A Pisa con Trippando

#trippandoapisaL’evento #trippandoapisa, pensato e organizzato da Silvia Ceriegi come momento d’incontro tra i co-blogger di Trippando.it (il blog di viaggi più influente d’Italia, nel mese di settembre, secondo Ebuzzing) e per estensione ai suoi lettori, mi ha dato l’opportunità di rivedere Pisa in un modo nuovo.

Cosa intendo? diverse cose.

Intanto che la compagnia era talmente ben disposta che non si è fatta minimamente scoraggiare dalla pioggia torrenziale presente durante tutta la giornata, nemmeno le famiglie con bambini.

L’itinerario in cui ci ha guidato Martina di Tuscany at Heart è stato pensato apposta per noi che ci occupiamo di viaggi a titolo diverso: facendoli, scrivendone, commentandoli oppure ospitando viaggiatori; infatti abbiamo percorso i luoghi maggiormente citati nei racconti dei viaggiatori del 1700, quelli del Grand Tour, tra i quali i poeti Shelley e Bayron. Attraverso questi racconti sappiamo ad esempio che i viaggiatori del Grand Tour che si recavano a Pisa, in Piazza dei Miracoli, rimanevano colpiti non tanto dalla Torre pendente quanto dal Camposanto e dal fatto che la città fosse spopolata e con l’erba che cresceva per le strade. Sappiamo anche che la famiglia Shelley preferiva il tramonto sul lungarno dal Ponte di Mezzo, al quale Shelley dedicò anche dei versi, a differenza di Byron che preferiva quelli a Venezia. Le Logge dei Banchi che si trovano prima del Ponte di Mezzo sono spesso citati in questi racconti e l’albergo dove alloggiavano i Shelley si chiamava Tre Donzelle, oggi non più esistente.

#trippandoapisa

L’itinerario ci ha permesso di venire a conoscenza dell’origine etrusca di Pisa e dell’usanza di riutilizzare oggetti antichi come a voler fondare una nuova Roma, come ad esempio i capitelli romani presenti lungo via Ulisse Dini, nei pressi di Piazza dei Cavalieri, la seconda Piazza più importante di Pisa dove si trova la prestigiosa Scuola Normale di Pisa e il cui assetto attuale risale alla ristrutturazione affidata al Vasari come testimonia ad esempio la Torre dell’Orologio ricavata da l’unione di due case torri ivi presenti.

L’itinerario si è concluso nella Piazza dei Miracoli. Potrei rivedere questa Piazza altre mille volte e sono sicura che mille volte subirei il suo fascino. Impossibile sottrarsene.

La disposizione della Torre, Cattedrale, Battistero e Camposanto non è casuale ma riproduce la forma della costellazione dell’Ariete. Come mai proprio questa costellazione? Perché il primo giorno del calendario pisano coincideva con il 25 marzo, giorno dell’Annunciazione ma anche dell’Ariete, oroscopo docet!

Guardando la Torre dalle scale posteriori della Cattedrale si può cogliere l’escamotage illusionistico ideato da Giovanni di Simone nel 1272. Fino a quel tempo infatti la costruzione della Torre si era arrestata al terzo ordine delle logge proprio perché si temeva che crollasse. Ebbene, Giovanni di Simone pensò di ovviare al problema mettendo delle colonne più sottili e lunghe a sud e più corte e pesanti a nord in modo da bilanciare il peso.

Il risultato direi che è soddisfacente… E comunque sembra sia vero che la Torre pendente non sia storta per errori dei costruttori ma per via del terreno in quanto a Pisa ci sono altre torri storte.

#trippandoapisa

Il Battistero, il più grande d’Europa, ha una peculiarità acustica data dalla forma della cupola: l’eco. Non fatevi venire voglia di mettervi a cantare o a urlare per averne riscontro perché non si può! In compenso ogni mezz’ora un addetto lo farà per voi.

Un bellissimo pulpito realizzato da Nicola Pisano è presente nel Battistero.

La guida ci ha fatto notare come per alcune figure, ad esempio la Madonna nella Natività, Nicola si sia ispirato ai coperchi dei sarcofagi romani.

In effetti sono molto ieratici, secondo me; molto diversi da quelli dell’ambone del Duomo di Siena che realizzò cinque anni più tardi e dove le figure sono molto più plastiche.

Non siamo potuti entrare all’interno della Cattedrale dove è custodito il famoso Pendolo di Galileo Galilei né nel Camposanto per via dell’orario ma sarà motivo per una prossima visita. La nostra guida Martina ci ha intanto detto che la Cattedrale all’interno presenta richiami alla Mezquita di Cordoba, che ho avuto la fortuna di vedere, quindi influenze arabe il che testimonia come gli artisti del tempo viaggiassero e raccogliessero influenze da altri paesi.

#trippandoapisa

Curiosità lungo il percorso:
– scoprire svoltato un angolo il Murales Tuttomondo di Keith Haring contro il razzismo
– venire a conoscenza del fatto che Ponte di Mezzo nel 1500 era circondato da botteghe come Ponte Vecchio a Firenze
– sapere della Chiesa di San Michele in Borgo che nella facciata oltre alle loggette ispirate a quelle della Cattedrale ci sono delle scritte che non sono recenti atti di vandalismo ma propaganda per le elezioni universitarie. Qui ho pensato agli scavi di Pompei.

Altro motivo che mi ha permesso di vedere Pisa in maniera nuova sono stati i momenti gastronomici: una degustazione di gelato a km 0 nella Gelateria De’ Coltelli e il pranzo alla Spaghetteria Ir Tegame. Silvia Ceriegi è pisana come altri co blogger per cui non ci avrebbero di certo proposto dei locali turistici nell’accezione dispregiativa del termine.

Vi assicuro che non avrei mai pensato di rimanere così entusiasta di una degustazione di gelati. Solitamente sono monotona nei gusti: cioccolato, crema e kiwi; cioccolato e limone; caffè. Ecco fin dove arriva la mia temerarietà; e invece questa volta mi sono lasciata andare e ho assaggiato tutto.

#trippandoapisa

Dei gelati alla frutta: uva di zibibbo (sembrava di bere un bicchiere di vino), lime e zenzero (accoppiata vincente), ananas (un piacere per il palato), fico verde e fico nero, susina.

Assaggiando i gelati alla frutta la sensazione era di mangiare il frutto direttamente e Gianfrancesco ci ha spiegato come mai; perché tra gli ingredienti non è presente il latte mentre troviamo zucchero, frutta fresca e farina di carruba.

Dei gelati alla crema: gli ingredienti principali sono il latte e le uova tranne che nel gusto al cioccolato dove lo troviamo anche nella versione con l’acqua che insieme alla panna è il massimo del piacere, secondo me. Il gusto alla vaniglia: varrebbe la pena di venire qui solo per assaggiare questo gusto. Avete presente il sapore di quello che siete abituati a mangiare di solito? Ecco, dimenticatelo perché non si può chiamare gelato alla vaniglia. Quello della Gelateria De’ Coltelli è fatto con il baccello della vaniglia e non con la vanillina e si sente che è tutta un’altra cosa. Il gusto alla nocciola come mangiare un torrone e poi quello allo yogurt di pecora, miele e noci , molto ‘greco’; quello alla crema di un colore giallo canarino, quello alla liquirizia e infine quello al cioccolato nella sua doppia versione perché non si sarebbe potuta chiamare degustazione di gelato senza il gusto al cioccolato, o no?

Quali gusti mi sono piaciuti di più? tutti! ma per quelli alla frutta: susina; per quelli cremosi: vaniglia; l’outsider: liquirizia.

#trippandoapisaLa Spaghetteria Ir Tegame ci ha offerto un mix di assaggi di primi dei quali più di tutti mi sono piaciuti i ravioli. L’ambiente è molto singolare, soprattutto se guardate il soffitto! E’ stato il momento in cui abbiamo potuto conoscerci un po’ meglio. Alcune persone le ho trovate uguali alla versione online; altre le immaginavo diverse, con qualcuno mi è sembrato di conoscerci da sempre. Che strani scherzi che combina a volte la realtà online e offline!

Ci siamo lasciati pensando al prossimo raduno. Io ho proposto #trippandoatorino; perché una delle blogger è di quelle parti e perché a Torino non ci sono mai stata. Chissà che la signora Trippando non realizzi il mio desiderio!

6 pensieri su “A Pisa con Trippando

  1. Manuela

    che bellezza! confesso che mi sarebbe piaciuto essere lì con voi! ho visto l’entusiasmo con cui ne ha parlato paola anche nello storify. non c’è che dire.. un evento genuino! 🙂

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    1. amisaba

      E allora Manuela stay tuned per il prossimo #trippandoa! 🙂 Hai ragione, lo storify di Paola è fantastico; ecco, lei dal vivo è proprio come me la immaginavo.

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