfredo Pirri (non so di chi sia stata la scelta, magari lo chiederò a Serena) ho scoperto che si trattava di un testo di senso compiuto e non inventato. E’ vero che il nome ‘Gustav Mahler’ si legge bene; ma vai a fidarti degli artisti se, come me in questo caso, non conosci la composizione musicale!

Ho avuto la riprova della corrispondenza al vero del contenuto cercando su internet. Infatti ho digitato ‘Kindertotenlieder Gustav Mahler Friedrich Rückert‘ (è quello che si riesce a leggere in alto a sinistra) e Google prontamente mi ha fatto sapere che si tratta di ‘Lieder’, di Canti composti da Gustav Mahler per voce e orchestra. ‘Kindertotenlieder’ vuol dire ‘Canti per bambini morti‘.

Il testo è formato da cinque poesie di Friedrich Rückert. Alfredo Pirri ha riportato le prime due poesie. Eccole qua:

E oggi il sole vuole ancora sorgere così splendente
Ora il sole osa sorgere e splendere ancora,
come se una sciagura nella notte non fosse avvenuta.
La sciagura è avvenuta: certo, a me solo è toccata,
e il sole splende ovunque e per tutti gli altri, là fuori.

Non devi in te la notte rinchiudere, e nasconderla,
ma lasciarla affondare e perdersi nella luce eterna.
Si è spenta nella mia tenda una piccola lucerna,
ma sia gloria alla luce cara e gioiosa del mondo!

Ora vedo bene perché fiamme così oscure
Ora so finalmente perché fiamme così oscure
mi lanciavate, occhi, in certi istanti!
Per raccogliere e stringere in un solo attimo
tutte le vostre forze, e farle piene e sicure.

Ma non presentivo, ovattato da nebbia e da caligine,
preso dentro la rete e accecato dal destino,
che il raggio già si piegava a riprendere il cammino,
verso quella dimora dove ogni raggio ha origine.

Voi volevate dirmi, col vostro luccicare:
Vicino a te sarebbe bello per noi restare,
ma questo, a noi, il destino l’ha voluto impedire.

Solo guardaci: noi saremo lontani, presto!
Quelli che per te sono soltanto occhi, in questo
giorno, saranno stelle nelle notti a venire

Furono scritti tra il 1901 e il 1904 ed eseguiti per la prima volta nel 1905.

‘Se nella biografia di Rückert i “canti per i bambini morti” traevano origine da un’esperienza realmente vissuta dallo scrittore, Mahler li compose ben sei anni prima che lo colpisse la disgrazia della morte della figlia Maria di quattro anni, quasi “anticipando la sua vita” come scrisse nel diario una sconvolta Alma Schindler, la moglie di Mahler.

Il senso del ciclo è dato dal percorso emotivo che passa dallo sconcerto ad una apparente rassegnazione, attraversando le stazioni del dolore, del rimpianto, del presentimento, della paura.’

da miglieruolo.wordpress.com

Io ho cominciato a chiedermi ‘cosa’ mi ricordassi di Mahler; ma niente. Mi è tornato in mente solo che una sua Sinfonia aveva aperto una Settimana Musicale Senese della Fondazione Chigiana; infatti ho cercato ed è accaduto nel 2005 con la Sinfonia n.9.

Sono andata su Youtube per vedere se mi tornava in mente qualcosa; ma niente.

Ho chiesto ad amici e parenti. Qualcuno ricorda la sua Sinfonia n. 1, ‘Titano’; qualcun’altro l’Adagietto della Sinfonia n. 5 utilizzata da Luchino Visconti nel film Morte a Venezia. Per me ancora buio totale.

Finita la mia ricerca su Mahler,  ho riletto il testo di Canti per bambini morti e la prima associazione che mi è venuta da fare è stata con Foglie di Beslan, pezzo per pianoforte e orchestra composto da Giovanni Allevi per commemorare la tragedia accaduta nel 2005 in una scuola di Beslan e che vide la morte di tante persone.

A questo punto è ovvio che mi piacerebbe sapere come mai Alfredo Pirri ha scelto questo testo e l’idea che gli era venuta e che poi non ha realizzato a livello artistico.

Bisognerà aspettare l’anno prossimo per saperlo, forse. Io intanto il 25 aprile torno nel Vicolo del Coltellinaio per scoprire cosa ci proporrà Serena Fineschi.

Qualcuno di voi che mi legge sta seguendo questa installazione di Serena Fineschi a Siena?

***

Gli altri artisti che hanno esposto la loro idea nel singolare Caveau di Serena Fineschi a Siena li trovi nella categoria Caveau

2 pensieri su “Alfredo Pirri al Caveau di Serena Fineschi

  1. Veronica

    Io si… E anche io mi sono fermata alla tua prima impressione. Mi sa che ripasserò per confrontarmi una seconda volta. Intanto grazie per averci “svelato” l’arcano

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    1. amisaba Autore articolo

      Grazie a te Veronica per esserti palesata.
      A me intriga molto questo progetto di Serena Fineschi e, finché non sarà rivelato il fil rouge che collega queste ‘idee’, parteciperò all’appuntamento mensile con la curiosità di rilevare le associazioni che mi susciterà ogni idea. Associazioni che condividerò qui nel blog per cui se ti va possiamo darci appuntamento ogni mese qui 🙂

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